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San Lorenzo Bellizzi (Cs). Nella Grotta del Conoide di Pietra Sant’Angelo al via la prima campagna di ricerche speleo-archeologiche del 2025

Riprendono il 5 maggio 2025 le ricerche sulla Pietra Sant’Angelo, massiccio roccioso – nel comune di San Lorenzo Bellizzi (Cs), ubicato nell’alta valle del Torrente Raganello, un luogo ricco di fenomeni sotterranei e siti preistorici. Obiettivo della prima campagna del 2025 – altre seguiranno fino all’autunno – è l’esplorazione della Grotta del Conoide, cavità di modesto sviluppo ma con consistenti tracce di una frequentazione antropica inquadrabile, nei livelli sommitali della stratigrafia, nel corso dell’età del Bronzo. Tre le finalità dell’intervento: 1) l’esplorazione del deposito sedimentario interno; 2) l’accertamento delle possibili relazioni della cavità con un sottostante abitato all’aperto di età pre-protostorica; 3) la verifica, mediante ricognizioni, della probabile esistenza di altre aree archeologiche circostanti, tanto a livello epigeo che ipogeo. Le ricerche sono svolte in regime di concessione ministeriale sotto la direzione congiunta della prof.ssa Antonella Minelli (università del Molise) e del dr. Felice Larocca (Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”). Alla campagna offre il suo sostegno fattivo, come sempre, il Comune di San Lorenzo Bellizzi.

Ricerche spelo-archeologiche nella Grotta del Conide di Pietra Sant’Angelo a San Lorenzo Bellizzi (Cs) (foto centro enzo dei medici)

La Grotta di Pietra Sant’Angelo non è una cavità di grandi dimensioni o estensione: è infatti formata da un’unica condotta lineare ampiamente invasa dalla luce esterna che penetra da un ampio ingresso. Lunga poco più di 20 metri, essa rappresenta una delle tante grotte e caverne che contraddistinguono il massiccio roccioso omonimo. L’imbocco si apre alla quota di 850 metri circa s.l.m. La cavità, nota e censita sin dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso, ha palesato la presenza di un eccezionale giacimento archeologico con evidenze riferibili ad un ampio arco di tempo, esteso dal Paleolitico all’Eneolitico, con sporadiche attestazioni di frequentazioni più recenti. La scoperta di una sepoltura datata col radiocarbonio a 7000 anni da oggi, in piena età neolitica, ha connotato il sito per le sue valenze funerarie anche se molti altri elementi, in un’ottica diacronica, lo contraddistinguono soprattutto come luogo di bivacco temporaneo. I livelli più antichi toccati finora dall’indagine archeologica sono riferiti al Paleolitico superiore (focolare datato a 14.500 anni da oggi, associato a resti di fauna e abbondanti manufatti e schegge in selce). Sopra i livelli paleolitici compare l’intera sequenza neolitica, contraddistinta da tutte le sue fasi (antica, media e recente), cui si sovrappongono elementi di età eneolitica.