Al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA) aperta la mostra “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: dal cuore dell’Italia antica”, la più completa negli Stati Uniti dedicata alla cultura etrusca negli ultimi decenni: 200 straordinari reperti da 29 istituzioni internazionali. Tra i protagonisti il museo Archeologico nazionale di Firenze


Dal mar Tirreno all’oceano Pacifico: gli Etruschi conquistano San Francisco. Dal 2 maggio al 20 settembre 2026, al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA) una delle mostre più attese dell’anno “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: Dal cuore dell’Italia antica” curata da Renée Dreyfus – responsabile del settore Arte antica ai SF/Arts – e Louise Chu, e organizzata dai Fine Arts Museums di San Francisco in collaborazione con il San Antonio Museum of Art con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, un viaggio immersivo in una delle civiltà più affascinanti e ancora meno conosciute dell’antico Mediterraneo.

Questa grande mostra, la più completa negli Stati Uniti dedicata alla cultura etrusca negli ultimi decenni, riunisce circa 200 straordinari reperti provenienti da importanti musei: 29 istituzioni coinvolte, tra cui il British Museum, il Louvre, il Victoria and Albert Museum, il Metropolitan Museum of Art, i musei di Boston, Cleveland e Chicago, oltre ai grandi musei italiani, tra cui il museo Gregoriano Etrusco del Vaticano, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il museo Archeologico nazionale di Firenze e Palazzo Farnese a Piacenza.
Toghe, templi, ingegneria idraulica, viticoltura e persino numeri “romani”, tutti ampiamente attribuiti ai Romani, erano in realtà innovazioni etrusche. Gli Etruschi prosperarono in quella che oggi è l’Italia per quasi un millennio, dal 900 al 100 a.C. circa, prima dell’ascesa dell’Impero Romano. Posero le basi per le conquiste moderne dell’architettura, dell’ingegneria e delle artiste. Eppure la loro cultura rimane oscurata dall’antica Grecia e Roma. Attingendo alle ultime scoperte archeologiche e alla ricerca all’avanguardia, questa è la mostra più completa sulla cultura etrusca negli Stati Uniti fino ad oggi. Oltre 150 esempi squisitamente realizzati e ben conservati di sculture in bronzo e terracotta, gioielli d’oro, ceramiche e elementi architettonici, oltre all’opera di scrittura etrusca più longeva, rivelano un’eredità che continua ad affascinare ancora oggi. Molti di questi oggetti vengono esposti per la prima volta negli Stati Uniti, offrendo al pubblico una prospettiva completamente nuova su una civiltà che ha profondamente plasmato lo sviluppo della cultura occidentale. Un’opportunità unica per riscoprire le radici più profonde dell’Italia e comprendere meglio il patrimonio culturale che continua a influenzare il nostro presente.

Tra i protagonisti dell’esposizione il museo Archeologico nazionale di Firenze, presente con 34 opere: un contributo significativo che conferma l’eccezionale ricchezza e qualità delle sue collezioni, tra le più rilevanti a livello internazionale per l’archeologia etrusca. Così hanno attraversato l’oceano opere spettacolari come gli ori della Tomba del Littore di Vetulonia, il flabello di bronzo sbalzato di Populonia, la seducente statua di Vanth di Tuscania, la preziosissima situla d’argento di Plikasna e l’intero frontone del tempietto di Ponte Rotto, ricostruito per l’occasione a San Francisco.

I prestiti si inseriscono in una fase di rinnovata valorizzazione del museo fiorentino, segnata da recenti interventi di restauro e riallestimento, tra cui la Sala della Chimera e l’Urna del Bottarone, tornata visibile a 60 anni dall’alluvione: testimonianze emblematiche di un patrimonio costantemente oggetto di studio, tutela e valorizzazione.

