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Altino. Per il ciclo “ConversazioniAltinati@1600” videoconferenza on line di Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e dell’area archeologica di Altino, su “Il futuro di Altino”: cosa succederà con l’istituzione del parco archeologico, il primo in Veneto

Suggestiva immagine del museo Archeologico nazionale di Altino ai margini della laguna di Venezia (foto drm-veneto)

Come cambierà il volto del museo nazionale e area archeologica di Altino con l’istituzione del parco archeologico di Altino, il primo in Veneto? Come saranno ri-organizzati gli spazi all’aperto e la sede dell’ex museo archeologico? Quale sarà il rapporto con il territorio (inteso come comunità ed enti pubblici e privati) e con l’ambiente (inteso come paesaggio tra laguna, fiume e campagna)? Quali saranno le ricadute economiche e quelle scientifiche? A queste e ad altre domande e curiosità mercoledì 9 febbraio 2022, alle 21, risponderà la stessa direttrice Marianna Bressan nella conferenza on line “Il futuro di Altino”, nell’ambito del ciclo “Altino e la sua laguna agli albori del cristianesimo – ConversazioniAltinati@1600”. La videoconferenza si svolgerà su piattaforma Zoom. Link di partecipazione: https://unipd.zoom.us/j/89013420046.

La planimetria delle area archeologiche di Altino sui due lati della strada provinciale nel progetto del parco archeologico di Altino (studio di architettura ddba)

Di certo un’idea del “futuro di Altino” ce la siamo fatta, il 1° febbraio 2022, alla presentazione del progetto del parco archeologico di Altino (vedi Parco archeologico di Altino: presentato il progetto finanziato dal Mic che fonde museo e area archeologica in un unico percorso più fruibile al pubblico per raccontare la storia di un luogo e del suo paesaggio speciale. Due anni per realizzarlo | archeologiavocidalpassato). Due anni per realizzare il progetto: il termine ultimo è giugno 2024. Si camminerà tra i resti della città sepolta, scoprendone i reperti, ma anche le antiche costruzioni. Ci saranno i mosaici conservati, ma anche la casa in cui probabilmente erano collocati. E mentre si passeggerà accanto al basolato della strada originaria si scopriranno i dintorni, ricostruiti con pannelli iconografici e immagini. Sarà un museo all’aperto, che unirà dunque la parte attualmente contenuta nel museo Archeologico con quella degli scavi, in un unico percorso più fruibile al pubblico che racconterà la storia di un luogo e del suo paesaggio in tutti i suoi aspetti. “Il progetto mira a far comprendere ai visitatori che le aree museali e quelle archeologiche si trovano proprio qui per la presenza di un’antica città sepolta, seppur non visibile”, interviene Marianna Bressan: “racconteremo un “unico mondo” che conterrà storia, arte, paesaggio e territorio e che sarà dunque in grado di mostrare a 360 gradi la storia di questi luoghi. Nel progetto inoltre verrà studiato anche il miglioramento dell’accessibilità per tutti”.

Altino (Ve). Visita accompagnata allo scavo attualmente in corso nell’area archeologica del quartiere residenziale augusteo con la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della Sabap

Iniziati a marzo 2022 gli scavi nella zona residenziale dell’area archeologica di Altino (Ve) (foto drm-veneto)

Dopo le comunicazioni, la visione diretta degli scavi in corso. Succede ad Altino (Ve) nell’area archeologica dove da qualche settimana sono iniziate nuove ricerche archeologiche. L’annuncio della direzione del museo nazionale e dell’area archeologica di Altino è allettante: “Volete scoprire tutte le novità dagli scavi in corso nell’area del quartiere residenziale augusteo di Altino? Vi aspettiamo a “Scavi Aperti”!”. Appuntamento nel pomeriggio di mercoledì 27 aprile 2022 al museo Archeologico nazionale. Alle 15.30, è prevista una visita accompagnata allo scavo attualmente in corso presso l’area archeologica del quartiere residenziale augusteo di Altino. Guideranno la visita la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. Non è necessario prenotare.

