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Pompei. Dopo 20 anni di articolati e complicati restauri alla presenza del ministro Sangiuliano riaperta al pubblico la Casa dei Vettii, simbolo di arte e sensualità di Pompei. Produzione di vino e incontri erotici. Ecco le immagini e gli interventi dei protagonisti

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Casa dei Vettii a Pompei: taglio delnastro con al centro il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, tra il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, e il direttore generale Musei Massimo Osanna (foto silvia vacca)

Vent’anni di attesa, ma stavolta la domus simbolo di Pompei, la Casa dei Vettii, che non manca in nessuna guida del sito UNESCO campano e in nessun manuale sull’arte antica, grazie ai suoi straordinari affreschi e alle sculture che adornavano il suo ampio giardino, viene restituita al pubblico. Al terzo tentativo, martedì 10 gennaio 2023, il nastro è stato tagliato dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, affiancato dal direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna, e dal direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, aprendo ufficialmente le porte ai visitatori. Per la prima volta, dunque, dopo 20 anni di chiusura e una parziale riapertura nel 2016 – relativa all’ambiente di ingresso dell’atrio e a quelli circostanti- si può finalmente ammirare in tutta la sua articolazione e complessità architettonica, grazie ai recenti interventi.

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I restauratori danno gli ultimi ritocchi agli affreschi prima dell’apertura della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

Il nuovo progetto di restauro, intrapreso nel 2016 sotto la direzione di Massimo Osanna, si è avvalso della collaborazione di professionalità tra le più varie, tra archeologi, architetti, restauratori, ingegneri, strutturisti e esperti di giardinaggio, profilandosi come uno dei cantieri più complessi nel panorama dei beni archeologici degli ultimi decenni. Particolarmente difficile si è rivelata la rimozione di strati di cera, apportati sugli affreschi nel passato con l’intenzione di proteggerli e farli risplendere: un metodo di restauro che si è rivelato altamente dannoso e che ha inoltre oscurato molti dettagli delle raffinate pitture, con rappresentazioni di architetture fantastiche e scene mitologiche.

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La statua di Priapo spicca tra le colonne del peristilio del giardino della Casa dei Vettii (foto luigi spina)

Il giardino del peristilio (giardino colonnato), che disponeva di un articolato sistema di condotte d’acqua e piccole fontane, è stato restaurato con l’inserimento di copie delle statue originali conservate negli spazi espositivi e nei depositi del Parco archeologico. Tra queste spicca una statua di Priapo, dio dell’abbondanza, unica nel suo genere. Inoltre sono state piantumate antiche specie vegetali riprodotte nel vivaio all’interno del Parco, nell’ambito di un progetto più ampio che prevede la valorizzazione di giardini storici e la messa in produzione delle aree verdi della città antica attraverso partenariati con agricoltori e produttori del territorio.

“La riapertura della Casa dei Vettii”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “è il coronamento di un percorso pluriennale di pieno recupero degli Scavi di Pompei. Da oggi il pubblico potrà tornare ad ammirare un ambiente unico nel suo genere, inaccessibile da vent’anni. Ringrazio il personale del parco archeologico per aver reso possibile questo autentico regalo al mondo”.

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Massimo Osanna, direttore generale dei Musei (foto parco archeologico pompei)

E il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna: “È una riapertura epocale che segna il termine di una storia di restauro lunga e travagliata, che negli ultimi anni si è avvalsa del modello vincente del Grande Progetto Europeo, sia nella gestione dei finanziamenti sia delle risorse umane, ma con la differenza che in questo caso il tutto è stato gestito, dalla progettazione agli interventi, con le forze interne del Parco. Un passaggio fondamentale che suggella l’autonomia e il successo della gestione ordinaria di Pompei, ormai esempio riconosciuto a livello internazionale”.

