Mazzarino (Cl). Aperta la campagna di scavi archeologici a Sofiana, sito che racconta la presenza ellenistica, romana, bizantina, araba e normanna, diretto da Emanuele Vaccaro con Marco Sfatteria (UniMe) e Viviana Spinella (UniTn)

Il team di scavo a Sofiana (Mazzarino, Cl) della missione archeologica delle universuità di Messina e Trento (foto labaaf)

È ufficialmente iniziata la nuova campagna di scavi archeologici a Sofiana (Mazzarino, CL), un sito di straordinaria ricchezza storica e archeologica che racconta la presenza ellenistica, romana, bizantina, araba e normanna. Lo scavo nasce da una collaborazione scientifica tra le università di Trento e Messina e il parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. La direzione scientifica è affidata al prof. Emanuele Vaccaro, con il coordinamento sul campo del dott. Marco Sfatteria (UniMe) e della dott.ssa Viviana Spinella (UniTn). Alla campagna partecipano studenti delle università di Trento e Messina, insieme a dottorandi, assegnisti, volontari e con il prezioso contributo del Gruppo Archeologico Litterio Villari di Piazza Armerina.

Il sito archeologico di Sofiana a Mazzarino (Cl) (foto labaaf)

Il sito archeologico di Sofiana a Mazzarino (Cl) (foto labaaf)

Quest’anno le ricerche si concentrano in tre aree principali: 1. Le terme di età costantiniana – utilizzate fino al Medioevo, già indagate negli anni ’50-’60 da Dinu Adameșteanu. Le indagini si focalizzeranno su un ambiente rimasto sigillato dal crollo e sull’impianto termale del IV secolo d.C. 2. La zona a sud del sacello augusteo – frequentata fino all’età medio-imperiale. Qui saranno esplorati ambienti di età romana, di funzione ancora incerta, forse collegati a un complesso termale di prima età imperiale. 3. L’area settentrionale del sito – in corrispondenza del grande muro pomeriale dell’insediamento. In questo settore, già indagato lo scorso anno, è emersa una sequenza stratigrafica che va dall’età augustea al II secolo d.C.

Sirmione (Bs). Per “Appuntamenti d’Estate” visita tematica alle Grotte di Catullo con l’archeologa Lucia Notorio in un percorso a tema “Giochi e svaghi nell’antica Roma”. Con aperitivo sulla spiaggia

Per “Appuntamenti d’Estate” alle Grotte di Catullo e al museo Archeologico nazionale di Sirmione (Bs), martedì 19 agosto 2025, alle 17.30, visita tematica alle Grotte di Catullo nella magnifica cornice naturale della penisola di Sirmione con l’archeologa Lucia Notorio che condurrà alla visita a tema “Giochi e svaghi nell’antica Roma”. A conclusione delal visita, un momento di convivialità cn aperitivo al Bar del Lido, affacciato sulla splendida spiaggia Jamaica a un prezzo simbolico di 2 euro. Prenotazione obbligatoria: tel. 030 916157, drm-lom.grottedicatullo@cultura.gov.it

Este (Pd). Per “Este d’Estate” al via “Frammenti di Passato”, il ciclo di tre serate dedicate alla scoperta dei luoghi della storia di Este: le mura, la necropoli preromana, il quartiere romano

A Este (Pd) per “Este d’Estate 2025” arriva “Frammenti di Passato”, il ciclo di tre serate dedicate alla scoperta dei luoghi della storia di Este, a cura di Videostoria ODV. Un’occasione per vivere la città al calar del sole, tra passeggiate storiche e itinerari archeologici guidati. I posti sono limitati. Prenotazioni sul sito www.videostoria.it. Per informazioni: tel. 0429 190 2525 – e-mail: segreteria@videostoria.it.

Si inizia con “Memorie dalle Mura”, martedì 19 agosto 2025, alle 20.30: passeggiata storica sotto le mura del Castello di Este, con visita alle torri del Mastio e del Soccorso a cura di Mirabilia. Posti limitati. Partenza dall’ingresso principale dei Giardini. Ingresso 4 euro. Si continua con “Affari di famiglia”, martedì 26 agosto 2025, alle 20.30: passeggiata archeologica alla scoperta della necropoli preromana di via Santo Stefano, a cura di Cinzia Tagliaferro. Partenza dal sagrato del Duomo. Ingresso libero. Si chiude con “Impronte urbane”, martedì 2 settembre 2025, alle 20.30: passeggiata archeologica alla scoperta del quartiere residenziale romano di via Tiro a Segno, a cura di Cinzia Tagliaferro. Partenza dalla Chiesa della Salute. Ingresso libero.

