Roma. Aperture straordinarie con visite guidate gratuite alla villa di Livia sulla via Flaminia e all’arco di Costantino a Malborghetto

La soprintendenza speciale di Roma propone per il 27 e il 28 ottobre 2026 aperture straordinarie alla villa di Livia e all’arco di Costantino a Malborghetto con visite guidate gratuite senza prenotazione.

APERTURE STRAORDINARIE VILLA DI LIVIA

I resti della Villa di Livia, lungo l’antica via Flaminia, a Roma (foto fabio caricchia / ssabap-roma)

In un angolo incontaminato lungo l’antica via Flaminia, emergono i significativi resti della Villa di Livia, moglie di Augusto. Denominata dalle fonti antiche ad gallinas albas, in ricordo di uno straordinario evento occorso a Livia mentre si recava nei suoi possedimenti, narrato da Plinio con queste parole: “…a Livia Drusilla…un’aquila lasciò cadere dall’alto in grembo…una gallina di straordinario candore che teneva nel becco un ramo di alloro con le sue bacche. Gli aruspici ingiunsero di allevare il volatile e la sua prole, di piantare il ramo e custodirlo religiosamente. Questo fu fatto nella villa dei Cesari che domina il fiume Tevere presso il IX miglio della Via Flaminia, che perciò è chiamata alle Galline; e ne nacque prodigiosamente un boschetto”. (Plin. nat. XV, 136-137). Aperture straordinarie martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026, dalle 15.15 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 18. Visite guidate e senza prenotazione martedì 27 ottobre 2026 alle 15.30 e alle 17.

APERTURE STRAORDINARIE ARCO DI COSTANTINO A MALBORGHETTO

L’arco di Costantino a Malborghetto, lungo la via Flaminia, a Roma (foto ssabap-roma)

L’Arco di Costantino a Malborghetto ha dietro di sé una storia lunga più di milleseicento anni — una storia che, in un certo senso, tocca uno dei momenti decisivi dell’Impero Romano e dell’intera civiltà occidentale. Tutto comincia all’inizio del IV secolo dopo Cristo. Lungo la via Flaminia, la grande arteria che collegava Roma al nord della penisola, viene costruito un arco quadrifronte, con quattro fornici aperti nelle direzioni cardinali: un monumento alto quasi diciotto metri, interamente rivestito di marmo bianco e decorato da colonne corinzie. Un arco del genere non era soltanto un segno di trionfo: era un messaggio politico inciso nella pietra, una dichiarazione di potere e di legittimità. E proprio qui, secondo studi archeologici e storico topografici recenti, Costantino avrebbe posto il suo accampamento prima di muovere contro Massenzio, nella celebre battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C. È la notte del sogno, quella che lo scrittore cristiano Lattanzio, testimone vicino agli eventi, racconta con queste parole: Ut in signum caeleste notaret scuta, hoc signo se in proelia iturum atque hostes esse superaturum. Gli fu indicato di segnare gli scudi con un segno celeste, con il quale avrebbe affrontato la battaglia e vinto il nemico. Quel segno — il monogramma di Cristo — diventerà l’emblema del nuovo imperatore e della nuova fede che stava per cambiare il volto dell’Impero. Visite libere e gratuite: martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026, dalle 15.15 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 18). Visite guidate e senza prenotazione martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026 alle 15.30 e alle 17.

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