Altino. Dal 1° maggio riapre il museo nazionale e l’area archeologica con accesso il venerdì, il sabato e la domenica. Si torna a visitare anche la mostra “Antenati Altinati”

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino (Venezia) (foto drm-veneto)
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Il nuovo logo del museo nazionale e area archeologica di Altino (Ve)

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La locandina della mostra “Antenati altinati” al museo Archeologico nazionale di Altino

Arriva maggio 2021. E dal primo del mese riaprono il museo nazionale e l’area archeologica di Altino, che conserva i reperti archeologici più rappresentativi di Altino pre-romana e romana, città e porto principale dei Veneti antichi. Attenzione agli orari di apertura: venerdì dalle 8:30 alle 13:30, sabato dalle 14:30 alle 19:30, domenica 2, 16, 30 maggio dalle 14:30 alle 19:30. Per poter visitare il Museo di sabato e nelle domeniche di apertura è necessaria la prenotazione entro il giorno precedente quello previsto per la visita. Le prenotazioni sono accordate fino a esaurimento dei posti disponibili. Per prenotare: telefonare allo 0422 789443 dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 13:30. Con la riapertura del museo Archeologico nazionale di Altino, dal 1° maggio 2021 si torna a visitare anche la mostra “Antenati Altinati”, che espone una selezione di sculture funerarie altinati, figurate e iscritte, già parte della collezione Guarienti e recentemente acquisite al patrimonio pubblico. In un allestimento che rievoca l’affollarsi dei monumenti funerari lungo una delle vie in uscita dall’Altino romana, sono proprio i personaggi ritratti a raccontare la propria storia e a condurre il visitatore in uno scenario di duemila anni fa. Nel frattempo non si fermano gli appuntamenti sui canali social del museo di Altino.

Altino. Nasce il parco Archeologico che unisce il museo nazionale e l’area archeologica in una lunga “passeggiata immersiva” nella storia, in un’ottica di turismo lento e sostenibile. Martedì la presentazione del progetto

Suggestiva immagine del museo Archeologico nazionale di Altino ai margini della laguna di Venezia (foto drm-veneto)

A dicembre 2021, alla presentazione di “Stratigrafie sonore”, installazione sonora e visiva degli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che arricchisce la mostra “Antenati, Altinati” e dà voce agli antichi altinati sepolti lungo le vie consolari che entravano in Altino (vedi Altino (Ve). Marianna Bressan, direttrice del museo Archeologico nazionale, presenta “Stratigrafie sonore”, installazione sonora e visiva degli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che arricchisce la mostra “Antenati, Altinati” e dà voce agli antichi altinati sepolti lungo le vie consolari che entravano in Altino | archeologiavocidalpassato),

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Marianna Bressan, direttrice del museo e area archeologica di Altino, nella mostra “Antenati altinati” (foto graziano tavan)

Marianna Bressan direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino lo aveva accennato, per scaramanzia, più come un buon auspicio per il 2022 che per un processo amministrativo-istituzionale in via ormai di definizione: la nascita del parco archeologico di Altino per unire il museo e l’intera area archeologica, e dare vita a una lunga passeggiata immersiva nella storia. L’auspicio è diventato realtà. Il progetto verrà presentato da Daniele Ferrara, direttore regionale Musei Veneto e da Marianna Bressan, direttrice del museo di Altino, martedì 1° febbraio 2022, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Altino. Saranno presenti anche Emanuela Carpani, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna; Claudio Grosso, sindaco di Quarto D’Altino; Simone Venturini, assessore al Turismo del Comune di Venezia; Paola Bonifacio, manager dei Musei Civici di Treviso in rappresentanza del Comune di Treviso e lo Studio di Architettura ddba.