Velia (Sa). Gran finale della rassegna “San Pietro a Majella en plein air” con concerto di flauti per un viaggio musicale “dal Barocco ai giorni nostri”

Gran finale il 19 agosto 2025, nella cornice di Velia, con un appuntamento dedicato al fascino del flauto della rassegna “San Pietro a Majella en plein air”, frutto della collaborazione tra i parchi archeologici di Paestum e Velia e il conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. Il progetto è sostenuto dal ministero della Cultura, dipartimento delle Attività Culturali – Direzione Generale Spettacolo, nell’ambito del programma dedicato alla promozione dello spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura statali. Un’iniziativa che punta a coniugare alta formazione artistica e valorizzazione del patrimonio archeologico, trasformando i siti storici in spazi di produzione e diffusione culturale.  

Dopo i concerti del 21 giugno, 5 luglio e 19 luglio a Paestum, il 19 agosto 2025 ci si sposta nell’area archeologica di Velia (Sa). Alle 21, l’Ensemble di Flauti San Pietro a Majella, diretto da Cristian Lombardi, proporrà un viaggio musicale “dal Barocco ai giorni nostri”, attraverso pagine di Vivaldi, Rossini, Pergolesi, Mozart, Borne e Cimarosa. Accanto ai giovani strumentisti, si esibiranno tre flautisti di fama internazionale: Francesco Loi, Massimo Mercelli e Salvatore Lombardi. Un programma che mette in luce le infinite possibilità timbriche e virtuosistiche di uno degli strumenti più antichi della musica occidentale. Apertura straordinaria dell’area archeologica di Velia (parte bassa della città) con visite e spettacoli dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23.15). Ingresso: i concerti sono inclusi nel biglietto serale d’ingresso ai Parchi (15 euro) e nell’abbonamento “Paestum & Velia”. Servizio navetta gratuito. Partenza alle 19 dal parcheggio del Bar Anna. Rientro da Velia alle 23.30.

Arona (No). Nel decennale dell’uccisione di Khaled al-Asaad riflessione di Anna Bernardoni, conservatrice dell’Archeomuseo intitolato dal 2016 proprio all’eroico direttore degli scavi e del museo di Palmira

L’archeologo siriano Khaled al-Asaad, decapitato dall’Isis il 18 agosto 2015

18 agosto 2015 – 18 agosto 2025: nel decimo anniversario dell’uccisione di Khaled al-Asaad, eroico direttore del museo di Palmira, Anna Bernardoni, conservatrice dell’ArcheoMuseo di Arona che nel 2016 è stato intitolato proprio a Khaled al-Asaad, fa una riflessione-ricordo del grande archeologo siriano. “Dieci anni fa – scrive Anna Bernardoni – veniva barbaramente ucciso da Daesh il prof. Khaled al-Asaad (1932-2015), archeologo di fama mondiale e direttore degli scavi e del museo di Palimira (Siria). L’amore per l’antico fu secondo solo a quello per la propria famiglia e per i suoi figli. La sua vita è stata dedicata a proteggere e preservare le antichità palmirene per le future generazioni, rendendo Palmira protagonista di una straordinaria stagione archeologica e “casa” per numerose missioni internazionali, tra cui quella italo-siriana co-diretta dalla prof.ssa Maria Teresa Grassi, mancata prematuramente e a cui va il mio pensiero ogni giorno. Durante la recente guerra in Siria mise in salvo innumerevoli reperti e testimonianze della storia di Palmira. Catturato e torturato dai militanti di Daesh, intenzionati a cancellare il passato e il patrimonio archeologico della Siria, si rifiutò di rivelare dove aveva nascosto i tesori della città.

