Archivio tag | antropologia

Al Pigorini di Roma l’etnologo Leigheb col libro “Figli della luna. Vita e morte tra i pigmei della Nuova Guinea”

L'etnologo e giornalista Maurizio Leigheb è autore del libro "Figli della luna. Vita e morte dei pigmei della Nuova Guinea"

L’etnologo e giornalista Maurizio Leigheb è autore del libro “Figli della luna. Vita e morte tra i pigmei della Nuova Guinea”

«Amiamo queste montagne verdi, queste valli scoscese e profonde, […] amiamo la luce pura e violenta che le illumina, il cielo che le sovrasta e le loro notti piene di stelle, dove appare Wala, la grande madre luna, che veglia su di noi». È un passaggio del libro “Figli della luna. Vita e morte tra i pigmei della Nuova Guinea” dell’etnologo e giornalista Maurizio Leigheb che viene presentato il 21 maggio alle 15.30 nella sala conferenze del museo nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma.

I pigmei fotografati in uno dei reportage di Maurizio Leigheb

I pigmei fotografati in uno dei reportage di Maurizio Leigheb

Questa narrazione è anche un caso antropologico. L’autore racconta in prima persona la vera storia di una straordinaria sopravvivenza umana: il popolo dei Pigmei Fa che vive in una sperduta valle sui monti della Nuova Guinea indonesiana. Sono uomini e donne destinati a soccombere e forse a scomparire per sempre all’arrivo degli invasori stranieri. L’etnologo Leigheb viene a contatto con loro subendo il profondo fascino dei luoghi e dell’esistenza isolata e “primitiva” delle comunità indigene fino a raccogliere il loro racconto, che mescola la realtà con la potenza creativa del sogno e la magia. Al di là delle avvincenti vicende narrate, il libro adombra anche problematiche e conflitti di natura universale come la costante lotta tra il Bene e il Male e l’osservazione di comportamenti, sentimenti e pulsioni. Un fantastico viaggio nel tempo e nell’evoluzione dell’uomo.

L'etnologo e giornalista Maurizio Leigheb "presta" la telecamera agli indios

L’etnologo e giornalista Maurizio Leigheb “presta” la telecamera agli indios

L'etnologo Leigheb ha già realizzato un centinaio di documentari

L’etnologo Leigheb ha già realizzato un centinaio di documentari

Maurizio Leigheb è etnologo e giornalista tra i più stimati. Spirito eclettico, critico e anticonformista, durante l’adolescenza manifesta una certa insofferenza per i metodi accademici di insegnamento. Poco più che ventenne inizia a viaggiare nei Paesi del terzo mondo, in vari continenti. Pubblica servizi fotogiornalistici sulle prime riviste di viaggio e turismo apparse in Italia e numerosi reportage su noti quotidiani e periodici illustrati, italiani e stranieri, raccogliendo materiale fotografico e documentario per alcune collane e opere editoriali di successo, come Il Milione, l’enciclopedia di tutti i Paesi del mondo edita dall’Istituto Geografico De Agostini. Conosciuto per le sue spedizioni e ricerche tra le popolazioni più isolate e meno conosciute della terra, soprattutto in Amazzonia e Nuova Guinea, è autore di una decina di libri d’argomento autobiografico e antropologico, alcuni dei quali tradotti in varie lingue (tra cui Caccia all’uomo, Sugar, Milano 1973, e Longanesi, Milano 1976; Indonesia e Filippine, De Agostini, Novara 1976 e 1981; L’indio muore. Origine, vita e destino degli indios, Sugarco, Milano 1977; L’uomo nel mondo, De Agostini, Novara 1979 e 1987; L’ultimo Sinai, Editions Transalpines, Lugano 1980; Guido Boggiani, pittore esploratore, etnografo, Regione Piemonte, Torino 1986; Irian Jaya, l’ultima terra ignota. Popoli e culture della Nuova Guinea indonesiana, con presentazione di Irenaus Eibl-Eibesfeldt, fondatore dell’etologia umana, allievo ed erede del premio Nobel Konrad Lorenz, edito da Giorgio Mondadori, Milano 1995; Lo sguardo del viaggiatore. Vita e opere di Guido Boggiani, Interlinea, Novara 1997), mostre fotografiche, vari saggi su Paesi, civiltà, culture ed esploratori del passato. Ha realizzato oltre un centinaio di documentari trasmessi dalle reti Rai, Mediaset e Sky, impegnandosi nella ricerca e documentazione antropologico-visuale e nella difesa delle minoranze etniche a rischio d’estinzione biologica e culturale.