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Il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano nella Casa dei Vettii (foto silvia vacca)

“La casa dei Vettii”, sottolinea Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “è la storia del mondo romano rinchiusa in una casa, la ‘casa museo’ della romanità per così dire: ci troviamo affreschi mitologici e sculture in bronzo e in marmo, di eccezionale qualità artistica, che parlano del rapporto complesso tra modelli greci e rielaborazioni romane, ma anche la vita economica e sociale della città. I proprietari, liberti e dunque ex schiavi, sono espressione di una mobilità sociale che due secoli prima sarebbe stata impensabile. Diventano ricchi con il commercio di prodotti agricoli del territorio intorno a Pompei, ma quanto pare nella loro casa fu esercitata anche la prostituzione, da parte di una schiava greca, che apparteneva ai gruppi più deboli della società”.

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L’atrio della Casa dei Vettii a Pompei dopo i restauri (foto silvia vacca)

Scavata tra il 1894 e il 1896, la casa dei Vettii apparteneva a Aulus Vettius Conviva e Aulus Vettius Restitutus, probabilmente due liberti, divenuti ricchi con il commercio del vino. Lo sfarzoso arredo pittorico e scultoreo della casa, dunque, riflette anche la ricchezza del territorio della città, dove si produceva il vino per l’esportazione in tutto il Mediterraneo, e la mobilità sociale, che consentiva a due ex schiavi di salire ai livelli più alti della società locale. Non mancano tracce della vita degli ultimi, tra le quali spicca un ambiente adiacente alla cucina, nel quartiere servile, decorato con quadretti erotici.  L’ambiente, in passato, fu dotato di una porta di ferro per consentirne l’accesso ai soli uomini adulti, barriera rimossa solo pochi giorni prima della riapertura della casa. Si è ipotizzato che l’ambiente servisse per la prostituzione, ipotesi che sembra trovare riscontro nel rinvenimento, sulla parete sinistra del vestibolo, di un’iscrizione in cui una donna di nome Eutychis, “greca e di belle maniere”, veniva offerta per due assi (Eutychis Graeca a(ssibus) II moribus bellis). Una testimonianza che Pompei offre, oltre alla bellezza dell’arte e dell’architettura antica, della società dell’epoca con le sue stratificazioni e costumi.

Gli interventi di restauro sulla domus hanno avuto varie fasi. L’edificio era stato precedentemente oggetto di un’attività di parziale rifacimento delle coperture con elementi chiaramente distinguibili e il più possibile reversibili e non invasivi, realizzato nell’ambito della collaborazione tra la soprintendenza Archeologica di Pompei (ora parco archeologico di Pompei) e l’istituto centrale per il Restauro (ora istituto superiore per la Conservazione e il Restauro). Dopo un lungo periodo di chiusura ed un primo collaudo strutturale, nel 2016 l’atrio della casa è stato riaperto alla pubblica fruizione per poi essere richiuso per avviare il nuovo cantiere. L’articolato cantiere avviato nel 2020 e appena concluso ha messo a sistema le parti preesistenti con opere di nuova progettazione per il completamento delle coperture della casa, rendendola interamente coperta, con l’impiego di tecniche e materiali moderni che si pongono in continuità con gli interventi condotti negli ultimi anni.

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Il cantiere di restauro del tetto della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)


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Veduta da drone del tetto della Casa dei Vettii a Pompei dopo il restauro (foto parco archeologico pompei)

Nel dettaglio, il cantiere  di restauro e consolidamento strutturale si è occupato: della sostituzione della copertura esistente nel peristilio in calcestruzzo armato, ormai completamente compromessa, con una nuova copertura a falde inclinate in legno lamellare e  manto di tegole, secondo tecniche costruttive consolidate per il rifacimento filologico delle coperture antiche; della realizzazione di nuove coperture piane in carpenteria metallica e sistemi innovativi di alleggerimento dei carichi e di impermeabilizzazione a protezione del quartiere servile  e del gineceo, con manto esterno in finitura color rame; del restauro di tutti gli  apparati decorativi parietali e pavimentali ivi compresi gli arredi originali del giardino.