“Siamo orgogliosi di contribuire a questa importante mostra internazionale: la presenza di un nucleo così significativo di opere riflette la ricchezza delle nostre collezioni e il ruolo attivo del museo nella valorizzazione della civiltà etrusca a livello globale”, afferma Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, invitato a parlare come ospite speciale sabato 2 maggio 2026 al simposio inaugurale della mostra al Legion of Honor Museum.
San Francisco. Al Legion of Honor Museum aperta la mostra “Last Supper in Pompeii: From the Table to the Grave” con molti reperti provenienti dal museo Archeologico di Napoli


La grande statua di Bacco che accoglie i visitatori della mostra “Last supper in Pompeii” al museo di San Francisco (foto mann)
“Che grande emozione nel vedere gli scatti della mostra “The last supper in Pompeii” al museo Legion of Honor di San Francisco”, postano sui social del museo Archeologico nazionale di Napoli. “Tantissimi capolavori del Mann rappresentano il cuore di un allestimento straordinario, che travalica i confini per catturarci con le sue suggestioni!”. “Last Supper in Pompeii: From the Table to the Grave” è il titolo dell’eccezionale mostra aperta al Legion of Honor Museum di San Francisco, dove sarà allestita sino al 29 agosto 2021, con il supporto del Consolato Generale d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco. La mostra riporta al mondo di Pompei fissato come un’istantanea dall’eruzione del 79 d.C., concentrandosi sulla vita di tutti i giorni e soprattutto sul cibo e sulle bevande consumati dagli abitanti di Pompei. Insieme a pentole, padelle e altri accessori per la distribuzione, la preparazione e il servizio del cibo, la mostra include preziose opere d’arte che rivelano lo splendore e il lusso amati dai ricchi romani di Pompei.

La mostra, originariamente organizzata da Paul Roberts dell’Ashmolean Museum of Art and Archaeology, University of Oxford, porta a San Francisco magnifiche sculture romane, mosaici e affreschi, nonché tazze, utensili e servizi di ristorazione in argento per banchetti per rivelare come gli antichi amassero mangiare e bere. L’esposizione offre anche uno spaccato di come il cibo e il vino venissero prodotti e distribuiti prima di essere portati nelle cucine e infine sui tavoli da pranzo. La mostra guarda alle diverse aree della casa in cui cibo e bevande ebbero un ruolo importante, a partire dall’ingresso di casa, con l’atrio ed il suo santuario nel giardino al centro dell’abitazione, ricco di alberi da frutto e piante officinali. Un’intera parete affrescata, proveniente da una sala da pranzo estiva, parzialmente all’aperto, è giunta da Pompei a San Francisco per questa mostra.

Gli scavi condotti nel 1984 alla Villa B a Oplontis (Torre Annunziata), vicino a Pompei, hanno portato alla luce un magazzino a volta dove più di 60 persone rimasero uccise nell’eruzione. Gli archeologi hanno realizzato i calchi di alcune delle vittime versando del gesso negli spazi lasciati vuoti dai gas sotto la cenere. Uno di questi è stato fuso in cera e poi in resina e mostra incredibilmente le ossa, il cranio e persino i denti di una donna, così come i beni che portava, dai gioielli d’oro a un filo di perline di poco valore. La “Signora di Oplontis“, come è stata chiamata, è più resistente degli altri calchi in gesso e quindi si è potuto trasportarla a San Francisco come testimone dei terribili eventi di quel 79 d.C.


Una brocca in bronzo da Pompei (foto mann)
“Last Supper in Pompeii” mette in luce anche le bevande e i cibi consumati dai romani, sulla base di un attento esame di minuscoli resti ritrovati su piatti e vasi. Sebbene alcuni alimenti fossero importati dall’estero, la maggior parte delle provviste veniva prodotta localmente. Pompei ha avuto la fortuna di godere di un clima mite ed era circondata dalle pendici del Vesuvio ricoperte di vigneti. I cereali, la verdura e la frutta, comprese le olive e l’uva, usata soprattutto per il vino, venivano prodotti e lavorati localmente e greggi e mandrie venivano ingrassati nelle vicinanze; il pesce veniva pescato sulla costa. Uno degli oggetti più interessanti della mostra che potrebbe sorprendere i visitatori è un contenitore che serviva per contenere e ingrassare i ghiri, una delle prelibatezze della tavola romana.


Affresco con Iside Fortuna, Arpocrate e Amorino da Pompei in mostra a San Francisco (foto mann)
Gli dei e la superstizione erano presenti in ogni ambito della vita pompeiana e la mostra include immagini di molte di queste divinità. Bacco, il dio della vite, è ben rappresentato. I suoi seguaci, inclusi satiri e menadi con i loro lussuriosi rituali, costituiscono una parte speciale della mostra. Provenienti principalmente dal “Gabinetto Segreto” del museo Archeologico nazionale di Napoli, alcune di queste scene vivaci e lascive raccontano l’importanza della fertilità nel culto di questo dio. La maggior parte delle opere di questa affascinante mostra non ha mai lasciato l’Italia.
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