Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel castello aragonese apre la mostra “Eneide”, sull’epopea dell’eroe troiano con 36 opere dell’artista Stefania Misso, da un progetto dell’Associazione Rotta di Enea

Venerdì 12 giugno 2026, alle 16, al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel castello aragonese di Baia (Na), in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia 2026, vernice della mostra “Eneide”, sull’epopea dell’eroe troiano, ispirata al poema di Virgilio, con 36 opere dell’artista Stefania Misso che l’Associazione Rotta di Enea, Itinerario culturale del Consiglio d’Europa dal 2021, d’intesa con il Parco archeologico, ha voluto trasformare in un progetto per i Campi Flegrei. All’inaugurazione, presente l’artista romana che da anni vive e opera in Sardegna, interverranno Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei; e Giovanni Cafiero, Maria Teresa Moccia di Fraia e Sergio Ferraro per l’Associazione Rotta di Enea; Rüstem Aslan, direttore degli scavi del sito Unesco di Troia. La mostra resterà aperta dal 13 giugno fino al 10 ottobre 2026.

Il progetto, curato dall’Associazione Rotta di Enea, comprende la mostra al museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia e laboratori creativi con le classi dell’istituto statale Virgilio di Pozzuoli, chiamati a realizzare, sotto la guida esperta dell’artista e del corpo docente dell’Istituto Virgilio, nuovi segni sibillini, presenti nell’esposizione sotto forma di libri d’arte. La partecipazione della comunità è il riferimento fondamentale per il Progetto “Eneide” ispirato dai principi della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società (CONSIGLIO D’EUROPA – FARO, 27.X.2005) ratificata dall’Italia con Legge n. 133/2020. La Convenzione di Faro sposta l’attenzione dal bene culturale in sé al suo valore per le persone e le comunità. Promuove la partecipazione democratica, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile, considera il patrimonio come risorsa per la qualità della vita.

L’eroe troiano, esule dopo la distruzione di Troia, rappresenta un simbolo senza tempo del peregrinare nel mondo alla ricerca di nuovi approdi. Ma mai da soli e solo per sé stessi. Enea porta con sé sulle spalle la tradizione (Anchise) e tiene per mano il futuro (Ascanio). Intorno a Enea fioriscono storie e personaggi, non solo Didone, ma Palinuro, Eurialo e Niso, e tanti altri. Le trame che con la cura delle mani d’artista di Stefania Missio vestono i personaggi dell’Eneide sono una espressione autentica di quella pietas e di quella umanità che caratterizzano l’opera di Virgilio. A questi sentimenti e a questi valori ancora oggi dobbiamo aggrapparci contro le derive di violenza e sopraffazione che le vicende internazionali dell’Ucraina e del Medio Oriente ci ricordano tristemente.

“Il lavoro paziente e pieno di umanità e amore per la nostra civiltà mediterranea di Stefania Missio”, dichiara il presidente della Rotta di Enea Giovanni Cafiero, “rispecchia perfettamente i valori cui si ispira la Rotta di Enea e trova la sua collocazione ideale nell’area dei Campi Flegrei, teatro delle vicende narrate nel VI libro dell’Eneide. In Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo, dopo 3000 anni dalla guerra di Troia, ancora profughi, ancora vendette, ancora il tentativo di affermare la legge della forza. L’Eneide e il nostro Virgilio sono ancora un riferimento vivo, che ci ricorda che il progresso della civiltà umana deriva dall’empatia, dalla capacità di cooperare, dalla forza dei valori, dalla pazienza”. “Abbiamo ancora bisogno di Enea e della sua storia”, conclude il direttore del parco archeologico, Fabio Pagano, “abbiamo ancora necessità di raccontala, di indossarla, di interrogarci, di specchiarci. Stefania Missio ci offre una “trama di trame” dove condurre la nostra anima in un mondo popolato di immagini dal sapore arcaico nella veste di forme contemporanee. Una trasfigurazione dove l’antico muta la propria forma accompagnando Enea nella dimensione a lui più propria: quella dell’universale”.
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