Archivio tag | Paolo Carpentieri

Pompei. All’auditorium del parco archeologico la giornata di studi “La gestione dei parchi archeologici in Italia tra ricerca e valorizzazione”

Il 6 novembre 2026, dalle 9, all’auditorium del parco archeologico di Pompei, giornata di studi “La gestione dei parchi archeologici in Italia tra ricerca e valorizzazione”, aperta dal direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtiregel; dal direttore generale Supporto Attuazione programmi MiC, Giovanni Capasso; dal presidente dell’ICOMOS Italia, Maurizio Di Stefano: dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Andrea Prota; dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli, Beniamino Visone. La giornata di studi sarà introdotta dal capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale del ministero della Cultura, Alfonsina Russo, sulla tematica rivolta anche allo sviluppo delle politiche culturali e gestionali dei Parchi Archeologici di cui alle linee guida vigenti considerando a rilevanza del ruolo scientifico che i parchi hanno assunto ed alla funzione sociale dei patrimoni viventi e partecipati. Dopo la presentazione a cura di Ugo Carughi, seguiranno 3 panel coordinati ed introdotti da Paolo Carpentieri, Vincenzo Calvanese ed Alexandra Chavarria incentrati sui temi normativi, sulla governance e gestione dei parchi e sulla ricerca ed il rapporto con le comunità.

La giornata di studi intende infatti discutere sul ruolo assunto dai parchi archeologici italiani negli ultimi 10 anni in Italia in linea con gli indirizzi contenuti dalle “Linee guida per la costituzione e la valorizzazione dei Parchi Archeologici” adottate con Decreto del ministero della Cultura del 18 aprile 2012. I parchi archeologici nazionali infatti assolvono non solo alla funzione di luoghi della cultura custodi della nostra storia ma sono divenuti opportunità di aggregazione sociale grazie a funzioni trasversali introdotte compatibilmente con la complessità gestionale degli stessi facendo convivere funzioni culturali, tecniche e scientifiche con iniziative che rendono questi luoghi viventi generando sempre maggiore interesse e partecipazione nelle Comunità locali e non solo. Luoghi di cultura che vivono, dove i valori immateriali che essi custodiscono riescono sempre più a coinvolgere i visitatori trasformando la conoscenza in esperienza e socializzando il contesto urbano, monumentale e infrastrutturale con le arti, le tradizioni, le peculiarità espressioni di stili di vita sempre più riconoscibili nelle Comunità patrimoniali attuali.

Questa funzione sociale dei parchi archeologici esprime in pieno il ruolo universale che l’UNESCO ha riconosciuto ad alcuni di essi orgogliosamente inseriti nella prestigiosa Word Heritage list. La giornata di studi organizzata dall’ICOMOS Italia congiuntamente al Parco Archeologico di Pompei, intende approfondire questi aspetti per riconoscerne metodologie di valorizzazione di successo, ponendole in stretta relazione con la complessità della governance e dei piani di gestione. Cultura, scienza, tecnica, innovazione e divulgazione costituiscono i temi della giornata nel confronto con la loro attuazione e l’attualizzazione delle linee guida per la costituzione valorizzazione dei parchi archeologici.

La giornata di studi vuole confrontare le esperienze nazionali ed internazionali analoghe ed in particolare nei siti archeologici della World Heritage List per avviare una riflessione sulle linee di azione per il futuro dei parchi archeologici come siti simbolo e laboratori viventi di pratiche innovative nella gestione dei beni culturali in una inscindibile simbiosi tra valori materiali ed immateriali affida così al convegno una funzione auspicabilmente operativa e propositiva. Concluderà la giornata di studi la visita al cantiere della Insula Meridionalis e della Insula Occidentalis.

Pubblico e Privato nei beni culturali: rivedere le regole per il futuro dopo il lockdown. Convegno on line della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali

Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali

Quale collaborazione può esserci tra pubblico e privato nel settore dei beni culturali? In che modo rendere conciliabili le necessità di valorizzazione e tutela del nostro patrimonio con le aspettative dell’impresa che se ne assume oneri e rischi? Alla luce del contesto emergenziale che ha contraddistinto questo periodo storico, il controverso rapporto tra pubblico e privato nella gestione del patrimonio culturale richiede una nuova prospettiva, insieme all’approfondimento delle norme che disciplinano i rapporti di partenariato. Se ne discute il 25 giugno 2020, con un convegno online organizzato dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, nel corso del quale sarà presentato il volume curato da Alfredo Moliterni “Patrimonio culturale e soggetti privati. Criticità e prospettive del rapporto pubblico-privato” (Editoriale Scientifica, 2019). L’incontro si terrà il 25 giugno 2020, alle 15.30, sulla piattaforma di formazione a distanza della Fondazione, all’indirizzo fad.fondazionescuolapatrimonio.it. Al termine del convegno, dalle 17.15 alle 17.45, spazio alle domande e ai commenti. L’iscrizione è gratuita e fino a esaurimento posti disponibili. Insieme all’autore partecipano all’evento Marco D’Alberti, presidente del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici; Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino; il Consigliere di Stato Paolo Carpentieri; il responsabile dipartimento Cultura e turismo dell’ANCI, Vincenzo Santoro; e Giovanna Barni, presidente CoopCulture e Co-presidente della Alleanza delle cooperative italiane cultura. Dopo i saluti di Carla Di Francesco, commissario straordinario della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, introdurrà l’incontro Carla Barbati, del consiglio scientifico Fondazione. Le conclusioni saranno invece affidate a Lorenzo Casini, capo di Gabinetto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. Partecipanti dalle sensibilità e visioni diverse, insieme ai quali si tenterà di trovare i punti di equilibrio di un sistema che deve reagire all’indomani dell’emergenza pandemica. “Ci sono opinioni molto diverse sul ruolo del privato nella gestione dei beni culturali. Ma non v’è dubbio che di fronte alle difficoltà attuali è quanto mai necessario un nuovo patto pubblico-privato che possa aiutare a recuperare tutte le energie di cui il sistema ha bisogno, in un quadro chiaro di responsabilità e ruoli”, interviene Carla di Francesco. “La complessità non sta solo nel trovare una sintesi tra posizioni diverse, ma risiede nella normativa stessa, stratificata e frammentata, anche in ragione della pluralità delle fonti di disciplina, non riducibili al solo Codice dei beni culturali” aggiunge Carla Barbati. “Serve una riflessione anche per le future scelte del legislatore, che sarà chiamato a fare la sua parte”.