I figli di Khaled Asaad, Waled e Omar, presenti all’inaugurazione dell’Arco di Palmira in piazza ad Arona nel 2017 (foto Attilio Barlassina)

“Dirigere l’ArcheoMuseo “Khaled al-Asaad” di Arona – continua Bernardoni – a lui dedicato significa mantenere la memoria dell’altissimo valore etico della sua intera esistenza e l’estrema drammaticità della sua morte quando, sacrificando la propria vita in nome dei più alti ideali di altruismo e di rispetto per la cultura e la tradizione, ha offerto al mondo intero un luminosissimo esempio di coraggio, amore per la conoscenza e per il prossimo e fedeltà estrema alla propria missione. Un esempio per tutti gli archeologi del mondo”.

Aidone (En). Al parco archeologico di Morgantina a 70 anni esatti dall’inizio degli scavi “Morgantina, 70 anni di scavi, storie e scoperte. 1955-2025”: concerto lirico, reading di Lorenza Denaro, testo e foto di Sara Minicleri e Alessandra Mirabella

Il 18 agosto 1955, in contrada Serra Orlando (Morgantina, Aidone, En), ebbero inizio gli scavi sistematici condotti dalla missione americana della Princeton University, sotto la direzione degli archeologi Erik Sjöqvist e Richard Stillwell. Le fotografie di quel giorno raccontano con chiarezza quanto orgoglio e partecipazione la gente di Aidone mise in quell’evento: un’intera comunità riunita attorno alla rinascita di Morgantina. Il 18 agosto 2025, a 70 anni esatti da quel momento, al parco archeologico di Morgantina si rivive quello stesso spirito: “Morgantina, 70 anni di scavi, storie e scoperte. 1955-2025”, una giornata di memoria, festa e identità condivisa. Alle 20.30, Concerto lirico con l’orchestra e coro degli Erei, direttore m° Carmelo Capizzi, soprano Susanna La Fiura, tenore Antonio Interisano. Reading di Lorenza Denaro. Testo e foto di Sara Minicleri e Alessandra Mirabella. L’evento è organizzato dal parco archeologico Morgantina-Villa Romana del Casale e dal Comune di Aidone. Ingresso libero.

Un libro al giorno. “Il turismo archeologico. Modelli di fruizione e prospettive di ricerca” di Eleonora Pappalardo: il turismo archeologico si definisce per la natura dell’offerta, siti, monumenti, musei o aree di interesse archeologico

Copertina del libro “Il turismo archeologico. Modelli di fruizione e prospettive di ricerca” di Eleonora Pappalardo

È uscito per le Edizioni Quasar il libro “Il turismo archeologico. Modelli di fruizione e prospettive di ricerca” di Eleonora Pappalardo. Branca del più vasto turismo culturale, il turismo archeologico si definisce per la natura dell’offerta: siti, monumenti, musei o aree di interesse archeologico. Proprio la specificità della risorsa attorno alla quale si costruisce e si progetta l’itinerario necessita di una serie di accorgimenti che abbiano il duplice fine di rispettare e salvaguardare il bene oggetto della visita e, al contempo, di garantire un’esperienza gratificante e memorabile. I “provider” del turismo archeologico devono dunque prevedere il concorso di competenze diverse tanto nella fase di pianificazione quanto in quella di proposta al pubblico, poiché il turista che desidera viaggiare “nel tempo” non concepisce la visita di un sito come un mero momento di apprendimento, ma come un’esperienza in cui essere parte attiva, partecipando alla creazione di nuovi significati. Nel definire i possibili modelli fruizione per questa branca del turismo entrano in gioco categorie pertinenti alle scienze sociali, alla psicologia e, in certi casi, alle neuroscienze poiché il vero turismo archeologico è quello che dal “visiting archaeological heritage” conduce al “performing archaeological heritage“, coinvolgendo il visitatore nella narrazione prodotta e nel processo di rinegoziazione identitaria. Nella disamina sul turismo archeologico, dunque, si fa ricorso a molteplici ambiti di ricerca, spesso distanti tra loro, poiché la diade turismo/cultura-archeologia non è sempre di facile risoluzione, essendo il turismo un processo essenzialmente economico, la cultura (archeologia) un fenomeno umano, il cui valore non è economicamente quantificabile o concepibile in termini guadagno. Procedere all’allineamento di questi due concetti non è facile, ma si pone come necessario per non privare il territorio e le comunità che esso ospita del potenziale che la conoscenza del nostro passato può avere in termini di sviluppo sociale e culturale, da un lato, economico dall’altro.

