Orvieto (Tr). Ai piedi della rocca, al Campo della Fiera, “Sotto il cielo degli Etruschi. Visita al Fanum Voltumnae e aperitivo” in attesa della proiezione del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro.

“Cosa c’è di più bello di vedere un documentario nel luogo dove è stato girato?” si chiede il regista Massimo D’Alessandro. Allora appuntamento sabato 9 agosto 2025, alle 18.30, proprio al Campo della Fiera, ai piedi della rocca di Orvieto (Tr), con “Sotto il cielo degli Etruschi. Visita al Fanum Voltumnae e aperitivo”, l’evento più atteso dell’estate dell’associazione Campo della Fiera. Nella suggestiva location del sito archeologico, visita agli scavi e un aperitivo al tramonto in attesa della proiezione del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro. Prenotazione obbligatoria al 3492907109.

Lo spazio di Campo della Fiera allestito per lo spettacolo (foto campo della fiera)

Il documentario, prodotto dalla ASSO Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione in collaborazione con l’associazione Campo della Fiera e l’università di Foggia, ha ottenuto un grande successo ed importanti riconoscimenti: la menzione speciale della giuria e il premio del pubblico del Firenze Archeofilm 2025, il premio del pubblico alla Rassegna internazionale del Cinema Archeologico di Cavriana (MN), ed ora è nella Official Selection del Roshani International Film Festival Aurangabad in India.

Ischia di Castro (Vt). “Oltre le mura di Castro. Visita ai nuovi scavi archeologici”: la soprintendenza dell’Etruria meridionale propone di scoprire uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del Lazio: l’antica città di Castro

“Oltre le mura di Castro. Visita ai nuovi scavi archeologici”: appuntamento 9 agosto 2025, alle 10.30, appuntamento al parcheggio del santuario del Santissimo Crocifisso di Castro a Ischia di Castro (Vt): un’occasione unica per scoprire uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del Lazio: l’antica città di Castro. Richiesto abbigliamento da trekking e scarpe chiuse. Nell’ambito delle aperture straordinarie promosse dal ministero della Cultura, la Soprintendenza invita a partecipare ad una visita guidata tra i suggestivi resti dell’antica città di Castro, attualmente oggetto di una nuova campagna di scavi archeologici effettuati grazie ad un finanziamento giubilare (CAPUT-MUNDI PNRR), volto al restauro e alla valorizzazione delle antiche rovine. Visita gratuita sold-out, ma si sta organizzando un’ulteriore visita a settembre, quando anche gli scavi saranno in fase avanzata.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la visita guidata “Il Ninfeo e il grottino del Ninfeo: architettura e astrologia a Villa Giulia” con Mafalda Risoluti, secondo appuntamento del ciclo “Il trionfo dell’acqua: il Ninfeo di Villa Giulia”

Sabato 9 agosto 2025, alle 11, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, secondo appuntamento del ciclo “Il trionfo dell’acqua: il ninfeo di Villa Giulia”, dedicato al cuore delicato di Villa Giulia: il Ninfeo. La visita guidata “Il Ninfeo e il grottino del Ninfeo: architettura e astrologia a Villa Giulia” proposta da Mafalda Risoluti condurrà i partecipanti alla scoperta dei dettagli di questo luogo affascinante e senza tempo che, dopo il restauro, è tornato a risplendere. La visita guidata è compresa nel biglietto del Museo. Per partecipare è necessario prenotarsi all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità. Il Ninfeo è il luogo caro a papa Giulio III, destinato ad accogliere e sorprendere i suoi ospiti al riparo dalla calura estiva, grazie agli spettacolari giochi d’acqua alimentati dal celebre acquedotto Vergine. Per il Ninfeo, Bartolomeo Ammannati immagina e realizza un ambiente scenografico, un teatro delle acque articolato su tre livelli e ornato di stucchi, marmi policromi e numerosissime statue, come quelle posizionate al livello intermedio, entro due grandi nicchie simmetriche, che sono le personificazioni di due fiumi, il Tevere e l’Arno. Al piano inferiore invece, testimonianza della raffinata cultura del Cinquecento, troviamo le figure sinuose e incantevoli delle Cariatidi, a sorreggere la balconata in travertino. Dal livello intermedio si accede alla Sala dello Zodiaco (nelle fonti denominata grottino del Ninfeo), un ambiente dalla volta affrescata che sviluppa un tema molto di moda nel Cinquecento: l’astrologia. Troviamo infatti la rappresentazione dei segni zodiacali e raffigurazioni che rimandano al ciclo delle Stagioni e del Giorno e della Notte, il tutto inserito in una raffinata cornice con motivi naturalistici e grottesche.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Museo in Fest” il concerto solo piano di Remo Anzovino