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Fase di pulitura e restauro degli amorini della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

La straordinaria ricchezza degli apparati decorativi e del ricco corredo di arredi del giardino infatti ha imposto un accurato intervento di conservazione, attraverso opere di pulitura, stuccatura e integrazione, atti al recupero della leggibilità di ogni più piccolo dettaglio, nonché delle originarie cromie degli stessi apparati. Il programma di intervento si è articolato in una serie di fasi, sulla base di corrette metodologie di restauro, selezionando di volta in volta tecniche e materiali calati nelle singole problematiche. Sicuramente una delle fasi più complesse è stata quella della pulitura dagli strati di cera applicati durante i restauri precedenti per rinvigorire la lucentezza dei colori.

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Nuovi sistemi di illuminazione a LED nella Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Interventi di illuminazione e di safety & security. Nella redazione del progetto di illuminazione, si è fatto ricorso a sorgenti LED (Light Emitting Diode o diodi a emissione di luce) di nuova concezione che consentono di generare una emissione di luce con uno spettro molto simile a quello del sole: una luce pulita, naturale, priva delle componenti di radiazione infrarossa e ultravioletta e, soprattutto, senza la presenza del picco di emissione nella regione spettrale del blu (400 nanometri circa, che rappresenta la componente spettrale della luce visibile dotata di un’elevata energia, e quindi di una elevata capacità di deterioramento nei confronti dei materiali irradiati per lungo tempo, o con elevata intensità, da tale componente cromatica). I corpi illuminanti a LED utilizzati sono caratterizzati da un altissimo grado di trasparenza delle lenti e da un’elettronica di qualità studiata ad hoc in maniera tale che, oltre a consentire un risparmio notevole di energia, si garantisce un eccellente risultato nel comfort visivo e nella fruizione dei dettagli e delle cromie, evitando, nello stesso tempo, il degrado e il danneggiamento delle opere e degli affreschi, dovute al fenomeno definito blue hazard (pericolo del blu) in sede UE. Al fine di assicurare agli affreschi presenti il naturale ciclo luminoso giorno/notte a cui erano esposti originariamente, sono stati previsti degli opportuni cicli di illuminamento che seguono le aperture al pubblico della domus, garantendo l’assenza di luce della notte e, quindi, l’assenza di esposizione alla radiazione luminosa delle straordinarie opere in essa presenti.

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Sul tetto restaurato della Casa dei Vettii sono state poste tegole fotovoltaiche (foto parco archeologico pompei)

Le tegole fotovoltaiche. Al fine di garantire la piena autonomia energetica, facendo ricorso ad energie rinnovabili e senza assorbire energia dalla rete elettrica esterna, è stato previsto l’utilizzo di opportune tegole fotovoltaiche di ridotto peso. Infatti, sia i coppi che gli embrici sono prodotti con una miscela di materiali plastici composti, contenenti al loro interno i moduli fotovoltaici, non visibili dall’esterno. Il LED per la fruizione e la Safety & Security. Grazie alle sorgenti LED sarà implementato anche il Li-Fi (Light-Fidelity), che rappresenta un moderno ed innovativo sistema di comunicazione in grado di trasmettere dati ed informazioni senza necessità di cavi di qualunque tipo (modalità wireless) attraverso la modulazione della luce. La stessa tecnologia Li-Fi sarà utilizzata per la trasmissione dei dati provenienti dai sistemi per la safety & security come la video sorveglianza e il controllo accessi.

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La Casa dei Vettii è posta sotto la protezione di Priapo, raffigurato all’ingresso della domus a Pompei (foto parco archeologico pompei)

LA CASA: Il Priapo del vestibolo. Accanto allo stipite destro della porta, verso l’atrio, è rappresentata una figura di Priapo che, con il suo membro gigantesco, doveva indicare la prosperità e la ricchezza degli abitanti della casa. La figura è raffigurata mentre pesa il suo membro su un piatto da bilancia; a fare da contrappeso, sull’altro piatto, è una borsa piena di soldi.

