Archivio tag | Casa circondariale "Lorusso-Cotugno"

Ad Arona (No) prima tappa tra le Pro Loco piemontesi della mostra del museo Egizio “Liberi di imparare” con venti copie di reperti realizzati nel carcere di Torino con la collaborazione dell’istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico: dalla Cappella di Maia agli affreschi della tomba di Iti e Neferu, dai ritratti del Fayyum all’ostrakon della ballerina

L’ingresso della mostra “Liberi di imparare” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

È approdata ad Arona (No) il 10 settembre 2021 la mostra “Liberi di imparare”, frutto della collaborazione iniziata nel 2018 tra il museo Egizio di Torino, la Direzione della Casa Circondariale ‘Lorusso e Cutugno’ e l’Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Torino (vedi Torino. Al museo Egizio la mostra “Liberi di imparare” con venti copie di reperti realizzati nel carcere di Torino con la collaborazione dell’istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico: dalla Cappella di Maia agli affreschi della tomba di Iti e Neferu, dai ritratti del Fayyum all’ostrakon della ballerina | archeologiavocidalpassato), prima tappa di un tour dell’esposizione, ideato in collaborazione con Unpli Piemonte, comitato regionale dell’Unione nazionale pro loco d’Italia, e con il patrocinio della Regione Piemonte. Fino al 17 ottobre 2021 la Pro Loco di Arona ospiterà, all’ufficio turistico della località sul lago Maggiore, la mostra, che proseguirà il suo viaggio sul territorio piemontese, trovando ospitalità di volta in volta nelle altre Pro Loco. Un’opportunità molto apprezzata dal museo Egizio, che da anni dedica attenzione e risorse alla promozione della sua collezione anche in Piemonte. 

La Cappella di Maia e gli affreschi della tomba di Iti e Neferu riprodotti nel carcere di Torino per la mostra “Liberi di imparare” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

“Liberi di imparare” espone le copie di alcuni reperti dell’antico Egitto, realizzate dai detenuti delle sezioni scolastiche della Casa Circondariale dell’Istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico, tra cui la Cappella di Maia, gli affreschi della tomba di Iti e Neferu, i ritratti del Fayyum, l’ostrakon della ballerina. Gli oggetti riprodotti fedelmente dai detenuti, al termine di un corso di formazione con egittologi del museo torinese, hanno ricevuto l’apprezzamento dei vertici del museo Egizio. “Siamo molto orgogliosi di questa nuova iniziativa, che ci permette di far conoscere i nostri reperti in una veste inedita e accessibile e nell’ambito di un’iniziativa di grande valore sociale qual è Liberi di imparare”, dichiarano Evelina Christillin e Christian Greco, presidente e direttore del museo Egizio. “Un progetto che prosegue il nostro impegno nei confronti dei pubblici di prossimità e che proseguirà il tour   in altre località piemontesi”.

Torino. Al museo Egizio la mostra “Liberi di imparare” con venti copie di reperti realizzati nel carcere di Torino con la collaborazione dell’istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico: dalla Cappella di Maia agli affreschi della tomba di Iti e Neferu, dai ritratti del Fayyum all’ostrakon della ballerina

L’ingresso della mostra “Liberi di imparare” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Si chiama “Liberi di imparare”: è il titolo di un progetto che è diventato una singolare mostra al museo Egizio di Torino con copie di reperti realizzati nel carcere di Torino. Il progetto è nato nel 2018 dalla collaborazione del museo Egizio con la direzione della Casa Circondariale ‘Lorusso-Cutugno’ e l’Ufficio della Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Torino. L’Istituto tecnico “Plana” e il Primo Liceo Artistico sono presenti da molti anni con sezioni scolastiche carcerarie presso la Casa Circondariale, dove le classi si sono trasformate dal 2018 in laboratori che hanno coinvolto i detenuti nella realizzazione e decorazione di repliche di reperti della collezione del Museo.  Questa è la seconda edizione della mostra “Liberi di imparare”, aperta per la prima volta nel dicembre 2018 al museo Egizio e che ha fatto tappa anche presso la Caffetteria del Palazzo di Giustizia “Bruno Caccia” nel febbraio 2019. Anche nei mesi difficili della pandemia il progetto è proseguito grazie all’impegno di tutte le istituzioni coinvolte: sono state sviluppate nuove modalità di lavoro che hanno permesso ai detenuti coinvolti di proseguire l’attività, realizzando repliche di grandissima qualità. Queste copie, tecnicamente ineccepibili e risultato di un lavoro svolto con passione, assolvono anche a un importante compito educativo e scientifico, a supporto delle attività dentro e fuori il Museo: tra le iniziative in cui sono state utilizzate vale la pena di citare la mostra itinerante “Papirotour” realizzata in collaborazione con le Biblioteche civiche torinesi, le attività di didattica svolte presso l’ospedale infantile di Torino “Regina Margherita”, nonché alcune handling sessions, ossia esperienze di manipolazione e di studio di reperti, previste per i prossimi mesi.

La Cappella di Maia e gli affreschi della tomba di Iti e Neferu riprodotti nel carcere di Torino per la mostra “Liberi di imparare” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Così dal 13 maggio al 18 luglio 2021 il pubblico potrà visitare, in una sala dedicata al secondo piano, un’esposizione di venti copie di altrettanti reperti della collezione torinese, realizzati dai detenuti delle sezioni scolastiche della Casa Circondariale dell’Istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico. La mostra ospita in particolare copie di alcuni capolavori della collezione del museo Egizio: tra questi la Cappella di Maia, gli affreschi della tomba di Iti e Neferu, i ritratti del Fayyum, l’ostrakon della ballerina e alcuni libri funerari. Gli oggetti riprodotti sono accompagnati da didascalie con le indicazioni che consentono ai visitatori di ritrovare gli originali all’interno della collezione principale del museo.

La saletta al secondo piano del museo Egizio di Torino che ospita la mostra “Liberi di imparare” (foto museo egizio)

“Ben lontani dall’essere una torre d’avorio, proseguiamo nel nostro intento di fare rete con altre istituzioni, anche quelle in apparenza più lontane”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Liberi di imparare rappresenta in quest’ottica un’iniziativa di grandissimo valore, capace di far proseguire il dialogo tra la nostra collezione e le sezioni scolastiche carcerarie, nonostante le forti restrizioni dell’ultimo anno”. Ed Evelina Christillin, presidente del museo Egizio, aggiunge: “Tutto ciò non sarebbe possibile senza un incredibile lavoro di squadra, di cui siamo orgogliosi e per cui voglio ringraziare tutte le istituzioni coinvolte. Questa iniziativa dimostra inoltre, ancora una volta, quanto nei mesi passati il Museo non abbia mai smesso di lavorare anche ai propri progetti di integrazione, che ci vedono impegnati nel costruire ponti con numerose istituzioni del territorio, dalla Casa Circondariale all’ospedale infantile Regina Margherita”. “L’esperienza offerta dal museo Egizio alle persone detenute della Casa Circondariale di Torino è senz’altro stata fra le più significative e culturalmente apprezzate non solo dai partecipanti ai laboratori dedicati ma anche da coloro che in più occasioni hanno avuto modo di vedere le opere realizzate”, afferma inoltre Monica Gallo, Garante delle persone private della libertà personale della Città di Torino. “Un progetto di grande valore che come Ufficio abbiamo fortemente voluto e promosso ed auspichiamo che possa continuare ed evolversi”.