Ponte di Ferragosto. In 3 giorni 470mila ingressi nei musei e parchi statali di cui 161mila a Ferragosto. Sul podio assoluto tre siti di Roma: al primo posto il Colosseo con 76.860 ingressi, al secondo il Foro romano e il Palatino con 50.393 ingressi, e al terzo il Pantheon con 35.813 ingressi

Pubblico in coda per entrare a Pasqua al Colosseo o al Foro romano (foto PArCo)

Sono stati circa 470mila gli ingressi nei luoghi della cultura statali aperti nel lungo ponte del Ferragosto 2025. Nella sola giornata del 15 agosto i visitatori totali sono stati 161.278, in crescita rispetto allo scorso anno. Sul podio assoluto tre siti di Roma: al primo posto il Colosseo con 76.860 ingressi, al secondo il Foro romano e il Palatino con 50.393 ingressi, e al terzo il Pantheon con 35.813 ingressi.

Visitatori sempre numerosi agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici nei giorni 15-16-17 agosto 2025: Anfiteatro Flavio 76.860; Foro Romano e Palatino 50.393; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 35.813; area archeologica di Pompei 29.361; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 6.260; parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le Castella 5.031; Grotte di Catullo e museo Archeologico Di Sirmione 4.922; parco archeologico di Ercolano 4.913; museo e area archeologica di Paestum 3.791; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.506; Villa Adriana 2.443; Terme di Diocleziano 1.976; Terme di Caracalla 1.875; museo Archeologico di Venezia 1.328; musei nazionali di Cagliari 1.161; necropoli dei Monterozzi e museo archeologico nazionale di Tarquinia 995; Palazzo Massimo 822; area archeologica di Ostia antica 745; museo archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 721.

Torino. Al museo Egizio per il ponte di Ferragosto quasi 16mila visitatori: il top il 15 agosto

Visitatori all’inizio del percorso permanente del museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Sono stati 15.741 i visitatori del museo Egizio di Torino a cavallo delle festività di Ferragosto, da giovedì 14 a domenica 17 agosto 2025. Un dato leggermente superiore rispetto a quello registrato lo scorso anno: nel 2024 in 4 giorni di ponte si erano registrati 14.929 visitatori. Le giornate che hanno avuto maggiore affluenza di pubblico quest’anno sono state venerdì 15 agosto con 4.728 ingressi e sabato 16 agosto con 3.887 visitatori.

Un libro al giorno. “Il sito dell’età del Bronzo di Ca’ Nova ad Albareto (PR)” a cura di Roberta Conversi e Maria Bernabò Brea sugli scavi di archeologia preventiva per il metanodotto SNAM Pontremoli-Cortemaggiore, nel sito di Ca’ Nuova ad Albareto

Copertina del libro “Il sito dell’età del Bronzo di Ca’ Nova ad Albareto (PR)” a cura di Roberta Conversi e Maria Bernabò Brea

È uscito per conto dell’IIPP il libro “Il sito dell’età del Bronzo di Ca’ Nova ad Albareto (PR)” a cura di Roberta Conversi e Maria Bernabò Brea, 38° volume della collana “Origines. Studi e materiali a cura dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria”. Il volume riguarda le indagini svolte dal 2017 al 2019 dalla SABAP di Parma, nel quadro delle procedure di archeologia preventiva per il metanodotto SNAM Pontremoli-Cortemaggiore, nel sito di Cà Nuova ad Albareto, in alta Val Taro sull’Appennino parmense. La principale attestazione di occupazione dell’area si inquadra nel Bronzo medio-recente di facies BINO; presenze minori sono segnalate nella II età del Ferro e in età storica. Sono riportati i risultati delle analisi geologiche, micro-morfologiche, radiometriche, archeobotaniche, faunistiche e la descrizione delle strutture e dei materiali rinvenuti nel sito. Tra questi riveste particolare rilievo una laminetta d’oro esaminata al microscopio ottico, fluorescenza a raggi X e SEM-EDS; l’esame tecnologico e la rassegna dei confronti suggeriscono che possa essere un oggetto più antico, forse un diadema fissato su un nastro, tesaurizzato nel sito di Ca’ Nuova.