Mito e natura a Milano. Incontro sugli affreschi delle Grotte di Catullo a Sirmione, la più famosa delle ville romane gardesane
Le ville romane ai piedi delle Alpi chiudono la rassegna Fuorimostra, il ciclo di incontri organizzati dall’università di Milano in collaborazione con il Comune di Milano, Palazzo Reale ed Electa, come approfondimenti della mostra “Mito e natura. Dalla Grecia a Pompei” aperta a Palazzo Reale di Milano fino al 10 gennaio 2016. L’appuntamento per l’ultimo incontro è a Milano, giovedì 10 dicembre 2015 alle 16.30 nella sede della soprintendenza Archeologia della Lombardia in via De Amicis 11. Il soprintendente Filippo Gambari presenta “Arte e natura nell’architettura e nella pittura delle ville gardesane”, la più famosa delle quali è quella di Sirmione, nota come “Grotte di Catullo”, che fu una delle maggiori ville residenziali dell’Italia settentrionale.

Una visione aerea della villa romana di Sirmione, nota come Grotte di Catullo, sulla punta della penisola
Collocata in una posizione eccezionale, sulla punta della penisola di Sirmione, domina dall’alto dello sperone roccioso l’intero bacino del Lago di Garda. La villa occupa un’area di circa 2 ettari, circondata da uno storico uliveto con oltre 1500 piante e arricchita dal piccolo ma rilevante museo archeologico di Sirmione, con reperti provenienti da Sirmione e da alcuni siti del basso Garda. E naturalmente è esposta la maggior parte dei reperti provenienti dalle Grotte di Catullo. “Fra i materiali pertinenti con la villa romana”, ricorda il direttore del museo, l’archeologa Nicoletta Giordani, “spiccano gli splendidi frammenti della decorazione ad affresco che arricchiva gli ambienti residenziali. Inquadrabili nel cosiddetto III stile pompeiano, caratterizzato dalla presenza di aeree e fantasiose architetture che suddividono e riorganizzano lo spazio delle pareti e dal frequente inserimento di quadretti paesaggistici, figure, candelabri vegetali e motivi fantastici, questi pezzi ci restituiscono l’immagine di una dimora raffinata e policroma. Attirano l’attenzione anche i raffinati stucchi e i frammenti della decorazione architettonica (basi, colonne e capitelli) che scandiva la struttura”.
Dunque a Milano si parla proprio delle pitture delle ville gardesane con gli interventi di Elisabetta Roffia, già dirigente ispettore del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e in precedenza direttore delle aree archeologiche gardesane, e Barbara Bianchi, studiosa esperta di pittura d’epoca romana. Nella mostra Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei è infatti esposto un frammento di pittura con paesaggio marino proveniente dalle “grotte di Catullo” di Sirmione, una delle lussuose ville romane situate sulle sponde del lago di Garda. Queste costruzioni mostrano nelle scelte architettoniche un legame stretto con l’ambiente naturale, attraverso la presenza di terrazze e porticati affacciati sul paesaggio lacustre, di ampi giardini, di ninfei e bacini‐fontana. Ma anche all’interno degli edifici la decorazione pittorica parietale con frequenti rappresentazioni di carattere paesistico – motivi paesaggistici denominati topia, raffigurazioni idillico sacrali, temi di paesaggio a soggetto mitologico e veri e propri squarci su paesaggi e giardini che si confondono con quelli reali delle ville – offre testimonianza del legame intercorrente tra le dimore abitative e la natura circostante.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)


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