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Dettaglio degli affreschi della stanza degli Amorini nella Casa dei Vettii a Pompei (foto luigi spina)

LA CASA: La stanza degli Amorini. Il più noto complesso pittorico della casa si trova nell’oecus (salone) che si apre sul portico settentrionale del peristilio. Nella zona superiore delle pareti, riccamente decorate, poeti sono circondati da Muse, Menadi e Satiri musicanti; nella zona mediana candelabri e tripodi in oro scandiscono pannelli decorati con coppie di figure in volo. Sullo zoccolo sono raffigurate sacerdotesse, Amazzoni, menadi e satiri al di sopra dei quali si aprono quadretti con scene di sacrificio a Diana e psychai che raccolgono fiori. Ma le scene più peculiari, che danno il nome alla sala, sono quelle del fregio dipinto al di sopra dello zoccolo. Una lunga teoria di Amorini intenti alle più diverse attività e mestieri: fiorai e venditori di corone, fabbricanti e commercianti di profumi, orefici e cesellatori, fulloni, panettieri e vendemmiatori, dove quest’ultimi fanno da preludio al trionfo di Dioniso. Il clima è giocoso e spesso gli Amorini sono rappresentati in divertenti competizioni.

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Dettaglio del cosiddetto gineceo della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

LA CASA: Il gineceo. Fu chiamato così da Amedeo Maiuri, poiché la sua posizione appartata rimandava al gineceo delle case di età greca, ovvero agli appartamenti femminili. Si tratta di un piccolo quartiere costituito da due stanze finemente decorate, che si affacciano su un giardino porticato e dotato di vasca. In particolare, nel triclinio è rappresentata la scena in cui Auge, sacerdotessa di Atena, intenta a lavare il sacro peplo della dea, viene sorpresa e sedotta da Eracle ebbro. Da questa unione nascerà Telefo.

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La cosiddetta Sala di Issione, triclinio della Casa dei Vettii a Pompei (foto luigi spina)

LA CASA: La sala di Issione. La cd. sala di Issione si apre sul giardino e fa da pendant alla sala di Penteo.  Si tratta di un triclinio che, come l’oecus di Penteo, è ideato come una pinacoteca. Sul fondo, è rappresentato il re Issione di fronte ad Era seduta in trono, che guarda la scena indicatale da Iside: Efesto è impegnato ad attivare la ruota a cui, per mano di Ermes e volere di Zeus, sarà legato Issione mediante dei serpenti. Il re tessalo, colpevole di avere tentato di oltraggiare Era, fu condannato a girare in eterno nella volta celeste. A fare da contrappeso al tragico destino di Issione, sulla parete destra è la rappresentazione dell’episodio a lieto fine di Dioniso che svela Arianna addormentata, mentre Teseo fugge con la sua nave. Sulla parete sinistra, invece, è raffigurato Dedalo che presenta a Pasifae, moglie di Minosse, re di Creta, la vacca di legno che diventerà l’alcova dove la regina concepirà il Minotauro.

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La sala di Penteo, oecus della Casa dei Vettii a Pompei (foto luigi spina)

LA CASA: La sala di Penteo. L’oecus in IV stile è decorato da grandi quadri in cui dominano tre scene principali: sulla parete destra il supplizio di Dirce da parte di Zeto e Anfione, figli di Giove e Antiope; sulla sinistra Ercole bambino che strozza i serpenti inviategli da Giunone. Sul pannello di fondo, Penteo, re di Tebe, è dilaniato dalle menadi, per aver offeso Dioniso. Alle sue spalle una menade gli infligge il colpo finale, scagliandogli sulla testa una grossa pietra.

