Le ultime due puntate del fumetto “La solitudine di Askos” che racconta la vita quotidiana degli oggetti immersi nel silenzio di spazi senza visitatori del museo civico di Bologna in lockdown: i protagonisti prima rimpiangono le cure del personale del museo, poi si rallegrano per la riapertura dell’Archeologico

La copertina del fumetto “La solitudine di Askòs” di Elena Maria Canè del museo civico Archeologico di Bologna

L’Askòs Benacci, capolavoro dell’arte etrusca, conservato dal museo civico Archeologico di Bologna (foto Istituzione Bologna Musei)

Cosa succede quando il museo civico Archeologico di Bologna è chiuso e- per cause di forza maggiore- tutte le archeologhe, i restauratori, il personale sono a casa? Cosa succede dietro le quinte? La solitudine di Askos è un fumetto di Elena Maria Canè, ideato e prodotto durante il lockdown. Ecco le ultime due puntate. Potrete scaricare le tavole in pdf sul sito del Museo https://bit.ly/MCA_PROGETTI, anche qui in quattro puntate.

Nella terza puntata i protagonisti – Hero (piccolo guerriero di grande coraggio), Hippo (cavallino sputasentenze) e Bue (grande e pauroso), elementi “normalmente” riuniti in quel capolavoro dell’arte etrusca che è l’Askós Benacci, un raffinato contenitore per liquidi in ceramica, configurato a bovino e sormontato da un piccolo cavaliere in armi, datato all’VIII secolo a.C. -, ripensano con gratitudine a quanto fa il personale dell’Archeologico che si prende cura di loro: le archeologhe, il disegnatore, il restauratore, il fotografo. Ma si chiedono ancora: dov’è il pubblico che sono abituati a vedere? A Hero, Hippo e Bue cominciano a mancare soprattutto i bimbi. Finalmente si rendono conto che il museo è chiuso e non sanno quando riaprirà. E c’è ci grida alla libertà conquistata. Ma liberi da chi? Dalle cure del personale? Dallo sguardo dei visitatori? Dalle domande dei bimbi? Realizzano che il lockdown coinvolge tutta la città di Bologna per colpa di un virus che ha fatto anche tanti morti. E sperano che tutto torni come prima.

Nella quarta e ultima puntata i protagonisti – Hero (piccolo guerriero di grande coraggio), Hippo (cavallino sputasentenze) e Bue (grande e pauroso), elementi “normalmente” riuniti in quel capolavoro dell’arte etrusca che è l’Askós Benacci, un raffinato contenitore per liquidi in ceramica, configurato a bovino e sormontato da un piccolo cavaliere in armi, datato all’VIII secolo a.C. -, vedono che i giorni passano in una primavera sempre più strana. Poi, un giorno, finalmente l’annuncio: oggi il museo riapre. Si accendono le luci delle sale. Ricompaiono i visitatori. Il personale li invita a tornare come prima, a non rimanere più divisi per mantenere il distanziamento sociale, ma a ricomporre l’askos. E si ripromettono di non dimenticare mai quanti hanno cura di loro.

Tag:, , ,

Una risposta a “Le ultime due puntate del fumetto “La solitudine di Askos” che racconta la vita quotidiana degli oggetti immersi nel silenzio di spazi senza visitatori del museo civico di Bologna in lockdown: i protagonisti prima rimpiangono le cure del personale del museo, poi si rallegrano per la riapertura dell’Archeologico”

  1. Italina Bacciga dice :

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: