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Per la Festa della Mamma il museo Archeologico nazionale di Napoli propone un focus sull’Afrodite Sosandra proveniente dalle Terme di Baia, una delle grandi sculture “al femminile”

Per la Festa della Mamma il museo Archeologico nazionale di Napoli ci fa riscoprire le grandi sculture “al femminile” del Mann: e con Serena Venditto del Mann nel video di Mauro Fermariello facciamo la conoscenza della cosiddetta Afrodite Sosandra proveniente dalle Terme di Baia. Afrodite, dea dell’Amore della grazia della sensualità, qui presenta una veste decisamente diversa, molto più pudica, molto più costumata: è l’Afrodite Sosandra. “Sosandra” significa salvatrice degli uomini, colei che con la sua purezza salva e protegge le anime degli uomini. L’originale si trovava sull’acropoli di Atene proprio all’ingresso ed era opera dello scultore greco Calamide.

Afrodite Sosandra, copia romana da originale di Calamide, proveniente dalle Terme di Baia e conservata al Mann (foto Mann)

La replica romana di Afrodite Sosandra conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli viene dalle Terme di Baia. “Osservandola – spiega Venditto – possiamo dedurre una serie di caratteristiche: il braccio poggiato sulla spalla crea un panneggio molto rigido. Si chiama panneggio architettonico proprio perché dà quasi l’idea di una struttura architettonica, di una colonna, di un pilastro. E anche la forma del viso, proto classica, cioè che non ha ancora la dolcezza e la morbidezza del classico ma tutta una serie di rigidità che appartengono all’arte tardo-arcaica, allo stile severo (480-450 a.C.), è particolare: palpebre un po’ inspessite, bocca molto pronunciata. Un’altra caratteristica di questa statua è che in realtà non è terminata. Ce ne accorgiamo dalla superficie della scultura che non è danneggiata dal tempo ma semplicemente non ha ricevuto l’ultimo lavoro di pulizia, di lisciatura. Ciò non è strano perché alle terme di Baia si trovavano delle officine di scultori che producevano statue in marmo praticamente per tutta la Campania e per le ville in particolare dei nobili romani che sul litorale flegreo erano tante di livello assolutamente altissimo, erano anche di livello imperiale. Colpisce la purezza dello sguardo, la nobiltà che trasuda dall’immagine di questa Afrodite così innocente quasi fiera ma al tempo stesso così compenetrata nello sguardo dell’osservatore”.