Venerdì 8 agosto 2025, alle 21, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria apre le porte alla musica d’autore con un evento imperdibile: il concerto solo piano di Remo Anzovino, in programma nella suggestiva cornice di Piazza Paolo Orsi. Il concerto si inserisce nel calendario estivo del Museo, “Museo in Fest”, che per l’occasione osserverà un’apertura straordinaria dalle 20 alle 24. L’ingresso è consentito esclusivamente tramite l’acquisto del biglietto al link: https://ticketing.coopculture.it/…/8001FEAE-2821-CC67….

L’occasione è il tour di “Atelier”, album dal vivo con cui il celebre compositore festeggia vent’anni di carriera tra musica, arte e cinema. Un viaggio emozionante tra stili e suggestioni, colori e registri musicali, in cui il pianoforte diventa tela e pennello. In programma, alcuni dei brani più iconici del suo repertorio – da Nocturne in Tokyo a Yo te cielo, passando per Istanbul, Igloo e Vincent – riletti in una forma intima e potente. Con oltre 30 milioni di streaming e un Nastro d’Argento per la Musica dell’Arte, Anzovino si conferma una delle voci più originali del panorama musicale contemporaneo.

Ancona. Nei venerdì e sabato di agosto visiate guidate all’anfiteatro romano e ai resti archeologici degli edifici vicini

L’anfiteatro romano di Ancona (foto man-marche)

Anche per il mese di agosto 2025 sarà possibile visitare l’anfiteatro romano di Ancona e scoprire la lunga storia di quest’area del centro storico. Si potranno scoprire i resti archeologici di edifici vicino all’anfiteatro, visibili da via Pio II: si tratta dei balnea, le terme romane realizzate nel I secolo a.C., connesse e intrecciate alla struttura dell’anfiteatro, un caso davvero raro per il mondo romano. L’Anfiteatro romano di Ancona, che racconta la storia della città dall’età ellenistica ai giorni nostri, dalle terme romane al camminamento di marcia-ronda dell’ex carcere, è visitabile con guida il venerdì e il sabato, con partenza dal museo Archeologico nazionale delle Marche (via G. Ferretti, 6). Il venerdì visite guidate alle 14.30, 15.30, 16.30; il sabato visite guidate alle 17.30, 18.30, 19.30. Biglietti acquistabili alla biglietteria MAN Marche, fino a 15 minuti prima della partenza della visita. Biglietto intero (adulti) Anfiteatro + MAN Marche: 8 euro (con possibilità di visita al museo anche nel giorno successivo all’acquisto). Biglietto ridotto (18-25 anni): 2 euro. Gratuito per minorenni e categorie di legge. Posti limitati, info e prenotazioni al numero 071.202602.

Terme romane di Ancona: il pavimento del frigidarium con con l’iscrizione di dedica a Publio Hortorio Scauro (foto man-marche)

Balnea. I diversi spazi termali lasciano intuire le funzioni delle sale. Fra queste il grande frigidarium, pavimentato a mosaico bianco e nero con iscrizione di dedica a Publio Hortorio Scauro, che fece realizzare queste terme. In questa sala l’acqua fredda tracimava da una vasca (labrum), che doveva essere posizionata dove il pavimento è realizzato con lastre di trachite, una pietra vulcanica utilizzata ingegnosamente per un effetto antiscivolo.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, la visita guidata “Altorilievo di Pyrgi: dialogo tra arte e scienza” con Roberta Mingione secondo appuntamento di “Agosto all’ETRU”

