Canosa di Puglia (BAT). Al museo dei Vescovi l’incontro “Annibale e Canosa” con Ermanno Arslan, promosso da Fondazione Antonio e Marietta Rossi e Museo dei Vescovi
Lunedì 4 agosto 2025, alle 19, a Canosa di Puglia (BAT), nello spazio sotterraneo del museo dei Vescovi, in via Sicilia, l’incontro “Annibale e Canosa” con Ermanno Arslan, promosso da Fondazione Antonio e Marietta Rossi e Museo dei Vescovi, in collaborazione con il Comune di Canosa, Fondazione Archeologica Canosina, Italia Nostra e Pro Loco. Ingresso libero. Il prof. Ermanno Arslan, storico, numismatico, archeologo. Accademico dei Lincei, studioso di fama internazionale, sarà il protagonista di un incontro dedicato alla figura del grande condottiero cartaginese, uno dei più geniali del mondo antico, e ai suoi rapporti con il mondo italico in generale e apulo e magnogreco in particolare. Si ripercorreranno con il pubblico le tappe avventurose del suo mitico viaggio dall’Africa attraverso la Spagna e la Francia e poi in Italia lungo l’Appennino fino alle coste adriatiche e ai noti eventi conclusi in Daunia con la sanguinosa vittoria del 216 a.C. a Canne sul nemico romano, a cui fecero seguito grandi cambiamenti economici e sociali nel territorio apulo. Un viaggio disegnato oltre che dagli eventi bellici affrontati anche dalla fisionomia psicologica e culturale del personaggio e dalla sua visione politica e strategica del Mediterraneo nel III secolo a.C. E del Mediterraneo Annibale rimane figura storica di riferimento, nel segno dei simboli e dei miti che ne collegano, in un unico orizzonte culturale, le genti e i paesi.
Grande Pompei. Dal 4 agosto i siti archeologici di Castellammare di Stabia (Villa Arianna, Villa San Marco, museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi”) sono collegati direttamente con la navetta Pompeii Artebus. Zuchtriegel: “Una soluzione logistica che valorizza il territorio e distribuisce i flussi turistici su un’area più vasta”

Gli ambienti della reggia Quisisana dove è allestito il museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” (foto parco archeologico pompei)
Dal 4 agosto 2025 un collegamento più diretto per i siti archeologici di Stabia, all’interno della città di Castellammare di Stabia (Na) per favorire la visita dei numerosi turisti che soggiornano nella città. Tanti gli ospiti delle strutture ricettive di Castellammare, spesso desiderosi di conoscere i luoghi di cultura della città e poterli raggiungere agevolmente, a cui destinare un servizio dedicato. È per questo che il Parco, in accordo con il comune di Castellammare di Stabia, ha inteso potenziare i percorsi di collegamento con i siti archeologici della Grande Pompei presenti sul territorio stabiese (Villa Arianna, Villa San Marco, museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi”) spostando – dal 4 agosto 2025 – il servizio navetta Pompeii Artebus dedicato a Stabia, direttamente a Castellammare. Da Pompei-Piazza Esedra continueranno invece a partire le navette per i siti di Oplontis e Boscoreale.

Dettaglio di un affresco di Villa San Marco a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)
I turisti che da Pompei intenderanno raggiungere le ville e il museo Archeologico di Stabia potranno raggiungere la città di Castellammare in circumvesuviana (linea Napoli – Sorrento – fermata Castellammare di Stabia: per maggiori informazioni sui percorsi e gli orari della Circumvesuviana si prega di consultare il sito web ufficiale della vesuviana o le biglietterie locali) e da lì utilizzare la navetta, recandosi presso la fermata di piazza Unità d’Italia (o piazza Circumvesuviana fronte via Regina Margherita). La navetta partirà da piazza Giovanni XXIII (area sosta bus delimitata da segnaletica orizzontale ci colore giallo) a partire dalle 11.30 ed effettuerà un percorso urbano con alcune fermate all’interno della città (piazza Circumvesuviana fronte via Regina Margherita, altezza Centro laser su via Puglia), fino a raggiungere Villa Arianna, Villa San Marco e il museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” con ultima corsa alle 18. Questa soluzione intende migliorare l’accessibilità, favorendo spostamenti più veloci tra i 3 siti stabiesi. Per le altre navette Pompeii Artebus consultare www.pompeiisites.org.