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Il peristilio del giardino della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

LA CASA: Il Peristilio. Il peristilio a diciotto colonne circondava il giardino arricchito da sculture adibite a fontane, che ricreavano un suggestivo sistema giochi d’acqua. I soggetti raffigurati rimandano a Dioniso e al suo seguito: satiri, puttini e bambini allusivi alla forza propiziatrice della Natura, secondo modelli iconografici di tradizione ellenistica. Lungo il portico e tra le colonne s’incontrano Dioniso, un Satiro con otre, due puttini in bronzo che sorreggono anatre, due eroti con le mani legate, un bambino seduto a terra con coniglio, un Satiro con anfora. Infine, una figura di Pan e una di Priapo che, caduti in disuso perché danneggiati, furono stipati nella cucina. Essi dovevano trovarsi lungo il portico orientale. A completare il ricco giardino, erano mense, tavolini, vasche in marmo a cui si aggiungono due pilastrini con doppie erme: su di uno Dioniso e Arianna, sull’altro un Sileno e una menade. Al fine di preservare tutte le sculture rinvenute, sono state effettuate delle copie, oggi collocate lungo i lati del portico.

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Il larario della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

LA CASA: Il quartiere servile e il larario dipinto. Nel quartiere servile è presente su una delle pareti un larario con dipinti i Lari, numi protettori della casa.

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Quadretto erotico della stanza accanto al larario della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

LA CASA: La Stanza Erotica. Adiacente all’ambiente del larario vi è una stanza con quadretti erotici. Si è ipotizzato che l’ambiente servisse per la prostituzione, ipotesi che sembra trovare riscontro nel rinvenimento, sulla parete sinistra del vestibolo, di un’iscrizione in cui una donna di nome Eutychis, “greca e di belle maniere”, veniva offerta per due assi (Eutychis Graeca a(ssibus) II moribus bellis). Una testimonianza che Pompei offre, oltre alla bellezza dell’arte e dell’architettura antica, di uno straordinario spaccato della società antica con le sue stratificazioni e costumi.

Pompei. Riapertura della Casa dei Vettii con il ministro Gennaro Sangiuliano: martedì il terzo tentativo

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Il triclinio della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Terzo tentativo per la riapertura della Casa dei Vettii a Pompei dopo il lungo restauro. Sarà la volta buona? Dopo un primo rinvio per maltempo, e un secondo non meglio specificato, ora c’è la nuova data: martedì 10 gennaio 2023, alle 10, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sarà al parco archeologico di Pompei per la riapertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose di Pompei, posta sotto la protezione di Priapo dio della prosperità, dipinto a destra della porta, che simboleggia la prosperità economica dei proprietari, i fratelli Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, liberti, divenuti ricchi grazie al commercio. Interverranno il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna; il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

Pompei. Dopo il rinvio per maltempo, annunciata la nuova data dell’apertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose della città antica, alla presenza del ministro Gennaro Sangiuliano

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La Casa dei Vettii è posta sotto la protezione di Priapo, raffigurato all’ingresso della domus a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Era tutto pronto a Pompei, martedì 22 novembre 2022, per l’apertura, attesa da tempo, dell’apertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose di Pompei, posta sotto la protezione di Priapo dio della prosperità, dipinto a destra della porta, che simboleggia la prosperità economica dei proprietari, i fratelli Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, liberti, divenuti ricchi grazie al commercio.  Ma il giorno prima, lunedì 21 novembre 2022, era saltato tutto, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, previste anche in Campania per quel giorno (vedi Pompei. Maltempo, rinviata la riapertura della Casa dei Vettii a Pompei | archeologiavocidalpassato). Rinviando l’inaugurazione col ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a data da destinarsi. Sono passate tre settimane e il ministero annuncia la nuova data con un lancio di poche righe: “Giovedì 15 dicembre 2022, alle 11.45, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sarà al parco archeologico di Pompei per la riapertura della Casa dei Vettii. Interverranno: il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna; il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel”.