Un tratto di strada romana basolata nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)
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Laboratorio di archeologia del paesaggio tenuto ad Altino (Ve)

“Sculture funerarie e mosaici accanto alle ricostruzioni dei luoghi che li ospitavano, immersi nella natura circostante e percorsi naturalistici in un’ottica di turismo lento e sostenibile”, spiega Marianna Bressan. “Si camminerà tra i resti della città sepolta, scoprendone i reperti ma anche le antiche costruzioni. Ci saranno i mosaici conservati ma anche la casa in cui probabilmente erano collocati. E mentre si passeggerà accanto al basolato della strada originaria si scopriranno i dintorni, ricostruiti con pannelli iconografici e immagini”. Finanziato dal ministero della Cultura con 1milione e700mila euro il parco archeologico di Altino muove ora i primi passi. Sarà un “museo all’aperto”, che unirà dunque la parte attualmente contenuta nel museo Archeologico nazionale con quella degli scavi, in un unico percorso più fruibile al pubblico che racconterà la storia di un luogo e del suo paesaggio in tutti i suoi aspetti.

Altino. Scavo archeologico nell’area del quartiere residenziale augusteo: la direttrice Marianna Bressan avvia una sorta di “diario di scavo” per tenere aggiornati gli appassionati. “Realizzate alcune trincee per capire come procedere”

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Primi scavi nella zona residenziale dell’area archeologica di Altino (Ve) (foto drm-veneto)

Diario di scavo dall’area archeologica di Altino. Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino, ha deciso di tenere aggiornati tutti gli appassionati sull’andamento delle ricerche iniziate – lo ricordiamo – il 14 marzo 2022, in particolare nell’area del quartiere residenziale augusteo, nell’ambito del Grande Progetto Beni Culturali con il quale il ministero della Cultura ha finanziato le attività necessarie a trasformare Altino in un parco archeologico, affidate alla ditta PETRA di Padova (vedi Altino (Ve). Verso il parco archeologico: iniziato lo scavo archeologico nell’area del quartiere residenziale augusteo. La direttrice Bressan: “Doppio scopo: capire cosa nasconde la città sepolta, e come ridisegnare la fruizione dell’area archeologica” | archeologiavocidalpassato). E il 27 aprile 2022, alle 15.30, con il biglietto del Museo, sarà possibile visitare lo scavo in corso, accompagnati dalla direttrice Marianna Bressan e dal direttore dei lavori Massimo Dadà. Non serve la prenotazione.

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Trincee esplorative in un settore dell’area archeologica di Altino mai interessato da ricerche in passato (foto drm-veneto)

“Stiamo procedendo su due fronti”, spiega Bressan. “Nella zona della Domus della Pantera, abbiamo recuperato le superfici già scavate negli anni Sessanta, per capire meglio la geometria e le fasi cronologiche dell’isolato abitativo prospiciente la strada basolata e per verificare se ci fossero strutture da tenere a vista in futuro. I lacerti pavimentali emersi non sono in buone condizioni, ma sono emozionanti per le caratteristiche della decorazione e per il messaggio di antichità di cui sono latori. Nella zona a Sud della strada basolata – continua -, ci siamo riagganciati agli scavi degli anni Ottanta, ma solo per prenderli come riferimento, e abbiamo proseguito con alcune trincee esplorative verso un’area che, in base ai nostri studi, dovrebbe non essere mai stata intaccata prima da scavi archeologici. In effetti, abbiamo individuato alcune zone in cui gli interventi agrari del Novecento e forse anche dell’Ottocento (questi ahinoi immancabili ad Altino) sembrano aver risparmiato i livelli di abbandono post-antichi e altre zone in cui l’intacco, post-antico o moderno, è sceso fino a intercettare le strutture romane, a quanto sembra molto rovinate. Ora – conclude – stiamo documentando quanto emerso finora e ci prepariamo a individuare i settori più promettenti per procedere con l’indagine stratigrafica”.