Il busto di Livia conservato nel museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)
“Questo collegamento più diretto per i siti archeologici di Stabia, grazie alla Navetta Pompei Artebus, rappresenta un passo importante per il territorio stabiese”, commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Non è solo una soluzione logistica, ma un vero e proprio ponte culturale che ci permette di promuovere l’idea di una Grande Pompei, un parco archeologico diffuso, valorizzando un’area come Stabia, così ricca di tesori. Incoraggiando i turisti a esplorare anche le magnifiche ville di Stabia, distribuiamo i flussi di visita e i benefici economici su un’area più vasta. Siamo fiduciosi che questa iniziativa renderà l’esperienza di visita ancora più completa e indimenticabile”. E il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, aggiunge: “Siamo entusiasti di questo nuovo servizio che rende finalmente più semplice e diretto l’accesso ai nostri straordinari tesori archeologici e al Museo Libero d’Orsi. È un passo concreto verso la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, reso possibile grazie alla proficua sinergia con il parco archeologico di Pompei. Insieme al direttore del Parco, Gabriel Zuchtrighel, e alla direttrice del museo di Stabia, Maria Rispoli, che ringrazio, stiamo costruendo un modello virtuoso di promozione territoriale e accoglienza, rispondendo concretamente alle esigenze dei tanti visitatori che scelgono la nostra Castellammare come meta turistica”.
Cave di Cusa (Campobello di Mazara, Tp). Nell’area archeologica tre serate con arte, musica e danza nell’ambito della rassegna Selinunte Estate 2025

Tre serate, un solo paesaggio: Cave di Cusa si fa palcoscenico con Selinunte Estate 2025. La bellezza senza tempo del sito archeologico di Campobello di Mazara (Tp) si apre all’arte, alla musica e alla danza con tre appuntamenti imperdibili sotto le stelle. Un’occasione speciale per vivere Selinunte Estate 2025 anche oltre i confini del Parco, valorizzando un luogo straordinario da riscoprire. Si inizia domenica 3 agosto 2025, alle 21, con “Tu sì ‘na cosa grande” con Cocò Gulotta e Lazzarella Orchestra. Un omaggio intenso e teatrale al genio di Domenico Modugno. Tra canzoni iconiche e narrazione d’autore, rivive “Mister Volare” a trent’anni dalla scomparsa. Biglietti: http://bit.ly/4lWIFpA. Si continua martedì 5 agosto 2025, alle 21, con “Il vento si solleva” con il Collettivo K-Osmosi. Una performance di danza contemporanea che intreccia poesia, corpo e resistenza. I capelli come simbolo di identità, vergogna e liberazione. Una voce per tutte le escluse della storia. Biglietti: http://bit.ly/4lQnEwt. Si chiude mercoledì 6 agosto 2025, alle 21, con “Le mille e una nota” con il Duo Sherazade. Clarinetto e chitarra in viaggio tra le melodie del mondo. Da Piazzolla a Machado, dal jazz ai suoni del Mediterraneo. Un racconto musicale ispirato alla magia di Sheherazade. Biglietti: http://bit.ly/44Vr0IQ. Biglietti disponibili online su coopculture.it o al botteghino del parco archeologico di Selinunte.
San Casciano dei Bagni (Si). In piazza Matteotti presentazione del libro “Il Santuario Ritrovato 3. Oltre il bronzo. Rapporto preliminare di scavo (2023-2024) al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”, a cura di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli (Sillabe editore). E anteprima dei risultati della campagna di scavo 2025 al Bagno Grande
Domenica 3 agosto 2025, alle 21.30, in piazza Matteotti a San Casciano dei Bagni (Si) presentazione alla comunità del terzo volume della collana “Il Santuario Ritrovato 3. Oltre il bronzo”, saranno presenti gli autori e la casa editrice Sillabe Editore. E anteprima dei risultati della campagna di scavo 2025 al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni con le archeologhe e gli archeologi che hanno scavato in questi primi mesi di lavoro. Intervengono Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni; Jacopo Tabolli, dell’università per Stranieri di Siena; Ada Salvi, soprintendenza Abap per le province di Siena Grosseto e Arezzo; Emanuele Mariotti, università per Stranieri di Siena e Comune di San Casciano dei Bagni. “Sarà anche l’occasione – anticipa il sindaco Carletti -per fare il punto sul progetto e come sta andando il giro per il mondo che i nostri Bronzi e i nostri studiosi stanno compiendo per raccontare San Casciano”.