Venerdì 8 agosto 2025, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, per “Agosto all’Etru”, “Altorilievo di Pyrgi: dialogo tra arte e scienza” con Roberta Mingione, secondo appuntamento guidato e gratuito alla scoperta delle collezioni del Museo. La visita proposta da Roberta Mingione si concentrerà su un’opera identitaria del Museo: l’altorilievo di Pyrgi. Si tratta della decorazione frontonale del tempio A di Pyrgi che molti studiosi ritengono fosse consacrato alla dea Leucotea, la “dea bianca”, dai Romani assimilata a Mater Matuta, dea profondamente legata ai riti di passaggio e transizione, come la nascita e l’aurora. Il mito raffigurato è quello dei “Sette contro Tebe” e racconta la contesa per il trono di Tebe da parte dei due gemelli Eteocle e Polinice, figli di Edipo. I due avrebbero dovuto alternarsi nel regnare, ma Eteocle non restituisce il regno al fratello e Polinice insieme a sette eroi attacca Tebe. Il visitatore sarà accompagnato a scoprire il legame tra espressione artistica e percezione estetica del manufatto. Ci interrogheremo sull’impatto emotivo di quest’opera, sulla percezione e gli stimoli che essa può generare nel visitatore e che vanno ben oltre la sua manifestazione artistica. La visita è compresa nel biglietto del Museo. Per partecipare è necessario prenotarsi all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.

Egitto. Dopo annunci, smentite, rinvii il Governo fissa al 1° novembre 2025 la data ufficiale di inaugurazione del Grand Egyptian Museum (GEM) a Giza, a un passo dalle Piramidi: finalmente si potrà ammirare la Sala d’Oro con tutto il tesoro di Tutankhamon

Il grande atrio del Grand Egyptian Museum a Giza con la statua di Ramses II (foto ministry of tourism and antiquities)

Veduta panoramica del cantiere del Grand Egyptian Musem (Gem) del Cairo (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Sarà la volta buona? Dopo annunci, smentite, rinvii che hanno riempito le cronache degli ultimi anni, stavolta c’è una data “ufficiale” per l’apertura del Grand Egyptian Museum (GEM) a Giza, a un passo dalle Piramidi: il 1° novembre 2025. In una nota del ministero egiziano del Turismo e delle Antichità di mercoledì 6 agosto 2025 si legge: “Il primo ministro Mostafa Madbouly ha annunciato che il presidente Abdel Fattah El-Sisi ha approvato la data dell’inaugurazione ufficiale del Grand Egyptian Museum, che avrà luogo il 1° novembre 2025”. La nota poi precisa poi che “Il Primo Ministro ha inoltre incaricato tutti i ministeri e le autorità competenti di completare i preparativi finali per garantire che il museo e l’area circostante siano completamente pronti per questo evento storico, destinato a rappresentare un momento di orgoglio per tutti gli egiziani e un punto di riferimento sulla mappa culturale mondiale”.  Con oltre 100mila reperti, tra cui molti mai esposti prima, il museo offrirà uno scorcio senza precedenti sul vasto e storico passato dell’Egitto. Le sue facciate in vetro incorniciano viste mozzafiato sulle piramidi, fondendo senza interruzioni storia antica con brillantezza architettonica moderna. Un punto fondamentale dell’apertura ufficiale sarà l’inaugurazione della Sala d’Oro, dove sarà esposto tutto il tesoro di Tutankhamon.

Lo scalone d’onore del Grand Egyptian Museum a Giza (Cairo, Egitto) aperto al pubblico (foto ministry of tourism and antiquities)

Anche se la comunicazione viene dal ministero del Turismo e delle Antichità, la prudenza è d’obbligo, visti i precedenti. Quella più clamorosa fu la mancata apertura del GEM in concomitanza col centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon nella valle dei Re a Tebe Ovest (4 novembre 1922 – 2022) che portò a un’apertura parziale utilizzando alcuni spazi per ospitare eventi speciali e ricevere gruppi di visitatori in visite limitate ad alcune sezioni e aree all’interno del museo. Così il pubblico – dal 2022 – può visitare la Piazza dell’Obelisco Sospeso, la sala principale nota come Sala Grande, il museo dei Bambini e un’esperienza di realtà virtuale, giardini, ristoranti, caffè e negozi che includono i principali marchi egiziani. Entrando nella sala principale del Grande Museo Egizio, i visitatori possono anche vedere molte antichità uniche come la statua di Ramses II, le dieci statue del faraone Sesostri, la famosa Lista dei re di Saqqara e la stele di Merenptah o stele della Vittoria, oltre a due statue di faraoni di epoca tolemaica.

