Pompei. All’auditorium del parco archeologico la conferenza “La villa del Pastore a Stabiae: nuove ricerche” di Maria Cristina Napolitano (università del Salento) promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS

Secondo incontro di fine maggio promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Appuntamento venerdì 23 maggio 2025, alle 17, all’Auditorium degli Scavi in piazza Esedra 5 a Pompei, con la conferenza dell’archeologa Maria Cristina Napolitano su “La villa del Pastore a Stabiae: nuove ricerche”. Il tema della conferenza è la Villa del Pastore a Stabiae, edificio oggi interrato, sul pianoro di Varano a Castellammare di Stabia, oggetto di un’ampia ricerca di dottorato, condotta dalla dottoressa Napolitano all’università del Salento, sulle ville di epoca romana dell’ager Stabianus. La ricerca prende le mosse dalle esplorazioni, avviate dai Borbone nel 1754 e condotte a fasi alterne fino al 1778, che interessarono gran parte dell’edificio esteso per circa 15mila mq e databile alla seconda metà del I sec. a.C. Il giornale di scavo e la descrizione delle indagini, le piante realizzate dal Weber e dal La Vega, poi riunite a margine della carta topografica dell’ager Stabianus dal Ruggiero, costituiscono una fonte di informazioni fondamentali per lo studio della villa. Lo studio sistematico di tali fonti ha consentito di ricostruire il contesto di provenienza perduto per una parte delle pitture e dei reperti asportati dalla villa in epoca borbonica ed oggi conservati al museo Archeologico nazionale di Napoli. Una seconda indagine si svolse tra il 1967 e il 1968 quando, durante lavori di estrazione del lapillo, si rimisero in luce il giardino e gli ambienti ubicati a N ea O di esso e si comprese che la villa proseguiva verso SO, area rimasta inesplorata; si rinvenne altresì la statua del pastore che ispirò al D’Orsi il nome della villa stessa. Mettendo insieme i dati d’archivio, le piante, i diari e le fotografie, frutto delle due fasi di indagine citate, per la prima volta si analizza l’edificio non solo dal punto di vista architettonico e topografico e sulla base delle sequenze planimetriche interne, ma anche ricollocando i reperti rinvenuti nel loro contesto di provenienza.

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