Copertina del libro “Il Santuario Ritrovato 3. Oltre il bronzo. Rapporto preliminare di scavo (2023-2024) al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”, di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli (Sillabe editore)
“Il Santuario Ritrovato 3. Oltre il bronzo. Rapporto preliminare di scavo (2023-2024) al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”, a cura di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli (Sillabe editore). La pubblicazione – 552 pagine con 445 foto e grafici – offre una panoramica sulle scoperte del Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni. Il percorso scientifico si articola in 41 contributi di oltre 70 autori internazionali e presenta un viaggio dal contesto allo scavo, ai rinvenimenti in bronzo e agli studi oltre il bronzo. Centinaia di reperti e migliaia di frammenti si ritrovano nel libro insieme alla ricostruzione stratigrafica di uno straordinario sito termale, con evidenze di riti e culti dal V secolo a.C. al V secolo d.C. e poi ancora dal tardo Medioevo alla comunità attuale di San Casciano.
Padova. Ai giardini dell’Arena visite guidate gratuite per tre domeniche all’anfiteatro romano con prenotazione obbligatoria
Domenica 3, 17 e 24 agosto 2025 visite guidate all’Arena romana di Padova: Un itinerario che si snoda tra archeologia, memoria storica, natura e arte e si fa soglia ideale alla scoperta della Padova Urbs Picta. Nel mese di agosto 2025, in occasione dell’apertura straordinaria dell’area archeologica dell’Anfiteatro romano, i Giardini dell’Arena, in collaborazione con il Comune di Padova, propongono un tour guidato alla scoperta dell’antico sito e del contesto storico e paesaggistico che lo circonda. “L’iniziativa si configura come un percorso culturale tra archeologia, tradizione figurativa, natura e memoria, pensato per tutti coloro che desiderano conoscere da vicino la storia e le trasformazioni di un’area che rappresenta la soglia ideale verso l’Urbs Picta, patrimonio di storia, arte e rinascita urbana”. Ritrovo alle 10.45 all’Info Point dei Giardini dell’Arena. Partenza alle 11; durata: 1 ora e 30 minuti. Numero massimo di partecipanti: 25. Tour in lingua italiana. Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria: https://www.eventbrite.it/e/1544387136499?aff=oddtdtcreator.
Pensata per un pubblico ampio e trasversale – residenti, turisti, appassionati di storia e arte, famiglie con bambini – l’iniziativa offre un’esperienza immersiva e stratificata nel cuore di quello che possiamo considerare la soglia simbolica verso la Padova Urbs Picta, attraverso un itinerario narrativo che intreccia archeologia, memoria storica, natura e arte, i partecipanti saranno accompagnati in un viaggio fisico e simbolico lungo quattro epoche fondamentali per la città: età romana, con l’Arena e i suoi scavi; il Medioevo, con la rivoluzione visiva di Giotto; l’Ottocento e il primo Novecento, periodo in cui nascono i Giardini dell’Arena; l’epoca contemporanea, in cui quest’area , densa di storia e significati civici, ritrova nuova identità, tra rispetto per il passato e visione del futuro. In questo contesto, l’apertura del passaggio diretto tra l’Arena e i Giardini rappresenta un gesto concreto e simbolico di riappropriazione e continuità. È un modo per ampliare idealmente l’insula museale cittadina, di cui i Giardini facevano storicamente parte, e per rimettere in dialogo archeologia, natura e quotidianità. Camminare oggi tra quelle pietre significa non solo recuperare una memoria collettiva, ma anche restituire senso e vitalità a un luogo che torna ad abitare il presente; è un invito ad attraversare lo spazio culturale non come semplici spettatori, ma come cittadini partecipi di una narrazione che continua a scriversi.
Aquileia (Ud). Vince la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo. Applausi per Corrado Augias davanti a una platea con tutti gli 800 posti a sedere occupati e con 6430 spettatori in streaming dall’Italia e dall’estero. Lunedì e martedì il Fuori Festival

