“Lapilli di Ercolano”: con la 12.ma clip il direttore Sirano ci fa scoprire la sezione maschile delle Terme centrali di Herculaneum e la sala del frigidarium, ora chiusa al pubblico

Il parco archeologico di Ercolano è tornato ad accogliere i visitatori tutti i giorni, eccetto il martedì, con acquisto dei biglietti esclusivamente on line (https://bit.ly/3dlnCtm), ma il direttore Francesco Sirano ci regala la 12.ma clip alla scoperta di un altro angolo della città antica. Così dopo averci ha accompagnato alla scoperta dei dettagli delle della sezione femminile delle Terme centrali di Herculaneum, stavolta ci mostra la sezione maschile anticipando la visione di una sala, il frigidarium, ora non accessibile, ma che presto sarà aperta al pubblico. L’ingresso delle terme centrali di Ercolano si apriva dal cortile della palestra, uno spazio porticato dal quale si accedeva anche alla struttura dove gli atleti si preparavano ai loro esercizi ginnici. “Il primo ambiente che si incontra è il cosiddetto apodyterium, uno spogliatoio che qui a Ercolano era già riscaldato con una climatizzazione tiepida. Ci sono i caratteristici stalli per poter depositare i vestiti e sul fondo c’è già una vasca di marmo che viene utilizzata per poter sciacquarsi con acqua fredda e creare la differenza caldo-freddo. Approfittiamo di questa occasione – spiega Sirano – per mostrare anche una sala che ben presto si potrà visitare una volta finiti i lavori di messa in sicurezza. Si tratta di una sala circolare che nell’ultima fase di vita delle terme era utilizzata come frigidarium, quindi una sala con acqua fredda. Ma che invece in un primo momento era un sudatorium, una sala dove si sudava molto, e quindi era molto calda. La caratteristica di questa sala circolare era di essere coperta da una volta, un cupola dipinta con animali tipici della fauna del Mediterraneo: murene, polipi, pesci, seppie. Questi pesci si rispecchiavano nel bacino d’acqua sottostante che aveva un rivestimento dipinto di azzurro per imitare il mare, e quindi si aveva l’impressione di immergersi in un mare popolato di queste creature tipiche della fauna del golfo di Napoli”.

Il pavimento musivo con tritone circondato da delfini nel tepidarium delle Terme centrali di Ercolano (foto Graziano Tavan)

Entriamo ora nel secondo tepidarium, la seconda sala tiepida delle terme centrali. “È una sala molto grande che ha il pavimento completamente basato sulle suspensurae, dei pilastrini che creavano una camera d’aria. Questa camera d’aria si trova non solo sotto il pavimento ma anche tutto intorno alle pareti per poter garantire il passaggio di aria calda e creare le condizioni ottimali per svolgere i bagni termali. La sala era coperta a volta e rivestita di stucco lavorato in una maniera particolare: si chiamano strigilature. Questa è la forma ideale per imprigionare le gocce di acqua calda che in questa maniera corrono continuamente avanti e indietro e non cadono mai verticalmente. Evitando lo stillicidio si evita il fastidio di avere una sorta di pioggia continua di acqua calda all’interno dell’ambiente. Il pavimento era decorato con un mosaico figurato in bianconero con un tritone circondato da quattro delfini. Il richiamo al mare si spiega molto bene con l’acqua che dominava questi ambienti. Nel passaggio tra il tepidarium e il calidarium troviamo un tappetino di mosaico con una decorazione molto interessante: si tratta di strigili, i tipici strumenti con cui i giovani atleti si detergevano la pelle per eliminare quell’insieme di olio e polvere che si utilizzava per mantenere la traspirazione durante l’allenamento. All’interno di questa che era la sala più calda troviamo sul fondo una vasca, che era una piscina con l’acqua calda, e sul lato opposto il basamento per un labrum di marmo, che è stato asportato durante gli scavi borbonici, e che conteneva acqua fredda. Questa serviva a creare il contrasto tra il freddo dell’acqua e il caldo dell’ambiente. Come ogni teatro ha il suo backstage, anche le terme hanno il loro cuore operativo dove ci sono tutti gli apparati tecnici che servono a far funzionare l’edificio termale. Troviamo il pozzo da cui veniva attinta l’acqua, pozzo che in un secondo momento fu chiuso perché le terme furono allacciate all’acquedotto proveniente dal Vesuvio, ma soprattutto troviamo i famosi prefurnia. Ci sono le bocche dei forni dove venivano inserite le fascine di legname che riscaldavano l’acqua e l’aria e facevano funzionare l’edificio termale”.

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Una risposta a ““Lapilli di Ercolano”: con la 12.ma clip il direttore Sirano ci fa scoprire la sezione maschile delle Terme centrali di Herculaneum e la sala del frigidarium, ora chiusa al pubblico”

  1. Italina Bacciga dice :

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