Il museo e le aree archeologiche di Altino apriranno tra pochi giorni. Nell’attesa la direttrice Marianna Bressan lancia un questionario per conoscere meglio gli interessi del pubblico

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino (Venezia)

Marianna Bressan, direttrice del museo Archeologico nazionale e dell’area archeologica di Altino (foto Graziano Tavan)

“Prima di aprire, chiediamo un vostro parere”. È questa l’idea che c’è alla base del Questionario lanciato da Marianna Bressan, direttrice del museo e dell’area archeologica di Altino: “Tra pochi giorni apriremo”, annuncia Bressan, “e mentre mettiamo a punto gli ultimi preparativi per la sicurezza di tutti, stiamo immaginando il prossimo futuro, ben consapevoli che non possiamo semplicemente ripartire da dove ci eravamo fermati. Vogliamo da sempre che il Museo di Altino sia una piazza, dove trovarsi e ritrovarsi, dove conoscere e riconoscere l’atmosfera di un passato che ci accomuna. Rispondendo alle semplici domande di questo breve questionario (questo il link https://forms.gle/6tFiDDaqaXnhGsYZ7) ci aiuterete a capire cosa può interessarvi di più. Più sarete a rispondere, meglio sarà! Grazie e a prestissimo ad Altino”.

Un’attività dei centri estivi 2019 al museo di Altino (foto museo Altino)

Questionario sui centri estivi. “Il Museo di Altino aprirà tra pochi giorni e ci stiamo attrezzando in sicurezza non solo per accogliere i visitatori, ma anche per offrire le attività che le circostanze permettono di organizzare. Il Museo infatti è dotato di un bel giardino, di una fresca barchessa, dove stare riparati ma all’aria aperta, di due aree archeologiche. Per questo si presta egregiamente al suo ruolo di spazio pubblico, a disposizione della comunità e di chi desideri passare il tempo libero anche all’aperto, magari impegnato in un’attività gradevole, immersa nell’atmosfera dell’antico. Questo breve sondaggio ci aiuterà a capire cosa vi può interessare, per provare poi a soddisfare al meglio i vostri desideri”.

Altino (Ve). Sotto i mosaici emergono lacerti di pavimenti in cementizio, tipo “terrazzo alla veneziana”: gli scavi in corso riportano alla luce lo strato più antico della città romana. E mercoledì al via “Scavi aperti”

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Scavi in corso nel quartiere augusteo di Altino (Ve): sotto i mosaici lacerti di pavimento in cementizio, la fase più antica della città romana (foto drm-veneto)

A guardarli da lontano sembrerebbero proprio dei “terrazzi alla veneziana”. Siamo nell’area archeologica di Altino (Ve) dove da marzo sono iniziate le ricerche archeologiche per saperne di più sulla storia della “Venezia prima di Venezia”. Gli ampi lacerti di pavimenti in cementizio fanno capolino sotto i mosaici attualmente esposti e ben conservati (come quelli della Casa della Pantera) e raccontano una storia ancora più antica, di un quartiere residenziale antecedente a quello esposto e che nessuno ha più visto dagli anni ’60. “Prima messa in luce, poi di nuovo interrata”, racconta Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e dell’area archeologica di Altino, “la pavimentazione è riemersa durante i lavori di scavo cominciati un mese fa ad Altino, in particolare nell’area archeologica del quartiere residenziale augusteo”. Gli scavi, che rappresentano una delle azioni del Grande Progetto Beni Culturali con il quale il ministero della Cultura ha finanziato le attività necessarie a trasformare Altino in un parco archeologico, sono stati affidati alla ditta PETRA di Padova con la direzione lavori di Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.

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Veduta aerea dell’area archeologica di Altino tagliata in due dalla strada provinciale (foto drm – veneto)

Le pavimentazioni, però, non sono l’unica “novità”. “Nella zona dei nuovi cantieri (aperti, questi sì, ex novo), che si sviluppano nell’area archeologica in direzione del Museo, sono riaffiorate alcune strutture murarie, una delle quali potrebbe essere la prosecuzione della banchina già scoperta in passato lungo il canale Sioncello, attivo in quest’area fino al I secolo a. C. e interrato alla fine dello stesso secolo per ampliare i quartieri abitativi della città. È presto per tirare delle conclusioni definitive”, continua Bressan. “Gli esperti sono al lavoro, ma dopo un mese di scavi abbiamo già diverse ipotesi sulle quali lavorare. Aspettiamo intanto tutta la cittadinanza alla scoperta degli scavi che permetterà loro di vedere cosa nasconde il sottosuolo di Altino”. Mercoledì 27 aprile 2022 sarà infatti possibile per tutti gli interessati vedere gli scavi dal vivo, nel corso dell’iniziativa “Scavi aperti”. L’appuntamento per tutti è alle 15.30 al Museo; da lì partirà la visita allo scavo in corso e a condurla saranno proprio la direttrice del Museo, Marianna Bressan, e il direttore dei lavori, Massimo Dadà della Soprintendenza.