Serata finale dell’Aquileia film festival 2025: sul palco, da sinistra, Giulia Pruneti, Emanuele Zorino, Cristiano Tiussi, Corrado Augias, Piero Pruneti, Roberto Corciulo (foto n.oleotto / fondazione aquileia)

Aquileia Film Festival: suggestiva panoramica di piazza Capitolo gremita vista da drone (foto n.oleotto / fondazione aquileia)
Il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, vince la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, quest’anno interamente accessibile, con i film sottotitolati per sordi e ipoudenti e audio-descritti per ciechi e ipovedenti e le conversazioni trascritte in diretta. Il film prodotto da RAI Cultura si è aggiudicato il Premio Aquileia 2025 assegnato dalle votazioni di gradimento del pubblico che non ha risparmiato gli applausi per Corrado Augias, l’ospite dell’ultima serata, venerdì 1° agosto 2025. Davanti a una piazza Capitolo gremita con tutti gli 800 posti a sedere occupati e con 6430 spettatori in streaming dall’Italia e dall’estero, Corrado Augias, intervistato sul palco da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, ha dichiarato: “Aquileia è un luogo carico di emozioni e di scoperta, si avverte il respiro di civiltà che si sono incrociate”, incantando la platea con un appassionato dialogo che ha toccato temi di attualità, cultura e memoria. Augias ha condiviso la sua emozione per la bellezza e il significato profondo dei mosaici della basilica di Aquileia, che aveva avuto già modo di scoprire in passato e che ha rivisto ieri. Durante la conversazione si è spaziato tra tanti temi, dall’attualità al toccante viaggio del Milite Ignoto e al canto gregoriano, “un canto per voce sola, senza strumenti, all’unisono, la vox sola davanti a Dio, che potrebbe essere la colonna sonora ideale della Basilica”.

Il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo consegna il Premio Aquileia 2025 a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, in rappresentanza di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, registi del film vinctore “In carne e bronzo” (foto n.oleotto / fondazione aquileia)

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)
Primo classificato il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), terminata a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali. L’aspirazione più alta per uno studioso quella di produrre conoscenza: ovvero interrogare i reperti e restituire al pubblico la loro storia. Il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo ha consegnato il Premio Aquileia, un mosaico realizzato dagli allievi della prestigiosa Scuola Mosaicisti del Friuli a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, in rappresentanza dei registi vincitori.

Frame del film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi
Secondo classificato il film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann. reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)
Terzo classificato il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.

Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF; Claudio Zorzenon, di Arte Video; Marco Fabbro, regista (foto fondazione aquileia)
Dopo la pausa di sabato 2 e domenica 3 agosto altre due serate eccezionali: il fuori festival prosegue lunedì 4 agosto 2025, alle 21, con il film “Marcho. L’ultima bandiera” (regia Marco Fabbro) che ricostruisce le vicende del nobile Marcho, signore di Moruzzo, l’ultimo alfiere del Patriarcato di Aquileia che sfidò la Repubblica di Venezia. Un evento rimasto segreto per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera ritrovata tra le pagine di un libro conservato a La Brunelde, casaforte medievale (Fagagna). Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli, converserà prima del film con Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana, Claudio Zorzenon, di Arte Video srl, Marco Fabbro, regista.
Si chiude martedì 5 agosto 2025, alle 21, con un omaggio ad Altan, fumettista, vignettista e autore satirico, intervistato dalla giornalista e scrittrice Elena Commessatti e la proiezione di “Mi chiamo Altan e faccio vignette” (regia Stefano Consiglio), sulla sua vita e sulla sua carriera attraverso i suoi personaggi, fra tutti Pimpa e Cipputi, e con l’aiuto dei suoi amici e colleghi, come per esempio Paolo Rumiz, Michele Serra, Vauro, Sergio Staino e Zerocalcare. Partendo da Aquileia, dove vive e lavora, si giunge nella «sua» Torino, dove c’è la fabbrica per antonomasia: la Fiat di Cipputi. Un racconto della nostra storia più recente, vista attraverso l’ironia e la lucidità di uno dei più grandi autori italiani.
#domenicalmuseo: il 3 agosto ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali
Il 3 agosto 2025 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura. Accesso con prenotazione consigliata, obbligatoria dove richiesto. La scorsa #domenicalmuseo, il 6 luglio 2025, ha registrato 195.350 ingressi.
Velia (Sa). Sull’acropoli del parco archeologico in scena “Iliade” e “Medea e Clitennestra”: due spettacoli della rassegna VeliaTeatro organizzata da Cilento Arte
La XXVIII edizione della rassegna sull’espressione tragica e comica del Teatro Antico organizzata da Cilento Arte ETS torna sull’antica Acropoli di Elea-Velia con due eventi particolarmente rappresentativi dello spirito che anima il festival fin dalle sue origini, attento alla filologia ma aperto alle rivisitazioni proposte dai contemporanei. Sabato 2 agosto 2025, alle 21, sarà in scena “Iliade” di Omero nella appassionante interpretazione di Gianluigi Tosto: una performance capace di rievocare la musicalità e la forza degli antichi aedi, dando corpo, ritmo e voce ai versi omerici, nella storica traduzione di Vincenzo Monti. Mercoledì 20 agosto 2025, sarà la volta di “Medea e Clitennestra”, tratto da testi di Dario Fo, Franca Rame e Marguerite Yourcenar, e proposto da Angela Malfitano: due figure che la mitologia greca ha fissato nel tempo, alimentando la storia e le varie epoche di sempre nuove interpretazioni, analogie e confronti, rilette da grandi autori del ’900. L’iniziativa è promossa dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali e finanziata su Fondi di Coesione Italia 21–27, nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio Unesco e Itinerari Culturali della Campania 2025. BIGLIETTERIA: acropoli di Elea-Velia. Biglietto posto unico 15 euro, acquistabile alla biglietteria del parco archeologico di elea-velia (capienza massima posti nr. 120) o su Vivaticket.com. I biglietti saranno venduti fino ad esaurimento posti. Trasporto gratuito del pubblico a/r in navetta ed in partenza dal piazzale antistante il parcheggio del parco archeologico Elea-Velia dalle 19.30, ultima corsa partenza ore 20,45.
Sabato 2 agosto 2025, ore 21: OMERO. ILIADE con GIANLUIGI TOSTO. Nell’Iliade i sentimenti non conoscono mezze misure e da tale integrità scaturisce la struttura netta, decisa, a tinte forti, della narrazione. L’ira di Achille, la superbia e l’arroganza di Agamennone, la celebrazione della potenza dell’esercito greco nel celebre catalogo delle navi, la cruenza delle battaglie, lo slancio giovanile di Patroclo, l’eroismo di Ettore, il dolore di Priamo: tutto assume dimensioni epiche e un sapore ancestrale, quasi primitivo, ogni situazione esprime un sentimento nella sua totalità. La voce dell’attore incarna di volta in volta il punto di vista più oggettivo del narratore o i punti di vista più emotivamente sentiti di alcuni dei personaggi coinvolti nella vicenda. Sullo sfondo delle battaglie raccontate da Omero, necessariamente ridotte nella loro ampia articolazione, si è voluto porre in primo piano soprattutto questi grandi sentimenti dei personaggi umani, le loro virtù e le loro debolezze, le loro passioni e le loro sofferenze che, ancora oggi, dopo migliaia d’anni toccano con le loro corde gli animi di tutti noi. Quanto agli strumenti, il suono di guerra del djembé accompagna la lite fra Achille e Agamennone o l’esibizione di forza dei Greci nel catalogo delle navi; delle mazze di ferro ritmano le cruente battaglie fra i due eserciti; il gong annuncia l’intervento sempre decisivo degli dèi; i campanellini indiani fanno emergere dal mare Teti, la madre di Achille, e la innalzano in cielo al cospetto di Giove; la ciotola tibetana evoca il sogno di Agamennone o celebra le esequie funebri di Ettore. La traduzione utilizzata è, di base, quella di Vincenzo Monti che, rispolverata dalla patina scolastica, si è rivelata la più evocativa e la più adatta a lasciare emergere l’andamento lirico e musicale dell’opera, senza nulla togliere alla concretezza e allo spessore emotivo dei sentimenti espressi. Ma Tosto ha voluto alternare, per variare il linguaggio e i ritmi, anche altre traduzioni, quale quella del Romagnoli, o altre più moderne come quelle di Calzecchi Onesti e di Giammarco.

