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Favignana (Tp). All’ex stabilimento Florio apre con Massimo Cultraro su “Le origini” la rassegna “Odissee di ieri e di oggi”, a cura di Giacomo Pilati. Otto incontri, otto tappe dell’Odissea: ecco il programma

Con l’intervento di Massimo Cultraro, uno dei più autorevoli archeologi e storici italiani della civiltà greca antica, mercoledì 15 luglio 2026, alle 21.45, all’ex stabilimento Florio in piazzetta Carbone sull’isola di Favignana (Tp), apre “Odissee di ieri e di oggi”, la rassegna letteraria curata da Giacomo Pilati, dal 15 luglio al 6 settembre 2026, a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Otto incontri, otto tappe dell’Odissea: migrazioni, mare, attesa, identità, memoria; epica, storie e luoghi dell’anima. Un festival di emozioni riconducibili ai temi immortali delle vicende omeriche. Un filo narrativo capace di unire punti lontani, esprimendo nella contemporaneità una energia immortale. Un percorso tra storia e attualità segnato da otto incontri con alcuni dei protagonisti del giornalismo, della narrativa e della saggistica. Nel primo appuntamento Massimo Cultraro, dirigente dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del CNR, docente di Preistoria e Archeologia egea all’università di Palermo, massimo esperto di Schliemann, lo scopritore di Troia, racconterà con “I Micenei” (Carocci) le ORIGINI di Itaca prima di Omero. Il mondo degli eroi omerici che combatterono sotto le mura di Troia continua a suscitare forti emozioni presso il grande pubblico. In questo libro uno dei massimi esperti di preistoria e protostoria ci conduce per mano alla scoperta della città scavata oltre un secolo fa da Schliemann. Ad accompagnare gli spettatori in questo cammino, le letture dei testi omerici affidate all’attrice Stefania Orsola Garello.

IL PROGRAMMA. 20 luglio 2026, “L’assedio” con Toni Capuozzo col libro “Cos’è la guerra?” (Signs Books). Sia in “Cos’è la guerra” sia nell’Odissea la guerra non è eroica, ma dolorosa. Odisseo porta le ferite di Troia, mentre nel libro di Capuozzo si mostrano paura e trauma. In entrambi i casi la guerra lascia segni profondi nell’uomo. 5 agosto 2026, “La partenza” con Stefania Auci col libro “L’alba dei leoni” (Nord edizioni). “L’alba dei leoni” rispecchia il topos del viaggio di formazione e di conquista tipico dell’Odissea, dove coraggio e determinazione trasformano la perdita in un’epopea familiare. La partenza è centrale: non solo inizio fisico del viaggio, ma avvio del doloroso processo di ritorno. 17 agosto 2026, “I Proci” con Pietro Grasso con il libro “U Maxi” (Feltrinelli). La mafia raccontata in “U Maxi” e i Proci dell’Odissea sono entrambi usurpatori del potere: approfittano dell’assenza dell’autorità legittima per sfruttare e opprimere. Rappresentano un potere ingiusto che va sconfitto per ristabilire la giustizia. 22 agosto 2026, “Nausicaa” con Girolama Sansone con il libro “I viaggi di Ulisse e le Isole Egadi” (Quick edizioni). Sulle tracce di Samuel Butler e della sua teoria sull’origine siciliana dell’autrice dell’Odissea — una poetessa trapanese identificata dallo scrittore inglese in Nausicaa. Un viaggio tra i luoghi del poema riconosciuti nelle Egadi. 27 agosto 2026, “Le Sirene” Sigfrido Ranucci con il libro “Navigare senza paura” (Salani). Se nell’Odissea il loro canto prometteva seduzioni che portavano alla morte, nel libro di Ranucci le Sirene sono l’equivalente dei contenuti online studiati per catturare un’attenzione infinita, che rischiano di far perdere il contatto con la realtà. 1° settembre 2026, “Penelope” con Pegah Moshir Pour con il libro “La casa dimenticata” (Garzanti). Penelope resiste all’oppressione dei Proci con pazienza e intelligenza. Allo stesso modo, in La casa dimenticata le donne iraniane lottano contro le restrizioni del regime con coraggio e forza interiore. In entrambe le opere la donna è simbolo di resistenza e dignità. 6 settembre 2026, “Il ritorno” con Andrea Pezzi con il libro “La nostra Odissea” (Il Saggiatore). Un invito a ritrovare la speranza, ridefinendo il nostro ruolo e il nostro spazio nel mondo in funzione di un nuovo Umanesimo. Se il vagabondaggio di Ulisse si conclude con un ritorno a Itaca, anche il nostro come umanità può avere un esito felice. È il momento di ripartire.