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Tempio di Ciro vicino a Persepoli: un giallo archeologico insoluto. Unico esempio finora di architettura proto-achemenide con pantheon mesopotamico

L'edificio di epoca achemenide portato alla luce nello scavo di Tol-e Ajori, vicino a Persepoli in Iran

L’edificio di epoca achemenide portato alla luce a Tol-e Ajori, vicino a Persepoli in Iran

Cos’era dunque questo monumentale edificio achemenide quasi una copia della porta di Ishtar a Babilonia, individuato nel 2011 a Tol-e Ajori, nella piana di Persepoli  nella regione di Fars in Iran meridionale, dalla missione archeologica congiunta irano-italiana diretta da Alireza Askari Chaverdi dell’università di Shiraz e da Pierfrancesco Callieri dell’università di Bologna, nel quadro dell’accordo tra il dipartimento  di Beni culturali dell’università di Bologna, il Centro iraniano per la ricerca archeologica (Icar) e la fondazione di ricerca Parsa-Pasargadae col contributo economico dell’Università di Bologna, del Miur (Progetto PRIN 2009) e del Mae? Alireza Askari Chaverdi sembra non avere dubbi: si tratta di un tempio. Ma il giallo archeologico non pare destinato ad essere risolto in tempi brevissimi vista la maggiore prudenza espressa da Callieri che qui conclude la nostra lunga intervista. “Io parlerei di funzione cerimoniale o rituale”, spiega. “Anche se non abbiamo ancora la pianta completa, è chiaro comunque che ci troviamo di fronte a una struttura con un massiccio e spesso muro perimetrale e un ridotto spazio interno (cortile?): non può quindi essere un edificio residenziale. Meglio quindi un edificio utilizzato per rituali in ambito dinastico, come confermerebbe anche un frammento di mattone invetriato con un’iscrizione babilonese incompleta che ci riporta alla parola RE”.

La porta di Ishtar a Babilonia (oggi al Pergamon museum di Berlino)

La porta di Ishtar a Babilonia (oggi al Pergamon museum di Berlino)

Ciro, pochi anni dopo aver realizzato la capitale Pasargade (545-542 a.C.) conquistò Babilonia nel 539 a.C. quando la porta di Ishtar era stata costruita da circa mezzo secolo. “Quindi il monumento da noi scoperto”, continua Callieri, “fu realizzato dopo la conquista di Babilonia e il confronto iconografico puntuale con quello della Porta di Ishtar a Babilonia suggerisce una datazione all’epoca proto-achemenide. Il monumento rappresenta perciò la prima testimonianza monumentale nell’area del Fars centrale dove successivamente Dario I costruirà la terrazza monumentale di Persepoli”. Il monumento propaganda la cultura di Ciro profondamente legata al mondo elamita e babilonese. Ciro introduce nel Fars oltre al toro il “mushkhusshu” che a Babilonia è direttamente legato al dio Marduk, il dio della regalità. E lo fa “importando” nella piana di Persepoli la Porta di Ishtar, creando una tipica architettura rituale achemenide dove divinità e regalità sono collegate.

Il "mushkhusshu", il drago-serpente raffigurato sulla porta di Ishtar a Babilonia

Il “mushkhusshu”, il drago-serpente raffigurato sulla porta di Ishtar a Babilonia

“La presenza del toro e soprattutto del “mushkhusshu”, che nella successiva arte achemenide di Persepoli non è più presente”, fa il punto Callieri, “corrisponde a quel complesso pantheon persiano di origine mesopotamica ed elamita attestato sulle tavolette elamite delle Fortificazioni di Persepoli, che sotto la dinastia di Dario e Serse viene gradualmente ridimensionato in relazione al rapporto preferenziale del re con la divinità iranica Ahura Mazda (zoroastrismo)”. A indirizzare gli archeologi verso una realizzazione proto-achemenide c’è anche un altro elemento: il monumento non ha rapporto di orientamento con Persepoli, orientamento che invece rispetta con il sistema di canali circostante.

Il prof. Pierfrancesco Callieri in azione a Tol-e Ajiori vcino a Persepoli, in Iran

Il prof. Pierfrancesco Callieri in azione a Tol-e Ajiori vcino a Persepoli, in Iran

Per la missione irano-italiana la scoperta di questo monumento è importante perché restituisce finalmente nell’area di Persepoli un’architettura precedente Dario. Ma allora a questo punto viene da chiedersi cosa ci fosse prima della terrazza di Dario in quella regione dominata da questo monumento alto 20 metri, che brillava al sole, ed era ben visibile a distanza. È uno dei problemi aperti, non l’unico. “Oltre a capire quale fosse la funzione dell’edificio di Tol-e Ajori e quando fu costruito”, continua il professore, “le prossime campagne di scavo dovranno risolvere anche il problema della sua distruzione”. Già lo scavo attuale ha rivelato danneggiamenti da spoliazioni recenti e distruzioni antiche: ma quando? “Per ora non siamo in grado di dirlo. Serse dice di avere distrutto il tempio dei demoni. Che intendesse l’edificio di Tol-e Ajori? Se la distruzione risalisse all’epoca achemenide, sarebbe la prova archeologica del cambiamento religioso avvenuto nell’impero persiano. Ma la demolizione dell’edificio potrebbe rientrare nelle distruzioni operate da Alessandro Magno. O addirittura ancora più tardi”.

Il prof. Piefrancesco Callieri mostra la planimetria dello scavo

Il prof. Piefrancesco Callieri mostra la planimetria dello scavo a Tol-e Ajori

Il futuro. “Prima della campagna del 2014”, anticipa Callieri, “dobbiamo acquisire le foto aeree realizzate negli anni ‘40 del secolo scorso. Stiamo già provvedendo perché siamo sicuri che potrebbero darci informazioni preziose”. Negli anni ’70, come abbiamo più volte ricordato, fu realizzata la grande diga sul fiume Kner per poter irrigare la pianura. All’epoca fu adottato il sistema di irrigazione a caduta che comportò il livellamento dei terreni con la distruzione di migliaia di dati archeologici. “Altro impegno per il 2014 o per le campagne successive”, conclude Callieri, “sarà lo scavo dell’ambito centrale (cortile?), cioè quello spazio ridotto che si apre tra le spesse mura. Per ora ne abbiamo solo ricostruito la pianta che ci ha permesso di avere un’idea del monumento. Lì in mezzo, almeno lo speriamo, potrebbero esserci delle ceramiche con le quali essere in grado di datare con precisione il monumento”.  Per ora il giallo archeologico resta insoluto. Non ci resta che attendere le prossime campagne.

(5 – fine. Precedenti post il 2, 7, 15, 19 dicembre)