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Poggibonsi (Si). Inaugurato il nuovo Archeodromo con il completamento dell’antico villaggio carolingio del IX-X secolo scavato dagli archeologi dell’università di Siena sulla collina di Poggio Imperiale: progetto innovativo nato nel 2014 (premio Francovih 2015) che unisce archeologia, sperimentazione, living history e narrazione della storia. Parlano il sindaco e il direttore scientifico

“Un villaggio, mille storie” è lo slogan lanciato per il nuovo Archeodromo di Poggibonsi (Si) inaugurato sabato 24 ottobre 2026, alle 15, con il completamento dell’antico villaggio carolingio del IX-X secolo scavato dagli archeologi dell’università di Siena sulla collina di Poggio Imperiale. Un totale di quindici strutture comprendenti abitazioni, edifici artigianali, infrastrutture lavorative e altro ancora, oltre alla grande palizzata che delimita il villaggio per un progetto innovativo nato nel 2014 che unendo archeologia, sperimentazione, living history e narrazione della storia ha dato vita al più grande museo nazionale open air dedicato all’alto Medioevo. Ad accogliere i visitatori gli abitanti del villaggio (gli archeologi) e alcune delle migliori compagnie italiane specializzate nel reenactment, il gruppo di reenactors La Fara, impegnato nella ricostruzione e nell’archeologia sperimentale, e i Winileod, gruppo di sperimentatori e ricostruttori di musica altomedievale. La festa continua domenica 25 ottobre 2026, con l’apertura del villaggio dalle 11 alle 17.

L’Archeodromo nasce dall’incontro tra ricerca archeologica, progettazione culturale e partecipazione del territorio. Promosso dal Comune di Poggibonsi (si) e dall’insegnamento di Archeologia medievale dell’università di Siena, con Archeotipo srl e le associazioni Started e Arché, ricostruisce in scala reale il villaggio di capanne di età carolingia scoperto a Poggio Imperiale. Dalla prima inaugurazione, nell’ottobre 2014, l’Archeodromo è cresciuto grazie a investimenti pubblici, collaborazioni professionali e impegno delle associazioni. Alle capanne si sono aggiunti edifici abitativi e produttivi e strutture per preparare alimenti, conservare risorse e svolgere attività quotidiane, restituendo il paesaggio sociale ed economico di una comunità rurale del “tempo di Carlo Magno”. L’Archeodromo si conferma un luogo in evoluzione, dove la ricerca universitaria diventa patrimonio condiviso e il passato torna accessibile mediante l’esperienza diretta e la condivisione delle scoperte: un viaggio nel tempo.

L’Archeodromo di Poggibonsi e un Archaeological Open Air Museum incentrato sul villaggio di IX-X secolo, indagato dalla cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Siena all’interno della Fortezza medicea di Poggio Imperiale, nato dalla collaborazione e dalla forte volontà del Comune. È stato insignito del Premio Riccardo Francovich 2015, assegnato dalla SAMI per il museo o parco archeologico capace di realizzare la migliore sintesi fra solidità e rigore della ricerca, qualità dell’allestimento e dell’interpretazione, accessibilità dei contenuti, efficacia nel comunicare l’archeologia al pubblico non specialista. Ha ricevuto il Premio Art Bonus dell’anno 2016, risultando il progetto più votato nella prima edizione nazionale del concorso promosso dal MiBACT e ideata da Ales S.p.A., soggetto incaricato della gestione e promozione dell’Art Bonus per conto del ministero della Cultura, in collaborazione con Promo PA Fondazione e LuBeC. La premiazione avvenne nel febbraio 2017.

“L’eredità di una comunità è determinata da tanti fattori: c’è la storia ci sono le tradizioni, c’è l’economia”, sottolinea Susanna Cenni, sindaco di Poggibonsi, nel video prodotto da Archeodromo Poggibonsi e pubblicato da Storie & Archeostorie. “Ci sono legami culturali che tengono assieme anche le generazioni. Io credo che investire in cultura sia forse l’investimento più importante che una comunità può fare. Nel nostro caso la storia ha incontrato la ricerca scientifica e la ricerca di nuovi linguaggi per rappresentarla e per raccontarla. È quello in cui abbiano creduto, è quello su cui abbiamo investito. Io credo che investire in cultura sia la scelta più forte che una comunità può fare proprio guardando al proprio futuro”. “L’Archeodromo di Poggibonsi non è solo un Archaeological Open Air Museum con archeologia sperimentale e archeologia simulativa”, spiega Marco Valenti, direttore scientifico Archeodromo. “In realtà è il nostro tentativo di far immergere le persone nell’atmosfera di un villaggio del tempo di Carlo Magno, cioè tra il IX e il X secolo. La particolarità è che gli archeologi si sono messi in gioco. Non solo hanno imparato a divulgare, a raccontare, a parlare un linguaggio semplice, ma hanno imparato anche ad assumere ruoli attoriali. Perché nelle nostre dimostrazioni, nelle nostre rappresentazioni e nella nostra didattica c’è sempre questa parte recitata che è fondamentale perché è quello che vogliamo dare alle persone, alle scolaresche che vengono a trovarci, è esattamente quello di trovarsi all’interno di un villaggio altomedievale della Toscana, in questo caso dell’alta Valdelsa. Quello che noi cerchiamo di fare – conclude Valenti – è di portare al grande pubblico i risultati della ricerca archeologica nel modo più semplice e se vogliamo anche divertente possibile”.