Aidone (En). Al museo Archeologico il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” a cura di Alessandra Mirabella a novant’anni dalla morte dell’archeologo roveretano. E al cinema proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa” a cura di Dario Di Blasi. Ecco il programma e gli interventi

A novant’anni dalla morte, nel 1935, di Paolo Orsi, giovedì 13 febbraio 2025, il Comune di Aidone (En) per diretta iniziativa dell’assessore alla Cultura, prof.ssa Alessandra Mirabella, e il parco archeologico Morgantina-Villa del Casale organizzano il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” per approfondire la conoscenza del lavoro del grande archeologo roveretano e l’impatto della sua ricerca sul patrimonio culturale. “Paolo Orsi – ricorda Mirabella – condusse indagini archeologiche nel nostro territorio e definì la città antica in contrada Serra Orlando, quella che poi sarebbe stata identificata come Morgantina, Pompei siciliana che racchiude le più vaste e belle rovine della Sicilia orientale”. Appuntamento dunque il 13 febbraio 2025, alle 16.30, al museo Archeologico regionale di Aidone nel seicentesco convento dei Padri Cappuccini, con il convegno “Paolo Orsi. Un viaggio nell’Archeologia del mondo antico” a cura e coordinato da Alessandra Mirabella, con la consulenza di Dario Di Blasi, che nella primavera 1990 come conservatore onorario del museo civico di Rovereto collaborò all’organizzazione, quale segretario, del convegno “Paolo Orsi e l’archeologia del ‘900”. Dopo i saluti di Annamaria Raccuglia, sindaco di Aidone, e di Carmelo Nicotra, direttore del parco archeologico Morgantina-Villa del Casale, intervengono Maurizio Battisti, archeologo Fondazione Museo Civico di Rovereto, “La formazione del giovane Orsi e il carteggio”; Gioconda Lamagna, già direttrice del parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, “I taccuini di Paolo Orsi. Dall’acquisizione all’avvio della pubblicazione”; Massimo Frasca, archeologo e già docente università di Catania, “Paolo Orsi e le anonime città siculo-greche della Sicilia interna”; Massimo Cultraro, dirigente di ricerca, CNR-ISPC, Catania, “Paolo Orsi e l’Egitto: un amore mai dichiarato”. Alle 19, ci si sposta al cineteatro Herbita, dove Dario Di Blasi, già direttore artistico della rassegna del cinema archeologico di Rovereto e curatore di festival e rassegne in Italia, presenta la proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa”. Vediamo meglio gli interventi.
MAURIZIO BATTISTI “La formazione del giovane Orsi e il carteggio”. Le tappe formative del giovane Paolo Orsi: i suoi inizi al museo civico di Rovereto, la sua città natale; i suoi primi scavi e le sue prime ricerche in Trentino; i suoi studi universitari e la sua partenza verso la Sicilia. Si daranno anche aggiornamenti sull’inventariazione in corso del carteggio inedito pubblicato in rete in collaborazione con il museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa.