Due anni dopo, nel novembre 2024, non essendo ancora arrivato il momento dell’inaugurazione ufficiale, viene lanciata a livello sperimentale l’apertura di dodici sale che mostrano la storia dell’antico Egitto dalla preistoria all’epoca romana. E si annuncia l’apertura per la primavera 2025. La primavera arriva senza alcuna cerimonia. Ma il ministero del Turismo e delle Antichità fissa la data dell’inaugurazione al 3 luglio 2025. Stavolta è veramente tutto pronto. Ma il Governo egiziano deve fare i conti con la situazione contingente internazionale, soprattutto con la crisi medio-orientale, Israele, Gaza, Hamas, Libano, Hezbollah… Crisi che coinvolge anche l’Egitto come Paese – tra gli altri – di mediare tra le parti. Così a metà giugno 2025 il ministero annuncia che “l’apertura ufficiale del Grande Museo Egizio slitta all’ultimo trimestre di quest’anno. Alla luce degli attuali sviluppi regionali, è stato deciso il rinvio dell’apertura ufficiale del Grande Museo Egizio, prevista per il terzo giorno di luglio. Questa decisione è arrivata anche a causa della responsabilità nazionale dello Stato egiziano e del suo impegno a presentare un evento globale eccezionale in un’atmosfera si addice alla grandezza della civiltà egiziana e al suo patrimonio unico, e garantisce un’ampia partecipazione internazionale che segue l’importanza dell’evento”. E subito dopo comincia a circolare la data del 4 novembre 2025, subito smentita dalle autorità egiziane. Ora c’è la data del 1° novembre 2025: sarà quella definitiva?

Aquileia (Ud). “4.600 spettatori in piazza e 23.223 utenti unici da 13 Paesi in diretta streaming”: il presidente di Fondazione Aquileia dà i numeri della XVI edizione dell’Aquileia Film Festival. “L’AFF si conferma uno degli appuntamenti più attesi della programmazione culturale di Aquileia e dell’intero Friuli Venezia Giulia”

Aquileia Film Festival: suggestiva panoramica di piazza Capitolo gremita vista da drone (foto n.oleotto / fondazione aquileia)

Con la serata che ha visto protagonista Altan e con uno straordinario successo di pubblico in piazza e in streaming la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival, “Strati di memoria”, la rassegna di cinema arte e archeologia, che ha animato Aquileia per 6 serate, con 9 film e 12 ospiti delle conversazioni, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm con il sostegno di PromoTurismoFvg e di Cassa Rurale Fvg. E a dare i numeri che danno la misura di questo successo è lo stesso presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo.

Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, con Francesco Tullio Altan (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

“La splendida piazza Capitolo con la Basilica dei Patriarchi illuminata scenograficamente per l’occasione sono state il palcoscenico naturale di un’edizione che ha visto una straordinaria partecipazione”, sottolinea Corciulo, “quasi tutti esauriti, spesso già in fase di prenotazione, ogni sera gli 800 posti a sedere in piazza per un totale di 4600 persone in presenza e 23.223 utenti unici collegati in diretta streaming dall’Italia e dall’estero (Italia, Francia, Belgio, Croazia, Inghilterra, Stati Uniti,   Svizzera, Austria, Germania, Canada, Sud Africa, Thailandia, Argentina). Il 15% del pubblico in piazza appartiene alla fascia d’età 35-54, il 58% circa è over 55. Circa il 73% proviene dal Friuli Venezia Giulia, di cui poco meno della metà dalla provincia di Udine. Altre presenze dal Veneto, Lombardia e Lazio. L’Aquileia Film festival si conferma – continua Corciulo – uno degli appuntamenti più attesi della programmazione culturale di Aquileia e dell’intero Friuli Venezia Giulia. Un evento che unisce cinema, conoscenza e comunità e che ogni anno diventa occasione per riflettere sul valore della memoria come ponte tra passato e presente. Questa edizione è stata pensata per essere accessibile a tutti grazie a film sottotitolati, audiodescrizioni e trascrizioni in tempo reale delle conversazioni, permettendo a un pubblico sempre più ampio di partecipare e sentirsi coinvolto”.