Altino (Ve). Marianna Bressan, direttrice del museo Archeologico nazionale, presenta “Stratigrafie sonore”, installazione sonora e visiva degli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che arricchisce la mostra “Antenati, Altinati” e dà voce agli antichi altinati sepolti lungo le vie consolari che entravano in Altino

Gli antichi altinati prendono la parola. Si fanno sentire lungo la via consolare che entra nella città di Altino. A loro modo danno il benvenuto al viandante raccontando la loro storia, chi sono, da dove vengono, cosa hanno fatto, le persone amate. Succede al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) dove la mostra “Antenati, Altinati”, curata da Marianna Bressan, direttrice del museo e area archeologica di Altino, a due anni dalla sua inaugurazione, si è arricchita di una installazione sonora e visiva, “Stratigrafie sonore”, opera di Samir Sayed Abdellattef e Giacomo Vidoni, artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia (vedi Altino (Ve). A due anni dall’inaugurazione di “Antenati altinati” la mostra si arricchisce di una installazione sonora e visiva “Stratigrafie sonore” che dà voce a quella folla muta che dava il benvenuto a chi giungeva nella città romana immedesimando il visitatore moderno in un passato ormai remotissimo. Piccola guida alla mostra | archeologiavocidalpassato). Questa installazione introduce nel percorso della mostra la stratigrafia sonora, per spingere a una maggiore immedesimazione in un passato ormai remotissimo. In tal senso, il lavoro artistico si pone in armonia con quanto le scelte allestitive provano a ricreare: la percezione degli spazi della necropoli romana, attraverso la distribuzione delle sculture, e il contatto con le persone cui erano dedicati i monumenti funerari, attraverso la prospettiva soggettiva di presentazione degli stessi. 

Frame del reperto 3 dell’installazione “Stratigrafie Sonore” nella mostra “Antenati Altinati” al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm veneto)

Purtroppo non è stato possibile rendere in questo articolo le voci, i sospiri, le parole e le musiche, che avvolgono e coinvolgono il visitatore che percorre la via Annia ricostruita idealmente al museo di Altino, affiancata su entrambi i lati dai sepolcri degli altinati: l’installazione è stata pensata e tarata, anche nelle sonorità, per la sala del museo che ospita la mostra, e non può essere riprodotta con gli stessi effetti speciali su un video altro. Ma si può avere un’idea delle potenzialità espressive degli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia guardando il video-promo realizzato per la riapertura del museo il 4 luglio 2020, dopo il duro lockdown

Il percorso espositivo della mostra “Antenati altinati” al museo Archeologico nazionale di Altino (foto graziano tavan)

“Gli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Samir Sayed Abdellattef e Giacomo Vidoni, con i docenti Stefano Marotta e Roberto Russo”, spiega la direttrice del Museo, Marianna Bressan, “hanno interpretato con originalità ed eleganza il senso dell’antico che le sculture comunicano. L’installazione contribuisce a sperimentare un approccio diverso alle sculture in mostra, con un coinvolgimento di un senso, l’udito, che normalmente non viene coinvolto nelle situazioni espositive di archeologia”. Alla mostra “Antenati altinati” di Altino, dunque, si abbatte un altro tabù. “Dopo aver scelto un tipo di comunicazione diretta, diversa da quella più tradizionale in opera nel Museo, lasciando la parola alle sculture; dopo aver organizzato il percorso con l’intento esplicito di evocare la disposizione dei monumenti funerari lungo una delle strade romane in uscita dalla città antica di Altino; ora si sfida il silenzio contemplativo della fruizione museale, aggiungendo suoni in un luogo dove di solito bisogna tacere. Il suono, però, non è rumore molesto, ma – appunto – una stratificazione sonora, che accompagna chi si lascerà guidare dall’immaginazione verso una più profonda immedesimazione negli spazi, nei linguaggi visivi e nelle evocazioni sonore del passato”.