GIOCONDA LAMAGNA “I taccuini di Paolo Orsi. Dall’acquisizione all’avvio della pubblicazione”. Nel corso dei suoi oltre quarant’anni di instancabile attività di ricerca e tutela in Sicilia e Calabria, Paolo Orsi annotò pressoché quotidianamente il lavoro svolto nei suoi taccuini, raccogliendo una quantità enorme di dati. Questo materiale costituisce oggi un prezioso giacimento di informazioni, in parte ancora inesplorato. Il presente contributo si propone di ripercorrere le fasi travagliate dell’acquisizione di questi manoscritti, inizialmente in possesso degli eredi Orsi, e le successive attività che al museo Paolo Orsi di Siracusa, dove furono depositati dopo l’acquisto avvenuto negli anni Sessanta del Novecento, hanno portato alla microfilmatura e poi alle operazioni di trascrizione e scansione dell’intera raccolta. Le operazioni hanno infine condotto all’avvio dell’edizione a stampa, iniziata nel 2018 con la pubblicazione dei primi quattro taccuini in un volume edito dall’Accademia Nazionale dei Lincei, l’illustre istituzione a cui Orsi appartenne fin dal 1896. Già nei primi quattro taccuini (anni 1888-1889) emerge con chiarezza la figura di Orsi, che sarebbe diventato per molti anni l’indiscusso protagonista della ricerca archeologica in Sicilia e Calabria. In queste pagine manoscritti e si evidenzia anche la forte accelerazione che egli impresse alle indagini sul campo subito dopo il suo arrivo a Siracusa, nel settembre del 1888, con l’avvio degli scavi a Megara Hyblaea e una serie di accura sopralluoghi nei principali si archeologici del siracusano, finalizza ad ottenere una piena conoscenza del territorio. Una partenza straordinaria che lo porterà, già alla fine dell’anno successivo, a varcare lo Stretto, avviando, assieme a Petersen e a Dörpfeld, gli scavi di Locri, descritti a partire dal taccuino n. 5, già pubblicato nel volume II dei taccuini, edito nel 2022 (taccuini 5-16, anni 1889-1892).
MASSIMO FRASCA “Paolo Orsi e le anonime città siculo-greche della Sicilia interna”. Nel contributo si esamineranno i dati relativi a tre siti interni indagati da Paolo Orsi nell’interno della Sicilia: Monte Bubbonia, Monte San Mauro e Serra Orlando. Attraverso la documentazione edita, saranno affrontati i problemi relativi alla cosiddetta ellenizzazione dei centri indigeni e alla eventuale presenza di Greci insediati nell’interno dell’Isola.
MASSIMO CULTRARO “Paolo Orsi e l’Egitto: un amore mai dichiarato”. Nella complessa e articolata biografia intellettuale di Paolo Orsi, un posto di rilievo è giocato dall’interesse per l’Egitto antico. Il tema non è stato sufficientemente indagato, ma a una più attenta analisi dei suoi numerosi scritti emerge con chiarezza una specifica attenzione verso la storia e l’archeologia dell’Egitto. Nato nel corso della formazione viennese, l’interesse per la terra dei Faraoni si articola in Orsi in due differenti piani: il primo è la visione diffusionista che impone di identificare nel Mediterraneo orientale i centri di propulsione dei più importanti fenomeni della storia mediterranea. Per Orsi anche l’Egitto avrebbe avuto un ruolo importante nella formazione delle culture preistoriche siciliane, spingendo in tal direzione il pensiero del fisiologo torinese Angelo Mosso, suo personale amico, nell’identificare una “componente mediterranea-nordafricana”, attiva fin dal Neolitico. Il secondo piano riguarda l’interesse di Orsi per il collezionismo di materiali egizi, che implica l’acquisto di una raccolta di manufatti litici dal Fayyum destinata al museo di Siracusa e a cui segue anche uno spiccato interesse per le produzioni di arte copta. Quest’ultimo segmento di interesse, ad oggi totalmente sconosciuto, mette in evidenza l’attenzione dello studioso verso il nascente campo dell’archeologia medievale. Infine, all’interno di questa attività si inserisce l’acquisto di alcuni vasi della cultura di Naqada, oggi conservati al museo civico di Rovereto.
DARIO DI BLASI Proiezione del film “Paolo Orsi a Siracusa” (Sirio Film). Nell’aprile del 1990 prese il via la Rassegna internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto da una felice intuizione di Dario Di Blasi che, in visita a Siracusa, si rese conto che solo pochi roveretani erano consapevoli della levatura di Orsi e del suo significativo ruolo nella ricerca archeologica della tra fine ‘800 e inizi ‘900, da qui l’idea di organizzare un convegno su Orsi e di dar vita ad una rassegna che divulgasse le conoscenze in ambito archeologico attraverso il cinema.
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