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Scoperti nove nuovi manoscritti di Qumran sul mar Morto: trovati in laboratorio in Israele tra i materiali di scavo degli anni ‘50

I rotoli del mar Morto: i manoscritti trovati nelle grotte di Qumran

I rotoli del mar Morto: i manoscritti trovati nelle grotte di Qumran

A più di sessant’anni dalla scoperta di cosiddetti “rotoli del Mar Morto” Qumran riserva ancora sorprese: nove piccoli rotoli di testo sono stati individuati all’interno dei filatteri (gli astucci, usati dai religiosi ebrei, che contengono piccoli rotoli manoscritti con un testo biblico) acquisiti negli scavi degli anni ’50 del secolo scorso. L’annuncio nel corso del Seminario di Ricerca internazionale “The History of the Caves of Qumran”, organizzato dall’Istituto di Cultura e Archeologia delle terre Bibliche della Facoltà di Teologia di Lugano: “Trovati nuovi manoscritti di Qumran”. Ma non sono tornati alla luce durante nuove esplorazioni delle grotte affacciate sul mar Morto bensì studiando il materiale conservato nei depositi. L’archeologo Yonatan Adler, della Ariel University, lavorando sui materiali degli scavi archeologici degli anni ’50, ha infatti ritrovato alcuni filatteri ancora intatti. È stato possibile individuare al loro interno i manoscritti grazie a speciali fotografie (multispectral imaging) realizzate dall’Israel Antiquities Authority.

Le grotte di Qumran affacciate sul mar Morto in Israele

Le grotte di Qumran affacciate sul mar Morto in Israele

Qumran era una località abitata da una comunità essena sulla riva occidentale del Mar Morto, nell’attuale Cisgiordania, vicino alle rovine di Gerico. Il sito fu costruito tra il 150 a.C. e il 130 a.C. e vide varie fasi di occupazione finché, nell’estate del 68, Tito, al comando della legione X Fretensis, la distrusse. La località è divenuta famosa in seguito alla scoperta, risalente alla prima metà del Novecento, dei cosiddetti Manoscritti del Mar Morto e dei resti di un monastero dove si ritiene vivesse una comunità di Esseni.

Dalla loro scoperta, negli anni '50, i manoscritti del mar Morto sono oggetto di studio

Dalla loro scoperta, negli anni ’50, i manoscritti sono oggetto di studio

I Manoscritti del Mar Morto (o Rotoli del Mar Morto) sono un insieme di manoscritti nei pressi del mar Morto. Di essi fanno parte varie raccolte di testi, tra cui i Manoscritti di Qumran, che ne costituiscono una delle parti più importanti. I rotoli del Mar Morto sono composti da circa 900 documenti, compresi testi della Bibbia Ebraica, scoperti tra il 1947 e il 1956 in undici grotte dentro e intorno al Uadi di Qumran, vicino alle rovine dell’antico insediamento di Khirbet Qumran, sulla riva nord-occidentale del Mar Morto. I testi sono di grande significato religioso e storico, in quanto comprendono alcune fra le più antiche copie superstiti note dei libri biblici e dei loro commenti, e conservano la testimonianza della fine del tardo giudaismo del Secondo Tempio. Sono scritti in ebraico, aramaico e greco, per lo più su pergamena, ma alcuni anche su papiro. E furono realizzati tra il 150 a.C. e il 70 d.C. Fino al 1968 la maggior parte delle pergamene conosciute e dei frammenti sono stati custoditi nel museo Rockefeller (già noto come Museo Archeologico della Palestina) a Gerusalemme. Dopo la “guerra dei sei giorni” pergamene e frammenti sono stati spostati al Santuario del Libro, al museo di Israele.

I preziosi filatteri con nuovi manoscritti da Qumran

I preziosi filatteri con nuovi manoscritti da Qumran

L'archeologo Yonatan Adler

L’archeologo Yonatan Adler

I filatteri scoperti da Yonatan Adler provengono dalle grotte 4 e 5 di Qumran, scavate nel 1952 dall’archeologo Roland de Vaux. Tra il materiale trattato dal laboratorio per la conservazione dei rotoli dell’Israel Antiquities Authority, sono stati rinvenuti tre astucci contenenti nove piccoli rotoli manoscritti. “Non capita ogni giorno di poter scoprire nuovi manoscritti. È stata veramente una grande emozione”, ha commentato Adler. “Sono molto orgogliosa che nel nostro laboratorio, impiegando le tecnologie più avanzate, possiamo ricostruire la storia di duemila anni fa”, ha sottolineato Pnina Shor, direttrice del laboratorio per la conservazione dei rotoli dell’Israel Antiquities Authority).