Frame della video-performance ArcheoAlive realizzato dagli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia nei depositi del museo Archeologico di Altino (foto drm-veneto)

“Stratigrafie sonore” non rappresenta la prima collaborazione degli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia con il museo Archeologico di Altino. È successo il 30 marzo 2021 con ArcheoAlive, spazio creativo e deposito del museo Archeologico, che diventa fonte di ispirazione artistica e si espande attraverso una performance audiovisiva trasmessa i streaming (vedi https://www.facebook.com/watch/?v=1206634883085028&ref=sharing). Magazzini e archivi storici custodiscono migliaia di reperti, grazie ai quali conosciamo la storia millenaria delle nostre comunità, nel caso specifico, di Altino. Il progetto artistico è stato a cura di Giacomo Vidoni, Paolo Pandin, Samir Sayed Abdellattef e Valentina Zanrosso. Nell’ambito del progetto interreg Historic.

 

Altino (Ve). Scavo nel quartiere residenziale augusteo: a Nord, trovate tracce di strutture piro-tecnologiche; a Sud, spazi abitati di età romana lungo il Siloncello. E mercoledì tona “Scavi aperti” con la visita guidata

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Nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve) scoperte tracce di strutture piro-tecnologiche (foto drm-veneto)

Nuove scoperte accompagnano le indagini stratigrafiche nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve). E a distanza di un mese torna “Scavi Aperti”, iniziativa di archeologia pubblica per scoprire tutte le ultime scoperte dagli scavi in corso. Appuntamento nel pomeriggio di mercoledì 25 maggio 2022, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino: è in programma una visita accompagnata allo scavo con la direttrice Marianna Bressan e Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. Fa caldo, quindi meglio indossare scarpe comode e portarsi una bottiglietta d’acqua. Questa volta è meglio la prenotazione, per capire se serve organizzare la visita in turni o andare tutti insieme: 0422789443.

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Nell’area del quartiere residenziale augusteo dell’area archeologica di Altino (Ve) scoperte tracce di strutture piro-tecnologiche (foto drm-veneto)

Ma quali sono le novità questo mese? Nel settore a Nord della strada, lo scavo sotto i livelli pavimentali della fase di II sec. d.C. ha individuato tracce di strutture piro-tecnologiche: attualmente sono al vaglio due ipotesi di lavoro ovvero se fossero precedenti e indipendenti rispetto all’impianto residenziale o invece a esso correlate per ragioni di cantiere. Cosa significa “piro-tecnologico”? significa che si tratta di una struttura che impiega il fuoco per funzionare. Nel settore a Sud della strada, sta prendendo corpo l’articolazione degli spazi abitati di età romana lungo il lato occidentale del canale Siloncello. Non ci sono resti di pavimenti strutturati e i muri perimetrali degli ambienti sono tutti spogliati, tuttavia cominciano a chiarirsi le geometrie e la successione delle fasi abitative. Qualche materiale ci offre orizzonti cronologici indicativi: sicuramente in quest’area c’erano attività di età imperiale (almeno I sec. d.C.), tardo repubblicana (II – I sec. a.C.), forse anche di età precedente, quando i Veneti abitavano Altino prima dell’arrivo dei Romani. Latitano invece i materiali più tardi, come mai? le spoliazioni li hanno fatti scomparire del tutto? oppure si tratta di un’area non interessata da insediamento di epoca tardoantica?