Aquileia Film Festival 2025 (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

Anche sul web e sui social il festival è stato molto seguito: il sito internet della Fondazione Aquileia ha avuto un incremento di utenti del 21.7% nell’ultimo trimestre con 21.2% di nuovi utenti concentrati prevalentemente a cavallo di luglio e agosto nelle giornate del Festival. Sui social il pubblico risulta essere al 60% circa declinato al femminile con 77.000 utenti raggiunti nell’ultimo mese su Facebook, un incremento del 33% delle visite alla pagina. “La prossima edizione – annuncia Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia – si terrà dal 28 luglio al 4 agosto 2026”.

Trento. “Un giro al Sas al tempo dei Romani”, visita guidata a ritroso nel tempo per conoscere i segreti dell’antica Tridentum

Mosaici pavimentali della villa romana di Orfeo a Trento (foto sbc-tn)

Giovedì 7 agosto 2025, alle 15.30, “Un giro al Sas al tempo dei Romani”, una visita guidata a ritroso nel tempo per conoscere i segreti dell’antica Tridentum. Il ritrovo è allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza C. Battisti a Trento. Partecipazione 3 euro previa prenotazione al numero di tel. 0461230171 entro le 13 del 7 agosto. La quota non comprende il biglietto d’ingresso ai siti.

Il decumano minore nello Spazio archeologico sotterraneo (Sas) di Trento (foto sbc-tn)

Il percorso invita a scoprire i segreti dell’antica città romana camminando sui basoli del decumano minore che attraversava la città da Est a Ovest. Si potranno ammirare i raffinati mosaici dell’atrio e del triclinium di una ricca domus e scoprire le abitudini alimentari di chi viveva in Trentino duemila anni fa. La visita prosegue all’area archeologica di Palazzo Lodron dove si potrà ammirare un’antica vineria, vedere le mura meridionali della città e quanto è rimasto di una torre. Il percorso termina alla Villa romana di Orfeo, una ricca abitazione situata all’esterno della cinta muraria. Qui in un allestimento affascinante e suggestivo si potrà vedere lo straordinario mosaico pavimentale che raffigura il mitico cantore, oltre a numerosi vani, fra cui un impianto termale con lo spogliatoio e la stanza per il bagno caldo.

Tarquinia (Vt). Al parco Palombini “Il pozzo delle meraviglie a Campo della Fiera. Dieci secoli di storia: Etruschi Romani Francescani e Templari” con Mario Mazzoli e Massimo D’Alessandro, ultimo incontro della rassegna “Tra Terra e Mare” promossa dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS)

Il sito archeologico di Campo della Fiera a Orvieto, sede del Fanum Voltumnae (foto asso)

Giovedì 7 agosto 2025, alle 21.30, al Parco Palombini in via della Ripa 25 a Tarquinia (Vt), per la rassegna “Tra Terra e Mare” promossa dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS), l’incontro “Il pozzo delle meraviglie a Campo della Fiera. Dieci secoli di storia: Etruschi, Romani, Francescani e Templari”, l’ultimo appuntamento per quest’anno, dedicato ad un altro santuario con culti legati alle acque, anzi il più importante santuario d’Etruria: il Fanum Voltumnae. Saranno ospiti due tecnici della Asso (Archeologia Subacquea, Speleologia, Speleologia), Mario Mazzoli, direttore generale, e Massimo D’Alessandro, regista e filmmaker. Parleranno del contesto e presenteranno il film pluripremiato “Campo della Fiera e il pozzo del tempo”. A fine serata si chiuderà in bellezza quest’ultimo ciclo di conferenze con l’Azienda vitivinicola Terre Giorgini Santa Maria, l’Oleificio Olitar dei fratelli Scibilia, la chef e foodblogger Vittoria Tassoni.

I capienti depositi di Campo della Fiera, sito riconosciuto come sede del Fanum Voltumnae, santuario della confederazione etrusca dove periodicamente di riunivano i rappresentanti della dodecapoli, studiato da più di vent’anni dalla professoressa Simonetta Stopponi, sono stati ulteriormente affollati di reperti provenienti da questo pozzo che si datano dal VI sec. a.C. fino a centinaia di maioliche databili tra il XIII e il XV secolo, con i loro smalti ancora risplendenti, indagate con rigoroso metodo stratigrafico. Un vero e proprio “tesoro” di oggetti e di conoscenze, rinvenuto grazie a un gran lavoro di squadra che, proprio alla fine, ha voluto riservare un’altra grande sorpresa…