Capri (Na). Al via la seconda campagna di scavi e ricerche nel sito della villa imperiale di Damecuta ad Anacapri nell’ambito della convenzione tra il DiCAM dell’università di Messina e i musei e parchi archeologici di Capri
Dal 13 ottobre al 21 novembre 2025, nell’ambito della convenzione tra il dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’università di Messina e i musei e parchi archeologici di Capri si terrà la seconda campagna di scavi e ricerche nel sito della villa di Damecuta ad Anacapri sull’isola di Capri (Na).
Damecuta Project. Il gruppo di ricerca è attivo dal settembre 2024. Il progetto di ricerca dedicato alla villa imperiale di Damecuta (Anacapri, Na) si è sviluppato nell’ambito di un accordo di convenzione tra il DiCAM e la direzione regionale Musei nazionali Campania. Il team, grazie alla specificità dei ricercatori coinvolti, opera nell’ambito dell’archeologia classica, metodologia della ricerca archeologica, topografia antica, archeologia dell’architettura e lettura degli elevati, studio e classificazione dei manufatti ceramici.

Il quartiere residenziale della villa imperiale di Damecuta ad Anacapri sull’isola di Capri (foto mic)
La villa imperiale di Damecuta occupa un vasto pianoro, che si sviluppa a circa 150 m slm, all’estremità occidentale del promontorio di Anacapri. Della struttura resta ora a vista la parte più scenografica, un belvedere terrazzato ad emiciclo, servito da una lunga ambulatio che costeggia il limite del pianoro, articolata in un portico colonnato aperto all’esterno e in un criptoportico con nicchie rettangolari. All’estremità N-E si innesta, sull’ambulatio, una ripida scala che conduce, a una quota inferiore, a una serie di ambienti direttamente costruiti sulla roccia (qui ancora si riconoscono avanzi di affresco alle pareti), interpretati come piccolo quartiere residenziale. In corrispondenza di questi, lungo il limite dell’altopiano superiore, si levano una torre di avvistamento e una costruzione a due navate, costruite su preesistenze antiche. La doppia ambulatio e l’emiciclo sono sostenuti, nella parte a loggiato sul mare, da poderose sostruzioni in parte voltate. Dal 1937 Maiuri intraprese lo scavo del grande impianto residenziale, concludendolo nel 1949 e consegnando al parco di Damecuta l’aspetto che vediamo attualmente. La stagione degli scavi Maiuri, rimasta sostanzialmente inedita, rappresenta di fatto l’unica esplorazione estensiva del sito, culminata con imponenti interventi di restauro integrativo che hanno falsato l’aspetto del monumento.
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Tag:Amedeo Maiuri, DiCAM, dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell'università di Messina, Direzione regionale Musei nazionali Campania, Musei e parchi archeologici di Capri, villa imperiale di Damecuta ad Anacapri
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)


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