Altino (Ve). A due anni dall’inaugurazione di “Antenati altinati” la mostra si arricchisce di una installazione sonora e visiva “Stratigrafie sonore” che dà voce a quella folla muta che dava il benvenuto a chi giungeva nella città romana immedesimando il visitatore moderno in un passato ormai remotissimo. Piccola guida alla mostra

Urna cineraria a cassetta da Altino con l’iscrizione di Melete nella mostra “Antenati altinati” al museo Archeologico nazionale di Altino (foto graziano tavan)

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Marianna Bressan, direttrice del museo e area archeologica di Altino, nella mostra “Antenati altinati” (foto graziano tavan)

“Sono loro, gli antenati altinati. I loro monumenti funerari, semplici stele o mausolei colossali, isolati o raggruppati in recinti di famiglia, affollano le necropoli, ovvero le città dei morti, che per secoli si espandono lungo la via Annia sia verso Padova sia verso Aquileia, la strada per Oderzo, la via Claudia Augusta, diretta oltre le Alpi verso il Danubio. Per ricordarli, i loro cari ancora vivi incidono i nomi, i titoli, i mestieri. Li fanno parlare per loro: frammenti di vite vissute, di progetti realizzati o spezzati, di storie in cui ancora oggi, dopo duemila anni, possiamo immedesimarci, come fossero nostre”.

Il percorso espositivo della mostra “Antenati altinati” al museo Archeologico nazionale di Altino (foto graziano tavan)

altino_archeologico_stratigrafie-sonore_antenati-altinati_invitoA due anni dall’inaugurazione la mostra “Antenati altinati” si arricchisce di una installazione sonora e visiva, “Stratigrafie sonore”, opera di Samir Sayed Abdellattef e Giacomo Vidoni, artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Questa installazione introduce nel percorso della mostra la stratigrafia sonora, per spingere a una maggiore immedesimazione in un passato ormai remotissimo. In tal senso, il lavoro artistico si pone in armonia con quanto le scelte allestitive provano a ricreare: la percezione degli spazi della necropoli romana, attraverso la distribuzione delle sculture, e il contatto con le persone cui erano dedicati i monumenti funerari, attraverso la prospettiva soggettiva di presentazione degli stessi. Appuntamento al museo Archeologico nazionale di Altino domenica 12 dicembre 2021, alle 15.30.

Stele a pseudoedicola con i ritratti di Clemens, Clarus, Prisca e Fuscus, da Altino nella mostra “Antenati altinati” (foto graziano tavan)
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Coronamento del monumento funerario di Arisba, schiava di Paconia, da Altino nella mostra “Antenati altinati” (foto graziano tavan)

Ecco che prende forma la voce di Iucundus, che visse ad Altino ai tempi degli imperatori Tiberio e Claudio, con la compagna Iucunda. “Da vivo ho preparato la tomba per Helvia Iucunda”, racconta. “Giunta la mia ora, ho riposato per secoli accanto a lei”. O ancora quella del navarca, il comandante della flotta militare, che al termine dell’ultima impresa, mostra la corazza appoggiata alla gamba destra, con al centro la Gorgone che terrorizza il nemico ed esalta il suo valore militare. Ma ci sono anche Clemens, Clarus, Prisca e Fuscus, il più anziano dei quattro fratelli che vivevano ad Altino al tempo degli imperatori Augusto e Tiberio, come Chresimus sepolto accanto a loro. “I nostri genitori”, fanno sapere al viandante, “ci hanno unito a loro nel sepolcro, ma non puoi vedere i loro volti né conoscerne il cognome, perché il tempo ha rovinato il nostro ritratto di famiglia. Hanno obbedito all’imperatore Augusto, che vuole famiglie numerose e premia le donne con quattro figli, concedendo loro il diritto di amministrare i loro beni”. Voci che vengono da lontano, come quella di Arisba che viene dall’isola di Lesbo, nell’Egeo settentrionale. “Vissi ad Altino”, ricorda, “quando era imperatore Marco Aurelio. Ero schiava di Paconia, che un giorno mi ha concesso la libertà. Sono vestita a festa e ben pettinata, con i capelli ondulati, raccolti e con la riga in mezzo: all’epoca imitavamo tutte l’acconciatura dell’imperatrice Faustina. I due Tritoni, che ti mostrano la mia immagine”, indica al viandante, “mi assicurano nell’Aldilà gioia spensierata e beatitudine eterna”.