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Lamezia Terme (Cz). All’abbazia benedettina in scena “Quattro pietre. Talassografia delle ombre” di Scenari Visibili, dopo il successo del debutto a Palmi

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“Un nuovo Omero racconta poeticamente della divisione tra il sapere razionale della scienza e un sapere ancestrale fatto di riflessioni intuizioni, sogni, credenze. Suggerimenti e spunti sui temi della guerra, della natura umana, spesso portata a manipolare e a distruggere, la sopravvivenza delle storie e della memoria, le cose antiche che racchiudono verità eterne, forse ancora utili per la salvezza”. La domanda è una sola: siamo sicuri che il nostro progresso corrisponda davvero ad una evoluzione? Una domanda che si fa anche la pièce “Quattro pietre. Talassografia delle ombre” in scena all’abbazia benedettina di S. Eufemia a Lamezia Terme (Cz) il 9 settembre 2023 alle 21. Dopo il successo del debutto a Palmi, e grazie alla collaborazione con l’associazione culturale “Mediterraneo”, Scenari Visibili presenta la nuova produzione teatrale a Lamezia Terme, da un’idea di Maurizio Carnevali, di Domenico Benedetto D’Agostino & Subhaga Gaetano Failla, con Dario Natale & Eugenio Pino; e la partecipazione straordinaria delle Tarab Ensemble e con il Coro delle Ombre (KALT). Regia Dario Natale, scenografie & opere di Maurizio Carnevali, luci di Alessandro Rizzo, sartoria Loredana Fittante, foto Aldo Tomaino.

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Un momento dello spettacolo “Quattro pietre. Talassografia delle ombre” di Scenari Visibili (foto salvatore pileggi)

Uno studioso del mare, un “talassografo”, ha appena ricevuto una lettera di interruzione incarico e sospensione finanziamenti. Da mesi era impegnato in una ricerca sulle rive dello Stretto, ricerca che stava per portare a delle scoperte. Amareggiato, si guarda intorno, e consolato dal mare si appresta a smobilitare il suo tavolo di lavoro, quando si accorge improvvisamente di non essere solo. E allora la domanda resta una sola: siamo sicuri che il nostro progresso corrisponda davvero ad una evoluzione? “Se per evoluzione si intende solo maggiore conoscenza, ricchezza di dati, scientificità di calcolo certamente l’essere umano di oggi è superiore a quello di ieri. Ma è pure presuntuoso, superficiale e saccente quando sorride, anzi ride, di fronte al vecchio che non ricorda neppure il suo nome, che non sa perché raccoglie quello che il mare restituisce, ma sa che ciò che raccoglie è la storia dell’uomo, delle sue battaglie, perse o vinte, delle sue conquiste”.