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“Ritorno alla Magna Grecia”, Taormina mette in mostra i capolavori magno-greci andati dispersi nel mondo e raccolti dal collezionista Fabrizio La Gaipa: da oggetti di uso comune a reperti rarissimi come un lekythos del pittore di Haimon

A Taormina in mostra i reperti magno-greci raccolti nel mondo dal collezionista Fabrizio La Gaipa

Da oggetti di uso comune a pezzi rarissimi come, ad esempio, un lekythos (vaso dal corpo lungo), andato perduto per secoli, del pittore di Haimon (uno dei 117 esemplari esistenti al mondo, custoditi nei più prestigiosi musei). Ed ancora, coppette rituali, statue votive, bronzetti e svariati oggetti di uso quotidiano. Li ha cercati, raccolti e messi insieme Fabrizio La Gaipa, collezionista d’arte antica, e dal 4 agosto 2017 al 17 settembre 2017  sarà possibile ammirarli nella mostra “Ritorno alla Magna Grecia – Reperti della Collezione La Gaipa” allestita al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano che, dopo il Teatro Antico greco è l’edificio storico più prestigioso di Taormina. L’allestimento, nella Sala Estate, è curato dall’architetto Alfonso Cimino. Il programma della mostra prevede una grande quantità di momenti di approfondimento che vedranno coinvolte importantissime realtà culturali e scientifiche. “La mostra”, spiega lo stesso La Gaipa, “rappresenta la tappa fondamentale di un progetto di recupero e di valorizzazione di reperti archeologici originari della Magna Grecia che nei secoli scorsi sono andati dispersi nel mondo”. Fino all’entrata in vigore della Legge n. 1089 del 1939 dal titolo “Tutela delle cose d’interesse artistico o storico” – ricorda il collezionista -, la salvaguardia dei beni archeologici italiani era demandata a una normativa assolutamente permissiva che di fatto consentiva a chiunque di fare commercio indiscriminato di oggetti di interesse storico ed archeologico talvolta anche di notevole valore. A supplire, nella maggior parte dei casi, non vi era neppure la necessaria sensibilità culturale. “I resti della nostra eredità culturale”, denuncia La Gaipa, “furono mercificati e predati. Il risultato è stata l’esportazione un grandissimo numero di oggetti che in grande parte sono stati custoditi per secoli nel chiuso di collezioni private e così sottratte all’approfondimento scientifico ed alla conoscenza del pubblico. Il progetto della Collezione La Gaipa è di riacquistare presso case d’asta, antiquari e collezionisti privati questi reperti per consentirne il ritorno nel territorio di origine, lo studio e la pubblica fruizione”.

La collezione La Gaipa nasce da Fabrizio La Gaipa, imprenditore turistico e grande appassionato di arte antica, che già in passato aveva dato vita ad iniziative culturali innovative e legate all’archeologia come l’apertura ad Agrigento dell’Hotel Costazzurra Museum & Spa, primo archeo-hotel del mondo, eventi culinari legati alla cucina dell’antichità e persino la riscoperta di trattamenti e rituali estetici dell’antichità quali il massaggio con lo strigile.   A curarne l’aspetto scientifico è un team di giovani archeologi guidati dal Salvatore Varisano.  I fondi raccolti si affiancheranno a un progetto di crowdfunding lanciato su internet e serviranno a finanziare altre acquisizioni e progetti di studio e fruizione. “Per capire lo spirito della Collezione, è emblematico il caso del lekythos del pittore di Haimon”, conclude La Gaipa, collezionista di arte antica. “Di questi reperti se ne conoscevano solo centosedici e questo, come pure altri, a causa delle dispersioni, era andato perduto. Recuperare questi oggetti significa recuperare la nostra memoria e la nostra eredità culturale e materiale”.