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I restauratori danno gli ultimi ritocchi agli affreschi prima dell’apertura della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

I fratelli Aulus Vettius Conviva e Restitutus erano i proprietari della splendida Casa dei Vettii, due ex-liberti arricchitisi con il commercio, due “uomini nuovi” di Pompei, entrati a far parte dell’oligarchia cittadina attraverso la nomina a importanti cariche pubbliche. La loro è una casa di vecchia costruzione, completamente ristrutturata in età augustea e ancora migliorata forse proprio quando i due fratelli l’hanno acquistata, prima del terremoto del 62 d.C. Amadeo Maiuri, ex-direttore degli scavi di Pompei, la considerava come quella “che meglio rappresenta, nella sua lussuosa decorazione parietale e nella graziosa composizione scenografica del giardino, il lusso mercantile degli ultimi decenni di vita della città”. Ora, finalmente, grazie a impegnativi lavori di restauro, è pronta a riaprire i battenti, per tornare ad accogliere fra le sue bellezze i nuovi ospiti di Pompei.

Pompei. Ultimato il restauro, martedì alla presenza del ministro Sangiuliano riapre al pubblico la Casa dei Vettii, tra le più ricche e famose della città antica

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I restauratori danno gli ultimi ritocchi agli affreschi prima dell’apertura della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

Ci siamo. Il momento tanto atteso è vicino. I restauratori danno gli ultimi ritocchi in vista dell’apertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose di Pompei, posta sotto la protezione di Priapo dio della prosperità, dipinto a destra della porta, che simboleggia la prosperità economica dei proprietari, i fratelli Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, liberti, divenuti ricchi grazie al commercio. Martedì 22 novembre 2022, alle 11.45, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sarà al Parco archeologico di Pompei per la riapertura della Casa dei Vettii. Interverranno il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna; il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

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Il triclinio della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

I fratelli Aulus Vettius Conviva e Restitutus erano i proprietari della splendida Casa dei Vettii, due ex-liberti arricchitisi con il commercio, due “uomini nuovi” di Pompei, entrati a far parte dell’oligarchia cittadina attraverso la nomina a importanti cariche pubbliche. La loro è una casa di vecchia costruzione, completamente ristrutturata in età augustea e ancora migliorata forse proprio quando i due fratelli l’hanno acquistata, prima del terremoto del 62 d.C. Amadeo Maiuri, ex-direttore degli scavi di Pompei, la considerava come quella “che meglio rappresenta, nella sua lussuosa decorazione parietale e nella graziosa composizione scenografica del giardino, il lusso mercantile degli ultimi decenni di vita della città”. Ora, finalmente, grazie a impegnativi lavori di restauro, è pronta a riaprire i battenti, per tornare ad accogliere fra le sue bellezze i nuovi ospiti di Pompei.

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La Casa dei Vettii è posta sotto la protezione di Priapo, raffigurato all’ingresso della domus a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La signorile Casa dei Vettii è posta sotto la protezione di Priapo, dio dal grande fallo dipinto a destra del portone e simbolo della prosperità dei proprietari della casa. Vi si accede dal vicolo dei Vettii, e subito entrando si apprezza la maestosità di questa domus. La planimetria della casa presenta una novità nell’architettura pompeiana, proprio all’ingresso: l’assenza del tablino, tradizionalmente presente sul fondo dell’atrio, per cui quest’ultimo svolge una funzione centrale di rappresentanza e di passaggio diretto all‘elegante e lussureggiante peristilio. La maggior parte degli affreschi della casa risale agli interventi condotti dopo il terremoto, e mostra una scelta accurata dei soggetti, generalmente collegata alla funzione degli ambienti. Gli ospiti vengono accolti all’ingresso, con la figura di Priapo. Si passa poi nell’atrio, dove si trovano fanciulli intenti a compiere sacrifici ai Penati, raffigurati nello zoccolo, alludenti al culto degli antenati, da sempre connesso a questo ambiente dell‘abitazione. Inserite nei pressi della grande cassaforte in bronzo, dove erano custoditi gli oggetti preziosi e gli averi dei proprietari, è la personificazione di Fortuna, alla quale degli amorini rivolgevano onorati sacrifici.