Firenze. Alla LdM Gallery apre la mostra fotografica “Ancient Voices”, realizzata da CAMNES e dal museo Archeologico nazionale di Firenze, in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery, e curata da Anna Consonni (MAF), Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini (CAMNES)

Giovedì 22 ottobre 2026, alle 17, nei locali della LdM Gallery in via de’ Pucci 4 a Firenze, inaugurazione della mostra fotografica “Ancient Voices”, realizzata da CAMNES e dal museo Archeologico nazionale di Firenze, in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery, e curata da Anna Consonni (MAF), Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini (CAMNES). Una mostra per riscoprire le voci dei protagonisti del passato. Nelle sale della Sezione Egizia del museo Archeologico nazionale di Firenze sono conservate centinaia di stele, rilievi e statuette che i visitatori di oggi rischiano di percepire come semplici e inerti “opere d’arte”. Per i loro committenti, tuttavia, si trattava di strumenti magico-rituali concepiti per garantire la sopravvivenza del proprio nome e della propria identità oltre la morte. La mostra fotografica Ancient Voices nasce per restituire voce ai loro proprietari, rispondendo all’antico appello che i defunti rivolgevano ai vivi: pronunciare il loro nome e recitare un’offerta per il loro Ka.
Lontana dalla storia tradizionale di faraoni e piramidi, l’esposizione si fonda sulla microstoria: nessuno degli oggetti apparteneva a re o membri della corte reale. I protagonisti sono scribi di provincia, artigiani, sacerdoti, contadini, prefiche, cantanti, padri e madri: quella “classe media” che costituiva l’ossatura del Paese. Nei dettagli decorativi degli oggetti – come l’abbraccio di una moglie, le offerte di pane e birra o gli animali accovacciati sotto le sedie – si intravede un Egitto fatto di affetti domestici, lutti e devozioni personali, nel quale i visitatori possono riconoscersi. Poiché molti dei defunti ci hanno lasciato solo il proprio nome, o talvolta nemmeno quello, gli egittologi hanno scelto il linguaggio poetico per dar loro voce. Nell’antico Egitto, la poesia era un elemento strutturale e sacro della vita, utilizzato per dialogare con gli dei ed esprimere i sentimenti umani più intimi. Ancient Voices, tramite quel linguaggio poetico con cui i visitatori saranno accompagnati tra le sale dell’esposizione, vuole così dimostrare che la grande Storia è la somma di singole vite individuali e si pone come obiettivo quello di riaffermare il valore universale della memoria.
La mostra a ingresso libero si può visitare dal 22 ottobre al 13 novembre 2026: lunedì, martedì e giovedì, dalle 10 alle 14; mercoledì, dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19; venerdì, dalle 15 alle 19.
Commenti recenti