 

“Chi siamo. La storia della diversità umana”: a Milano incontro con Luca e Francesco Cavalli Sforza

Luigi Luca Cavalli Sforza, genetista e antropologo

Luigi Luca Cavalli Sforza, genetista e antropologo

Nel 1993 Luca e Francesco Cavalli Sforza – autorità mondiale della genetica il primo, regista e narratore il secondo -, davano alle stampe “Chi siamo. La storia della diversità umana”, divenuto subito un classico della divulgazione scientifica che, provando l’origine comune africana dell’umanità moderna e smontando pezzo per pezzo il concetto di razza, portava con sé un messaggio di unità e tolleranza. Vent’anni dopo quel messaggio è più attuale che mai, e “Chi siamo” per i tipi di Codice Edizioni torna in una veste nuova, rinnovata nei contenuti ma soprattutto nell’iconografia. Giovanni Porzio, fotoreporter giramondo, è stato nei luoghi di Cavalli Sforza e ne è tornato con una serie di suggestivi scatti, l’ideale contrappunto visivo al racconto delle nostre origini, ma anche un omaggio al viaggio umano e professionale di uno dei più grandi scienziati del Novecento.

Chi siamo. La storia della diversità umana

Chi siamo. La storia della diversità umana

Martedì 11 febbraio alle 18 la nuova edizione del libro “Chi siamo” (Codice Edizioni) sarà presentata al teatrino di Palazzo Visconti in via Cino del Duca a Milano, in occasione dell’appuntamento di apertura della terza edizione del ciclo “Fondazione Bracco incontra”. E gli ospiti di eccezione saranno appunto Luca e Francesco Cavalli Sforza e Giovanni Porzio in “Diversi ma uguali. Storia delle molte differenze che ci accomunano”. L’incontro, moderato da Armando Massarenti, affronta un tema di grande rilevanza in vista di Expo Milano 2015: riconciliare le differenze di razza, lingua e colore sulla base di una comune radice, origine della nostra storia di esseri umani.

Chi siamo: immagine di Giovanni Porzio

Chi siamo: immagine di Giovanni Porzio

Chi siamo noi? La somma di una storia evolutiva che in ogni individuo lascia traccia? O siamo esseri avulsi dal passato, immersi in un presente fluido e “globale”? Quale è la nostra percezione della diversità (sia essa fisica, di razza, di idioma o culturale) e la nostra capacità di accoglierla? Questa è la domanda da porci in vista di Expo Milano 2015, che ospiterà un’ampia varietà di popoli e culture del nostro pianeta, con l’intento di offrire il senso più attuale del cammino compiuto sino a oggi e una rinnovata agenda di sfide per il futuro: crescita sostenibile, responsabile uso delle risorse, benessere.

Di tutto questo se ne parlerà martedì a Milano con Luca Cavalli Sforza, una delle massime autorità in tema di genetica e antropologia che ha “riassunto” una vita di ricerche nella recente mostra “Homo Sapiens”, e professore emerito dell’università di Stanford; con il figlio Francesco, regista e autore di libri di divulgazione scientifica, e con Giovanni Porzio, giornalista reporter e fotografo giramondo, autori del libro “Chi siamo. La storia della diversità umana”.