Ercolano a 360°: in questo primo episodio il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, descrive l’antica Herculaneum com’era poco prima della catastrofe del 79 d.C.

A poche settimane dalla presentazione della nuova App 3d realizzata da D’Uva (info https://bit.ly/30OOU84), il parco archeologico di Ercolano propone il primo video a 360° elaborato da TimeLooper: il direttore Francesco Sirano ci accompagna in un viaggio nel passato dove c’è finalmente poco da lasciare all’immaginazione e sarà possibile godere delle meraviglie dell’antica Herculaneum, come molto probabile che fosse sulla base degli studi archeologici più aggiornati. In questo primo episodio facciamo la conoscenza di Ercolano prima della catastrofe del 79 d.C. “Avviciniamoci a questa città affacciata sul golfo di Napoli, come fossimo dei gabbiani che attraversassero il cielo in questo angolo incantato del mondo”: inizia così la visita guidata “con occhi speciali” di Sirano. “Dietro di noi Ischia, Capri. Di lato Sorrento, e di fronte il Vesuvio, molto più alto di oggi, una montagna maestosa sulle cui pendici si andava a caccia, si tagliavano boschi di abete, si coltivava la vite. Ci sembra di vedere quasi un fotogramma bloccato di un film. Siamo nel 79 d.C.: il 24 agosto, oppure il 24 ottobre secondo recenti scoperte a Pompei. È una bella giornata, e sulla spiaggia si svolgono le attività quotidiane dei pescatori. La città è splendida, mentre si stanno riparando i danni provocati da un terremoto di 17 anni prima nel 62 d.C. Piccola, estesa su più o meno 15 ettari, un quarto di Pompei, un sesto di Napoli. Più di 13 volte più piccola dei grandi capoluoghi della Campania, Capua e Nocera. Sin dal periodo in cui era imperatore Augusto Ercolano era fiorita come non mai. Benefattori locali avevano promosso la realizzazione di infrastrutture: fogne, acquedotti, allargamento e pavimentazione di strade, e di almeno tre terme aperte al pubblico. Una grande palestra organizzata come una specie di ginnasio greco dove i giovani si preparavano a diventare i futuri cittadini. Un teatro, tutti gli edifici direzionali tipici di una città romana, monumenti per onorare la famiglia imperiale e naturalmente templi degli dei. Ecco il santuario di Venere, affacciato proprio sulla spiaggia, a due templi, perché la dea qui era venerata sotto due aspetti come dea della fertilità e del continuo germogliare della vita, e come divinità che favorisce la buona navigazione. La facciata di uno dei due templi era stata rifatta da poco, nel 70 d.C., a spese di una donna, Vibidia Saturnina, e suo figlio, Aulo Furio Saturnino, che avevano anche dedicato statue di Tito e Domiziano, figli dell’imperatore Vespasiano. Il santuario di Venere condivide una grande terrazza artificiale con il complesso di strutture in onore del grande benefattore locale Marco Nonio Balbo, le cui ceneri erano conservate all’interno di un altare tutto di marmo come del resto anche la sua statua che salutava chiunque arrivava dal mare. Guardando alla nostra sinistra, subito dopo la fine della città distinguiamo l’incredibile mole della villa dei Calpurni Pisoni grande famiglia senatoria di Roma oggi nota come villa dei Papiri, per il ritrovamento qui nel 1700 di ben 1800 rotoli di papiro appartenenti a quella che finora è l’unica biblioteca privata del mondo romano mai ritrovata”.

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Una risposta a “Ercolano a 360°: in questo primo episodio il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, descrive l’antica Herculaneum com’era poco prima della catastrofe del 79 d.C.”

  1. Italina Bacciga dice :

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