Angela Malfitano protagonista di “Medea e Clitennestra” al parco archeologico di Velia (foto veliateatro)
Mercoledì 20 agosto 2025, ore 21: MEDEA E CLITENNESTRA da Dario Fo, Franca Rame e Marguerite Yourcenar. Uno spettacolo di Angela Malfitano. Medea è un monologo che la stessa Franca Rame ha allestito per Angela Malfitano. La composizione si rifà alla commedia dell’arte e alla tradizione dei “maggi” umbro-toscani. La lingua è quella che Dario Fo ha lasciato alla storia del teatro: un gramelot umbro-laziale e rinascimentale con il quale Medea vive la sua presa di coscienza. Si confronta con le donne di Corinto e rivendica giustizia per sé, straniera e ripudiata dal marito Giasone come madre e moglie. Clitennestra, la mitica regina di Micene, moglie di Agamennone si presenta davanti a un’immaginaria corte di giudizio dopo aver ucciso il marito e l’amante di lui Cassandra. La rilettura di Marguerite Yourcenar della vicenda ci restituisce una donna forte e innamorata con tutte le sue ragioni e i suoi dolori. Una scrittura lucida per un’anima che scava in se stessa e in chi la sta a guardare, audace e schietta, senza sconti. “Ho cercato di restituire una figura di stupore doloroso e di innocenza. Di ironia e candore macchiate da tinte grottesche”, spiega la stessa Malfitano. “La regina Clitennestra si trasforma da barbona di strada ad eroina tragica. La guitta che recita stancamente la sua parte trasforma le sue iniziali leggerezze in parole pesanti. Racconta del tempo dell’abbandono prima, dell’amore per Egisto poi, e infine del ritorno dalla guerra di Troia di un eroe stanco, di un dio caduto: Agamennone”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Museo in Fest” la conferenza “Dalla Tebe di Sofocle alla Montréal di oggi. Antigone parla ancora” con Paola Radici Colace
Sabato 2 agosto 2025, alle 21, sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, la conferenza “Dalla Tebe di Sofocle alla Montréal di oggi. Antigone parla ancora”, promossa dal Centro internazionale Scrittori della Calabria, nuovo appuntamento per Museo in Fest. La prof.ssa Paola Radici Colace accompagnerà il pubblico in un viaggio tra mito, teatro antico e società contemporanea, con il supporto di videoproiezioni. Il Museo resterà aperto in via straordinaria dalle 20 alle 23.



















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